Recensione Le Api, Lucio Corsi

di Dario Migliorini
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Le Api è l’ottava traccia della raccolta Altalena Boy/Vetulonia Dakar, pubblicata nel 2015 da Lucio Corsi. Il brano appartiene al gruppo di cinque canzoni apparse nel 2014 nell’E.P. Vetulonia Dakar, poi confluito nella suddetta raccolta. Le Api è un brano acustico di sola chitarra, tamburello e organo che conferma nel sound le scelte del musicista toscano per i suoi primissimi lavori. Un folk anni’ 60, rigorosamente semplice, il cui unico abbellimento proviene da un organo che disegna melodie alternative al canto. Con Le Api Lucio Corsi sembra dare sfogo al suo pensiero libero, lasciando spazio alla sua fervida fantasia. In effetti, in questo caso non sembra esserci un filo conduttore o, se c’è, è davvero molto nascosto. In una sequenza di azioni e immagini che non sembrano connesse, il cantautore sembra voler esprimere alcuni concetti come la relatività di tutto ciò che viviamo, il rispetto della natura delle cose, i dettagli che ci possono attrarre. In questo caso il surreale non sta tanto in ciò che Lucio Corsi ci fa vedere quanto nell’apparente assenza di connessione.

Le api: concetti sparsi dietro il surreale

Le api gelose del proprio miele sembrano soltanto il pretesto per suggerire in metafora chi è molto legato a qualcosa. Prima troviamo un ragazzo, probabilmente lo stesso cantautore, che passa la notte dei locali e la mattina è scontroso con i genitori. Lo è come le api a cui si porta via il miele. Un altro ragazzo, quasi certamente ancora lui, viaggia di notte in treno e nella sua solitudine si immagina la vita nelle case lungo i binari. Le uniche cose che può vedere di quelle esistenze ignote, ma soltanto per pochissimi attimi, sono le luci che filtrano dalle finestre. Eppure, in quella situazione di solitudine, notte dopo notte, ci si può affezionare. È come una presenza che tiene compagnia. Ancora: un ragazzo capisce come possa essere riduttivo limitare la propria percezione soltanto a ciò che si riesce a vedere. Stando sotto un lampione, alza lo sguardo al cielo mentre piove. Immagina la percezione che si può avere guardando dall’alto, sopra il lampione, verso il basso. Da lassù sembrerebbe che la pioggia stia scendendo soltanto dal lampione in giù e non dal cielo. Un’apparenza relativa soltanto a ciò che si può vedere. Infine, l’ultima situazione è quella di un gatto che, schiavo del suo padrone che, trattandolo come un modello, continua a fargli fotografie, si ribella. Lucio Corsi erge un’evidente sarcasmo verso gli eccessi di domesticazione e di umanizzazione degli animali.

Le Api: il video

La stretta collaborazione di Lucio Corsi con Tommaso Ottomano già dai primi lavori ha consentito al cantautore toscano di poter contare fin da subito sulla realizzazione “in economia” di alcuni videoclip. Dei dieci brani che compongono la raccolta Altalena Boy/Vetulonia Dakar due sono stati accompagnati da video. Il primo, Altalena Boy, ha il proprio video in due versioni, una chiamata Tranquilla e l’altra Sgravata. Il secondo, proprio Le Api, vede una Diane gialla partire a tutta velocità per le strade della Maremma. Di primo acchito il video non sembra avere riferimenti con il testo della canzone, se non per il cenno che Lucio fa al suo essere stato punto da un ape durante un giro in auto. Poi, però, il cerchio si chiude. Intanto l’auto, di proprietà dello stesso autore, richiama il colore delle api. L’accostamento è forse solo casuale, ma l’immaginazione lascia correre verso una simmetria cromatica. Inoltre nel finale del video, l’auto, dopo aver imboccato una stradina di campagna, si ferma in corrispondenza di un alveare. Dall’auto scende Lucio con un giubbotto giallo e la maschera con rete tipica degli apicoltori. Quasi che l’artista, pur non amando il miele, volesse comparire come apicoltore, che però ora si ripara per non essere più punto.

 

Ascolta Le Api

 

Leggi anche: recensione di Volevo Essere Un Duro, Lucio Corsi

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

2 Commenti

  1. -

    Una precisazione: la due cavalli gialla era effettivamente la sua auto, non è associata simbolicamente alle api

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    • Dario Migliorini

      Grazie Ilaria, lo immaginavo. Resta la bella coincidenza dei colori, che dà ulteriore “colore” alla canzone

      Rispondi

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