Human Touch è il nono album di Bruce Springsteen, pubblicato nel 1992. L’album fu lanciato contemporaneamente all’album Lucky Town. Un caso che rappresenta tutt’oggi non solo un unicum nella carriera discografica di Springsteen, ma anche una rarità nella storia del rock. Ma l’unicità di Human Touch è collegata a un altro aspetto: è l’unico album del Boss suonato prevalentemente da musicisti chiamati “a gettone”. Nel 1989, dopo aver liquidato la E Street Band, Springsteen registrò alcune demo di nuove canzoni con Roy Bittan. Il pianista sarà peraltro, insieme a Patti Scialfa, l’unico superstite della storica band ad accompagnare Bruce nella registrazione dell’album, figurando anche come co-produttore. Quando nel 1991 Human Touch era ormai pronto, Bruce ne sospese la pubblicazione. Come spesso gli era successo in passato, aveva tanto ulteriore materiale da poter pubblicare più di un album. Fu allora che decise di lanciare due album contemporaneamente. Una scelta poco commerciale, in quanto gli album rischiavano di “cannibalizzarsi” reciprocamente. Ma Springsteen fu determinato nella scelta.

Le premesse di Human Touch: un cambio epocale

Nel giro di pochi anni Springsteen aveva conosciuto notevoli cambiamenti nella sua vita. Il successo planetario seguito alla pubblicazione di Born In The U.S.A. gli aveva procurato una notorietà e un benessere economico praticamente illimitati. Seguirono il matrimonio e la repentina crisi con la modella Julianne Phillips, mentre nasceva e si consolidava la relazione con la sua corista, Patti Scialfa. Peraltro – ma lo sapremo solo anni più tardi – in Bruce si insinuava pesantemente anche uno stato depressivo che la grande notorietà non aiutava di certo ad alleviare. Se una celebrità  rischia per natura un distacco dalla realtà e dalla vita di comune essere umano, questo pericolo era ampliato esponenzialmente per Bruce. Essere figlio di un uomo con forti problemi di depressione e bipolarismo era un primo elemento rilevante. La maniacale tutela della vita privata, il pieno controllo della produzione discografica e il rifuggire alle trasgressioni, potevano agire paradossalmente da detonatori. Le luci della ribalta, le tentazioni dello star system, l’instabilità sentimentale minavano la sua esigenza di restare “padrone” della sua vita.

Bruce riversa ancora tutto nella musica

Come già avvenuto nella sua precedente produzione, le nuove esperienze e sensazioni di vita di Bruce si riversarono nei suoi testi e nella sua musica. Già in Tunnel Of Love emersero buona parte delle circostanze appena ricordate. In primis la crisi matrimoniale, tra disillusione sentimentale, segnali di infedeltà e vani tentativi di ritrovare il bandolo della matassa. Ma nell’album del 1987 c’erano anche segnali di malessere individuale: l’insicurezza in Cautious Man e Brilliant Disguise, il “dilemma bipolare” di Two Faces. A quel punto a Bruce serviva una ventata di aria fresca. Sul lato sentimentale la nuova relazione con Patti Scialfa era anche il ritorno a una vita meno “brillantinata” e più sostanziale. Bruce inoltre decise di trasferirsi in California, cercando nuova serenità e avvicinandosi ai genitori che da anni vi si erano trasferiti. Anche sul lato musicale Springsteen sentì l’esigenza di una svolta: non più il rocker muscolare e un sound che riteneva ormai stereotipati, ma nuovi orizzonti da perlustrare. Ne risultò il clamoroso licenziamento della E Street Band. Tunnel Of Love aveva già mandato segnali nitidi, ma questa decisione fu comunque scioccante. Le scelte musicali di Bruce erano così, ancora una volta, specchio della sua anima e della sua condizione esistenziale. Dichiarò Bruce in proposito: “Human Touch e Lucky Town uscirono in un momento in cui, per trovare quello di cui avevo realmente bisogno, dovevo lasciare che tutto scorresse. Cambiare, provare nuove soluzioni, commettere errori… vivere.”

Human Touch: una svolta incompresa dai più

Springsteen era dunque consapevole del rischio di sbagliare qualcosa, ma sentiva il bisogno di cambiare. Human Touch e Lucky Town, pubblicati dopo cinque anni di silenzio discografico, furono il risultato di questa fase travagliata di riordino personale. Lucky Town è un album intimista, nel quale Springsteen suona gran parte degli strumenti e racconta la nuova condizione di felice e attento marito/padre. In tutti i sensi (sia quello musicale, sia quello tematico) Lucky Town è il vero sequel di Tunnel Of Love. Human Touch è invece un album pop-rock per la registrazione del quale Springsteen chiamò un numero cospicuo di musicisti. Gran parte di essi non erano “suoi” musicisti (se ne contano 13 in totale). Oltre a Roy Bittan, Patti Scialfa e al redivivo David Sancious, sono attivi nell’album alcuni tra i migliori musicisti e vocalist disponibili in quel periodo. Tra questi Randy Jackson al basso, il compianto Jeff Porcaro alla batteria e Tim Pierce alla chitarra. Ad accompagnarlo alle voci Bruce volle, oltre alla moglie, alcune grandi voci del soul, del R&B e del rock’n’roll americano. Bobby King lo accompagnerà anche in tour, Bobby Hatfield componeva il celebre duo The Righteous Brothers e Sam Moore era parte del mitico duo soul Sam & Dave.

La ricerca dello stile

Il lavoro di Springsteen e dei musicisti al suo servizio scaturì in un risultato stilisticamente considerevole. Attentamente arrangiato da Springsteen e Bittan, ben suonato da musicisti eclettici, ottimamente cantato da vocalist di assoluto livello, Human Touch è un buon album pop-rock. Eppure è stato ed è tuttora uno degli album meno apprezzati di Springsteen. Non è ben chiaro quanto lo stesso Bruce ne sia entusiasta, ora come allora, considerando che propone raramente le sue canzoni dal vivo. Il limite dell’album, oltre a un aspetto lirico di cui parlerò più avanti, è proprio nella sua ricerca di “perfezione stilistica”. Nonostante le sue canzoni affondino nel rock’n’roll, nel blues e nel soul, l’estrema pulizia del sound complessivo dell’album gli toglie cattiveria. Quella ruvidità e quella sincera immediatezza che rappresentano l’anima del rock e, prima ancora, del blues. C’è perfino un paradosso: l’album di Springsteen considerato più pop, più pulito, più leggero, è quello con più assoli di chitarra elettrica della sua intera discografia. Ma gli arrangiamenti ricchi e puliti, forse troppo patinati, dell’album stridono con il sound più classico del rock springsteeniano, rimasto nel cuore di tanti fan. Suoni che oltretutto erano distanti anni luce dal sound sporco che imperava in quel periodo: il grunge di Nirvana, Pearl Jam e altre band di quel genere. Semmai, forse, Human Touch riferisce a quel pop-rock morbido dei pieni anni ’80 che aveva proprio nei Toto dei fratelli Porcaro i principali interpreti.

L’amore: il calore, le sofferenze

Un altro elemento che distingue Human Touch nell’ambito della discografia di Springsteen è l’aspetto lirico. I suoi album precedenti, ma anche molti dei successivi,  scavano nel profondo dell’animo umano e delle relazioni personali, anche grazie ai forti connotati autobiografici. Human Touch sembra invece fermarsi più in superficie ed essere solo parzialmente autobiografico. Se si escludono la title track e pochi altri episodi, le liriche dell’album parlano dell’amore in modo più leggero. E anche laddove entrano nelle sofferenze e nei tormenti amorosi, lo fanno con versi relativamente “ordinari”, considerando la grandezza lirica di Springsteen. Ma – lo sottolineo più tardi – non mancano passaggi interessanti.  Se è vero che i cantautori scrivono le loro migliori cose nei momenti di sofferenza, di passione e di tormento, la relativa stabilità psicologica e familiare che Bruce stava lentamente trovando in quel periodo lo ha portato a scrivere (forse anche volutamente) testi più leggeri, meno “impegnati”.

Le tracce di Human Touch: nei pressi dell’amore

Dunque Human Touch ci porta dalle parti dell’amore, tra passioni, intrighi, corteggiamenti e momenti di crisi. La canzone Human Touch, che apre l’album, è uno dei testi migliori, nel quale Springsteen, rivolgendosi con ogni probabilità a Patti Scialfa, condivide non solo la componente passionale, ma anche la ricerca di calore umano. Anche in Real World c’è la coppia. Bruce vuole vedere se stesso e Patti inseriti nel mondo reale e non nell’ovatta della ricchezza e dello star system. Altri testi tornano sull’approccio sentimentale, ma rimangono decisamente più in superficie (Soul DriverMan’s Job, Real Man, Cross My Heart, Gloria’s Eyes). Ci sono poi brani che sfociano nelle sofferenze che l’amore provoca. In alcuni casi lo fanno con una buona profondità. With Every Wish è uno dei migliori testi (e anche una delle migliori canzoni) dell’album. I Wish I Were Blind mostra con poesia quasi bucolica la sofferenza dell’uomo innamorato di una donna già impegnata. Anche All Or Nothin’ At All verte su questo cliché, ma con un testo tutto sommato dimenticabile.

Le altre canzoni: torna qualche elemento autobiografico

Human Touch presenta anche qualche canzone che si stacca dal tema strettamente sentimentale e abbraccia altri aspetti. C’è un caso di denuncia sociale: in 57 Channels (And Nothin’ On), brano di base blues trasformato in un sorprendente rap, Bruce denuncia la vacuità e la solitudine a cui conducono gli eccessi della ricchezza e mezzi di comunicazione distorti. Sempre a un mondo di eccessi si riferisce Roll Of The Dice, il brano più classicamente springsteeniano dell’album. Un uomo, forse lo stesso Bruce che si volta indietro a guardare i suoi ultimi anni, getta via ricchezze e relazioni in un metaforico “gioco della vita”. The Long Goodbye ha un bellissimo testo, forse il migliore dell’album, nel quale un uomo decide di cambiare vita, dicendo addio al suo passato. Potrebbe sembrare una canzone d’amore, ma è molto più probabilmente il momento in cui Bruce ha messo in versi il suo addio alla sua prima parte di vita (e alla E Street Band). Infine Pony Boy, la filastrocca, la ninna nanna che Bruce canta ai suoi figli, nati da poco. Canzone criticatissima da tanti, il problema non è per me il brano in sé, che va contestualizzato per quello che è il suo dolce e tenero motivo di esistere, quanto la sua posizione. Per tema e per tipologia, era a mio parere una canzone da pubblicare su Lucky Town.

Luci e ombre

Si muovono tanti rilievi a un album come Human Touch, io per primo l’ha fatto qui sopra. Ma il disco merita anche l’evidenziazione di alcuni spunti positivi. Intanto il coraggio di Springsteen di andare decisamente controcorrente dal punto di vista musicale. Nell’epoca del grunge Springsteen cercò una via diversa, anche se controversa: la ricerca di qualità e di pulizia sonora. Aggiungo: la performance vocale di Bruce e degli altri vocalist è decisamente buona. Peraltro lo sarà anche nel tour che seguirà la sua pubblicazione. Infine: sul lato lirico, se indubbiamente ci sono episodi del tutto marginali rispetto alla grandezza poetica di Springsteen, in realtà ci sono anche ottimi testi, specie quando Bruce torna a parlare di sé. Human Touch va preso per quello che è: un album di rock melodico, con ricchi arrangiamenti pop. Non è un album a livello dei precedenti standard springsteeniani ma, se sappiamo che stiamo andando ad ascoltare qualcosa di diverso, potremmo accorgerci che è perfino un buon album.

 

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Dario Migliorini

 

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