Recensione Late In The Evening, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Late In The Evening è la seconda traccia dell’album Twilight Hours, il sesto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Come in Sunday Love, anche in Late In The Evening la componente musicale sembra portare verso ambienti cittadini. In effetti la musica, orecchiabile e ben arrangiata in un pop orchestrale, porta nell’immaginazione dentro quei club metropolitani sofisticati, frequentati dai ceti medio-borghesi. Siamo quindi molto distanti dagli ambienti rurali o di provincia che prevalgono nel coevo Western Stars. Late In The Evening è una ballata lenta con una notevole dinamica, su cui Springsteen e Ron Aniello mostrano di saper lavorare con padronanza, nonostante il genere meno tipicamente springsteeniano. Bruce, inoltre, canta in piena sintonia con il mood dell’album musicale e con la malinconia della solitudine.

Late In The Evening: la via di casa è perduta

In Sunday Love il protagonista è un impiegato in cerca di una donna che lo faccia evadere dal grigiore della routine. In Late In The Evening, invece, il narratore è un uomo rimasto solo dopo l’intensa relazione con una donna che se n’è andata. Un tema che ricorre spesso, soprattutto nello Springsteen inedito, fin dagli anni ’80. Ma il parallelo più immediato emerge con Sundown, tratta dall’album gemello Western Stars. Anche in questa canzone abbiamo un uomo rimasto solo che spera nel ritorno della donna amata. Nel frattempo, bazzica di bar in bar. In Late In The Evening troviamo una situazione molto simile, ma più intima. Ogni sera l’uomo non ritrova la via di casa. Anche quando sta tornando a casa, si ferma in un altro caffè. La fa per evitare di ritrovare se stesso in un letto a sognare sogni che si rivelano impossibili o a fissare un soffitto buio e pareti vuote. Oppure ancora, a sentire nella notte bisbiglii illusori o sussurri sinistri.

Late In The Evening: vecchie corse, nuovi incubi

Nonostante la totale distanza di genere musicale, cronologica e situazione, alcuni versi del ritornello, ripetuto due volte nella seconda parte della canzone, mi suggeriscono un parallelo niente meno che con la celebre Born To Run. Quel ragazzo venticinquenne sognava di correre nel sole ma, nel frattempo, di giorno inseguiva un “effimero sogno americano” e di notte correva “attraverso dimore di gloria in macchine da suicidio”. C’era un desiderio di fuga, proposto all’amata Wendy, nell’aspirazione di raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni. Ora, idealmente, ritroviamo quel ragazzo diventato un ultrasessantenne che di giorno è in casa a guardare fuori dalla finestra le auto altrui che sfrecciano per strada e di notte resta sveglio a pensare alla donna amata che non c’è più. Un parallelo inatteso che diventa l’emblema dei sogni irrealizzati e del carico di angoscia che tutto ciò comporta.

Late In The Evening: la voce del crooner

Late In The Evening è una lenta ballata con una ritmica sincopata che parte dalla battuta sul bordo del rullante per arrivare al rullante pieno e dare dinamica. Quando il suono della batteria si riempie, richiama anche nella metrica musicale l’incedere ritmico di Devil’s Arcade, tratta dall’album Magic. Un altro fondamentale elemento di dinamica è la componente orchestrale. O almeno i sintetizzatori che la simulano. All’inizio, infatti, sopra il pianoforte che punteggia la ritmica, si innescano prima un ensemble di archi, poi anche una sezione fiati che emerge soprattutto nell’intermezzo musicale, che viene poi replicato nel lungo finale strumentale. Le atmosfere sono melodiche e sofisticate e Bruce canta in piena sintonia con il mood dell’album, tra tenerezza e malinconia. Come in Sunday Love, anche in Late In The Evening reggono la ritmica Max Weinberg alla batteria e Kaveh Rastegar al basso. Nella seconda, però, Springsteen riprende in mano gli strumenti musicali e, insieme a Ron Aniello, si occupa di tutto il resto del sound, dal pianoforte alle percussioni, fino ai sintetizzatori che riproducono i complessi suoni orchestrali.

Leggi la traduzione

 

Ascolta Late In The Evening

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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