Inyo è la prima traccia e la title-track dell’omonimo album, il quinto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Inyo prende più che uno spunto da una storia vera, citando i protagonisti del fatto storico. Ci costruisce poi sopra la storia del narratore, un personaggio di fantasia che però ha forti connessioni con i fatti realmente accaduti. In questo senso il procedimento narrativo è molto simile a una delle canzoni dell’album gemello di Inyo, ossia la stupenda Youngstown, da The Ghost Of Tom Joad. Storie sulle quali si è formata l’America, nel caso di Inyo una storia che riferisce alla fondazione della città di Los Angeles. Bruce approccia a questo tipo di narrazione con il genere che più gli si addice, sia per riferimento cronologico, sia per tradizione musicale: il folk.
Inyo: il fatto storico
Nella seconda metà dell’Ottocento Los Angeles era poco più di una landa desertica vicina all’oceano. Non c’era acqua dolce, men che meno potabile. Furono due ingegneri, William “Bill” Mulholland e Frederick “Fred” Eaton, a progettare un grandissimo acquedotto che portasse l’acqua proveniente dalla Sierra Nevada, e in particolare dal fiume Owens, nella piana dove si stava formando la città di Los Angeles. Per un po’ di tempo il progetto, avviato nei primi anni del Novecento, funzionò. Giunti però agli anni ’20, anche a causa di una grave siccità, l’acqua del bacino idrico di Owens iniziò a scarseggiare. A quel punto, l’acqua che il condotto portava a Los Angeles lasciava totalmente a secco gli allevatori della zona di Owens che, con tanta fatica, nei decenni precedenti avevano costruito i loro ranch. Proprio quelli allevatori, che ormai rischiavano il fallimento e la fame, si riunirono in rivolta, che sfociò persino in attentati dinamitardi all’acquedotto.
L’artificiere di Inyo
In questa vicenda storica si inserisce la storia di fantasia (ma nemmeno troppo) scritta e cantata da Bruce in Inyo, canzone il cui titolo si riferisce a una contea alle spalle di Los Angeles, che lo stesso Springsteen percorse in lungo e in largo nel corso dei suoi anni di residenza californiani. La vicenda è narrata in prima persona da un artificiere che si trovò in una scomoda posizione. Prima aveva contribuito alla costruzione del grande acquedotto di Los Angeles, piazzando le cariche esplosive che avevano consentito all’opera di attraversare le montagne alle spalle della futura metropoli. Poi, però, lo stesso protagonista fu coinvolto nelle rivolte degli allevatori, poiché la sua stessa famiglia ne faceva parte e rischiava di rimanere senza acqua dopo la siccità del 1919. Fu così che le cariche di dinamite che avevano contribuito a costruire l’acquedotto, ora contribuivano alla sua parziale distruzione, per interrompere il flusso d’acqua verso Los Angeles e consentire agli allevatori di Owens di trattenere il bene prezioso.
La sintesi del messaggi di Springsteen in Inyo
Il racconto di Bruce, sempre molto in equilibrio tra dettaglio e sintesi, si chiude in alcuni momenti chiave. Intanto in una domanda che il protagonista pone nei ritornelli a un secondo soggetto o, più probabilmente, a se stesso. “Non ti senti arido?”, ripete, con un chiaro parallelo tra l’aridità della terra e l’aridità dell’animo umano. Il secondo momento, ancora più significativo, è che a distanza di diversi decenni, quando gli artefici del progetto dell’acquedotto erano già morti e sepolti, la Regina degli Angeli, come Bruce chiama Los Angeles, continuava a soffrire di un grave problema idrico. Infine, il protagonista si chiede amaramente se tutto quello era stato fatto per il progresso e la prosperità non fosse in realtà servito soltanto per arricchire le tasche di chi le aveva già piene di denaro. Un elemento di giustizia sociale ed economica che Springsteen si sente di introdurre per denunciare quanto, a fronte di problemi gravi, spesso si contrappongano fortissimi interessi personali.
In Inyo il folk con l’elemento western
La vicenda storica narrata in Inyo è trasportata da una genuina canzone di ispirazione folk che si regge su un semplicissimo arpeggio di chitarra acustica. Una base armonica che non conosce variazioni lungo tutti i quattro minuti e mezzo della canzone. Bruce sceglie questi arrangiamenti minimali per mantenere l’attenzione sull’importante vicenda d’America narrata. A portare, però, un minimo livello di dinamica interviene il basso suonato da Ron Aniello, che rende più profondo il suono sulle note basse dell’arpeggio di chitarra. Ma, ancora più, è grande protagonista Soozie Tyrell. La violinista, allora alle prime collaborazioni con Springsteen e non ancora entrata nella E Street Band, interviene con il suo strumento sia in accompagnamento al canto, sia in alternativa lo stesso. È l’elemento che, specie perché suonato con quella vena di mestizia, dona al folk di Inyo un’anima western. È inoltre proprio Soozie Tyrell, e non Patti Scialfa come si potrebbe pensare, a eseguire il controcanto a partire dal secondo ritornello.
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