L’Ultimo Testamento è il primo album dei Woda Woda, band piemontese nata nel 2020. Dopo aver pubblicato soltanto singoli nei primi anni, a gennaio 2026 hanno presentato il loro primo lavoro strutturato, preceduto dal lancio di due singoli (Veleno e Lady Mazikeen). L’Ultimo Testamento, in realtà, non si limita a essere un concept album musicale, ma rappresenta un progetto multidisciplinare che abbraccia anche altre forme d’espressione. Il lancio dell’album è infatti accompagnato da una narrazione scritta del concept e da un fumetto che abbina le antiche vicende ripercorse alla storia della band e ai suoi cinque componenti. Inoltre, le nove canzoni che compongono l’album sono precedute da un’introduzione recitata dal lead vocalist della band, Max Montecucco. Il concept de L’Ultimo Testamento è sorprendente: riprendendo le Sacre Scritture e le tante fonti antiche apocrife, i Woda Woda ripropongono il tema del confronto tra bene e male, controvertendo drasticamente il pensiero predominante imposto dalle religioni monoteiste. Un messaggio che la band veicola con la musica in una proposta che inserisce nell’involucro hard rock contaminazioni blues, heavy metal e stoner rock.
L’Ultimo Testamento: Lucifero e Caino
Il messaggio è chiaro: per secoli all’umanità è stata inculcata la cultura della contrapposizione tra il bene e il male. Le religioni monoteiste, in particolare, hanno imposto l’esistenza di un Dio che accoglie i buoni in Paradiso e caccia i cattivi all’Inferno, luogo di tenebre e punizione. Le Sacre Scritture, tramandate nei secoli da racconti, amanuensi e profonde revisioni (pertanto passibili di errori e distorsioni anche pesanti) presentano Lucifero come un angelo caduto. Colui che nella nostra cultura è l’emblema della tentazione e della punizione era in principio il primo degli angeli, ma la sua ribellione a Dio provocò la sua cacciata all’Inferno. Con lui altri angeli caduti: Asmodeus, Leviathan, Behemoth. Altri personaggi mitologici rientrano poi nella vicenda. Lilith, la prima donna creata da Dio (prima ancora di Eva), si ribellò all’imposizione di Adamo di dominio su di lei ed è ancora oggi il simbolo del femminismo: anche lei fu cacciata da Dio e trasformata in demone. Una delle sue figlie, Lady Mazikeen, è a sua volta un demone alla perenne ricerca di sua madre. Infine, Caino, il primo serial killer, il primo immortale. Dopo l’uccisione del fratello Abele fu condannato da Dio a vivere in eterno nel buio, assistendo al deperimento dei mortali ed essendone spesso lui stesso il carnefice.
Caino e i demoni Woda Woda
L’Ultimo Testamento è il racconto di un duplice viaggio in direzione opposta. Nel susseguirsi delle tracce dell’album si assiste da un lato al viaggio di Caino verso l’Inferno. L’uomo, infatti, riesce finalmente a liberarsi dalla schiavitù dell’immortalità e ad accedere al luogo del fuoco eterno. Il contatto con le sue fiamme e con le anime dei morti è vissuto come una benedizione. Al contrario del senso di dannazione eterna, nell’Inferno dei Woda Woda ricorrono i temi della luce, del calore, della libertà e della verità. L’altro viaggio, in direzione opposta, è la realizzazione di un’aspirazione dei demoni Lucifero, Leviathan, Asmodeus e Behemoth (oltre a Samael che in realtà è lo stesso Lucifero con un altro nome): scendere sulla terra. I Woda Woda immaginano di essere loro stessi l’incarnazione di questi demoni, scesi a portare verità con il linguaggio del rock.
L’Ultimo Testamento: l’introduzione
Il messaggio che i Woda Woda portano con L’Ultimo Testamento è presentato nell’introduzione parlata. Sopra un tenebroso sottofondo musicale, la voce narrante di Max Montecucco, che presta la voce a Lucifero con l’ausilio di un plug-in in distorsione, ne proclama l’intenzione e anticipa i temi dell’album. “Benvenuti, mortali. Benvenuti in un viaggio oltre il velo delle tenebre e delle interpretazioni convenzionali. Oggi c’è una nuova prospettiva… rivoluzionaria. Un Nuovo Testamento, che sfida tutto ciò che avete sempre creduto“, recita la sinuosa voce. L’elemento centrale di tutto il concept è contenuto nel periodo successivo: “Immaginate ora un Inferno diverso, non come il luogo di dannazione che vi hanno narrato nei secoli, ma come una realtà complessa, un regno di verità e di ruolo, dove non esiste il male assoluto, ma un equilibrio che trascende le nozioni di bene e di male.” Lucifero, in questa accezione, non è più il simbolo del male, ma un portatore di luce, come del resto vuole il significato letterale del suo nome.
Caino accede all’inferno
La prima metà dell’album, da Serial Killer a I Viali dell’Inferno, ripercorre il viaggio di Caino verso l’Inferno. Non è il percorso verso la dannazione ma, al contrario, verso la redenzione. Serial Killer, brano hard rock classico con richiami anni ’90, ci presenta l’uomo che vive nei vicoli bui ma cerca la luce, condannato a vedere morire i suoi simili, spesso per propria mano. Disperato per la sua condizione, Caino aspira a ottenere la morte ma non riesce a essere più forte della condanna divina. La scoperta di una botola di legno, aperta da una particolare chiave tibetana, gli cambia però la prospettiva. Questo succede in La Chiave del Caos, un intenso brano basicamente blues con sonorità distorte: Caino accede all’inferno, dove “le fiamme danzano” ma lui non prova timore, perché ha “il fuoco nel cuore”.
Il viaggio tra asfalto, fiume e viali infuocati
L’ingresso all’Inferno introduce Caino a un lungo percorso, affiancato da anime morte. Gli si presenta una lunga strada il cui asfalto trasuda calore. Nel percorrerla osserva un orizzonte di fiamme, mentre viene sconvolta la logica del sole benigno e delle tenebre maligne. In Asfalto, brano hard rock con oscure tinte stoner che prevede un inatteso intermezzo più melodico, il sole non è l’orizzonte a cui aspirare ma ciò che acceca, sdoppia le figure, ferisce la pelle. Al termine di quella strada, ecco le porte di Caronte, pronto a traghettare le anime dall’altra parte del fiume Acheronte. Caino riesce a salpare e, con la poca energia che gli resta, soffia nelle vele al punto che l’imbarcazione sembra volare verso l’infinito. Succede in Vola La Mia Prua, brano power metal in cui la linea di canto, i cori e le chitarre si inseguono sopra ritmi vorticosi. Ora Caino è nel mezzo dell’Inferno, lungo viali infuocati. Per la prima volta sente il peso della vecchiaia e dà un senso al concetto finito del tempo passato. Indebolito e infreddolito cerca “la pace che non c’è” ne I Viali dell’Inferno, brano che torna al blues distorto con tinte di southern rock.
L’Ultimo Testamento: Lucifero scopre l’amore-veleno
Asmodeus è il brano più composito dell’album: parte con una ritmica da ballata epic metal per trasformarsi in un’oscurità quasi teatrale, con un finto finale che porta a chiudere su ritmi impetuosi. Ad accogliere Caino nell’Inferno non c’è Lucifero ma Asmodeus, uno dei sette demoni maggiori. Lucifero, infatti, ha lasciato l’Inferno nel desiderio di abbandonare un ruolo e un luogo che gli sono stati imposti da Dio. In Lucifer, pezzo di puro hard rock, il Re delle tenebre, sentendosi vittima di colpe e manipolazioni da tempi immemori, decide di rivoltarsi ancora una volta alla sua predestinazione per ristabilire la sua natura di portatore di luce e verità. Sceso in Terra, scopre l’amore. Dietro baci rubati e dolci sorrisi, però, si rende conto che “l’amore è una lama sottile e non taglia di meno, cicatrici profonde da dove esce veleno“. Proprio Veleno è il titolo del brano che accompagna questa amara scoperta, un pezzo heavy metal classico nel quale le chitarre di Alessio Lanza ed Enrico Masini si alternano nelle parti soliste. Chiude l’album Lady Mazikeen, canzone che fonde l’aternative metal e lo stoner rock e omaggia la figura demoniaca femminile che accompagna Lucifero sulla terra e che, come lui, si sente avulsa dalla ferocia e dalla crudeltà predominanti tra gli altri demoni dell’Inferno.
L’Ultimo Testamento: una fusione di metallo e pietra.
L’opera prima dei Woda Woda, L’Ultimo Testamento, è un lavoro convincente per concetto e resa. La passione per un tema difficile e intrigante come il superamento dei limiti delle categorie umane di bene e male emerge in testi non particolarmente complessi ma espliciti nei concetti-chiave di fede, luce e verità. Elementi che vengono traghettati con energia e persuasione dalla barca infuocata del rock più duro, in una fusione tra metallo pesante e stoner, con tinte blues, southern rock e alternative rock. Convince in particolare la produzione musicale, con brani dagli arrangiamenti solidi e dai suoni ben studiati. Sopra una base ritmica travolgente, eseguita da Andrea “Leviathan” Mazza alla batteria e da Ansel “Asmodeus” D’Angelo al basso, si inserisce l’ottimo lavoro alle chitarre di Alessio “Samael” Lanza, impegnato prevalentemente alla ritmica, e dell’eclettico Enrico “Behemoth” Masini alle parti solistiche. La voce roca e tagliente di Max “Lucifer” Montecucco, che sferza fendenti che rompono il buio da cui emergono fiamme e luce, è accompagnata da controcanti e cori eseguiti da tutti i componenti della band, tutti accreditati anche come co-autori dei brani, oltre che dallo special guest Tiziano Spigno in Lady Mazikeen.
L’Ultimo Testamento: le canzoni
Dario Migliorini
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