Recensione Jim Deer, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Jim Deer è la nona traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Con il suo arrangiamento scarno, Jim Deer è l’unica canzone di questo album che Springsteen decise di lasciare nella sua forma originaria. Soltanto una chitarra acustica e un’armonica a bocca accompagnano il canto in un brano che risponde in tutto alla tradizione folk americana. Difficile, infatti, non sentire l’influenza di Bob Dylan e, ancora più indietro, di Woody Guthrie, Pete Seeger e Johnny Cash. Un’influenza che si fa ancora più forte se si considera che Jim Deer è una prison song, ossia una canzone che ha nel suo protagonista un galeotto. In questo senso è anche una sorellina minore di Johnny 99, canzone che per la straordinaria storia di disperazione e di incarcerazione che racconta, meritò di entrare nella tracklist di Nebraska.

Jim Deer: il crimine come lavoro

Jim Deer è la storia di un uomo della California che si infila nel tunnel della criminalità in modo naturale, quasi che in certi ambienti popolari la delinquenza sia quantomeno un’opportunità di lavoro come un’altra. Dopo un’adolescenza spensierata, sposandosi Jim ambisce a dare alla moglie Pat tutto ciò che lei desidera. Lo fa, però, percorrendo la via più immediata e pericolosa al tempo stesso. A una lunga serie di piccoli furti, segue l’ingresso “in società” con il cognato Syl, specializzato nei furti di macchinari agricoli. Per un po’ funziona, ma un lavoretto andato male provoca l’arresto dei due e la loro incarcerazione nella prigione della contea californiana di Richfield. Il testo non termina con una morale o con un finale inatteso, ma con un oh yeah ripetuto, che sembra valere come accettazione dell’inevitabile destino.

Jim Deer e le sue sorelle

Se, come detto, dal punto di vista musicale Jim Deer è l’unica canzone di L.A. Garage Sessions ’83 che rimane nella forma più semplice co cui Springsteen l’aveva concepita e come avrebbe potuto entrare in Nebraska, sul lato lirico si possono tracciare diversi collegamenti. Il primo, già accennato, è quello con Johnny 99. In questa canzone, tuttavia, il protagonista Ralph non è un criminale nelle intenzioni. Lo diventa in reazione alla disperazione causata da una situazione negativa. Un’altra canzone parallela, musicalmente diversa ma liricamente gemella, è Richfield Whistle, tratta dallo stesso lost album. Con questa canzone, infatti, Jim Deer condivide parte del testo, oltre ai nomi del protagonista e della prigione in cui l’uomo finisce. Un altro parallelo con una canzone di quel periodo si può tracciare con Atlantic City. Nonostante in questa canzone ci troviamo ad Est e in un ambiente mafioso, anche in essa il protagonista cerca la soluzione alle proprie ambizioni di stabilità economica, abbracciando la stessa malavita da cui in realtà vorrebbe fuggire.

 

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Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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