Recensione Idiot’s Delight, Bruce Springsteen/Joe Grushecky

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Idiot’s Delight è la seconda traccia dell’album Perfect World, l’ultimo dei sette lost albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. È anche la seconda canzone scritta in coppia da Springsteen insieme a Joe Gruschecky, cantautore americano di Pittsburgh. Come I’m Not Sleeping, anche Idiot’s Delight è stata scritta nel 1995 e inserita nell’album Coming Home di Grushecky (1997). Anche in questo caso sembra che quest’ultimo abbia provveduto a gran parte del testo, mentre Springsteen abbia fornito l’idea musicale. Se I’m Not Sleeping ha uno stile lirico rispondente anche a quello springsteeniano, Idiot’s Delight sembra essere troppo diretto (e forse un po’ simpaticamente retorico) per essere un brano scaturito dalla penna di Springsteen. Dal punto di vista musicale il brano è un intenso blues rock con chitarra elettrica e organo hammond in primo piano. Nonostante la potenza dei suoni i credits di Idiot’s Delight citano solo tre musicisti, con Springsteen particolarmente attivo su tanti strumenti.

Idiot’s Delight: idioti e sciacalli

Nel testo di Idiot’s Delight il protagonista bussa alle porte del Paradiso dove San Pietro gli indica di attendere. Durante quell’attesa il Santo si accomoda per guardare il telegiornale e, osservando lo stato del pianeta Terra, esterna tutto il suo rammarico nel vedere il mondo così rovinato dal genere umano. Quella che un tempo era la meraviglia della creazione di Dio, oggi è diventato la gioia dell’idiota, come indica lo stesso titolo. La Terra è ora un luogo nel quale il genere umano vive nella stupidità, mentre qualcuno, come uno sciacallo, ne approfitta per generare ricchezza per sé. Il riferimento all’idiota non sembra casuale. Non c’è infatti la citazione di gente violenta, prevacatrice, cattiva. L’intento quindi non è di denunciare guerre, ingiustizie e iniquità socio-economiche, come è stato in I’m Not Sleeping. È invece piuttosto evidente che l’obiettivo sia un altro.

Idiot’s Delight: al decadenza del genere umano

La gioia dell’idiota è fondamentalmente la metafora delle futilità della vita e della società attuali, causata dall’assenza di fondamenti culturali e di valori condivisi di comunità. In sostanza, il genere umano è accusato, con l’arma del sarcasmo ma anche con lo strale scagliato direttamente, di ignoranza, di vacuità. E gli sciacalli che nella canzone se la ridono di notte sono in metafora tutti coloro che approfittano del gregge di pecore per accumulare ricchezze. Quando la canzone fu scritta, a metà degli anni ’90, erano già ampiamente in auge la corsa consumistica, l’illusionismo della pubblicità e la manipolazione delle informazioni. Ma allora non c’era ancora il boom di internet e dei social network, né esistevano ancora figure di distrazione e di addormentamento delle masse come sono oggi gli influencer e i cosiddetti fenomeni virali. Chissà cosa ne scriverebbe oggi Grushecky in merito. Di sicuro, già allora il cantautore, spalleggiato da Springsteen, non usò mezzi termini per denunciare questo svilimento della mente umana, questa decadenza valoriale e culturale.

Idiot’s Delight: l’episodio più distorto

Springsteen ha rivestito Idiot’s Delight con un energico brano rock con una base blues. Pur con una ritmica più lenta, il brano suggerisce un richiamo a Light Of Day, un’altra canzone di Bruce. Springsteen chiede al fidato Max Weinberg di fornire il suo solido contributo ritmico e a Ron Aniello di integrare le ritmiche con altre percussioni, oltre al tappeto di sintetizzatori. Al resto pensa lui. Non soltanto, quindi, si occupa della sezione vocale che comprende sia la prima voce sia il controcanto, ma suona il basso, la chitarra acustica, la chitarra elettrica, il pianoforte, l’organo Hammond e l’armonica. Un superlavoro di cui sottolineare tante cose. L’interessante ritmica alla chitarra acustica, ben udibile all’inizio del brano, si affianca l’intervento dell’organo Hammond che affonda il suo particolare suono a incrementare l’impatto ritmico. Da notare poi l’incisività della chitarra elettrica, sia a sostegno del muro sonoro, sia nella parte solista, e dell’armonica, suonata con la distorsione tipica del blues. Nell’economia dell’intero cofanetto Tracks II, è forse il più intenso episodio di distorsione del sound, dopo tanti lost album di stampo più melodico, con prevalenza di suoni dolci.

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Ascolta Idiot’s Delight

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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