Maybe I Don’t Know You è la seconda traccia dell’album Streets Of Philadelphia Sessions, il secondo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. In Maybe I Don’t Know You, Springsteen chiede a Toby Scott di impostare la drum machine con una ritmica costante, privandola di ogni minima variazione dall’inizio alla fine del pezzo. Una ritmica di batteria che sfrutta un gioco di tom per distinguersi dalla ritmica più ordinaria. Anche la parte di basso non prevede dinamiche particolari, che invece sono basate totalmente sui sintetizzatori che Bruce suona partendo dalle ottave più basse per spostarsi verso quelle più acute. Entrano prepotentemente in gioco anche le chitarre, suonate da Bruce e da Shayne Fontaine, il chitarrista che aveva fatto parte della cosiddetta other band, che aveva accompagnato Bruce nel Tour 1992-93. Una ha i suoni più rotondi e accompagna in arpeggio, l’altra è distorta ed esegue riff e contro-melodie al canto. Bruce canta in modo piuttosto compassato, considerando anche il tema amaro della canzone. È una melodia comunque orecchiabile, un tema musicale e vocale che avrebbe potuto incontrare il favore del pubblico più vasto.
In Maybe I Don’t Know You le responsabilità dell’uomo
Nel testo di Maybe I don’t Know You, Springsteen fa esplicito riferimento alle responsabilità del lato maschile della coppia. L’uomo, infatti, ammette di non essere riuscito a spiegare il motivo per cui aveva accolto con indifferenza una donna così disposta ad amarlo. Nell’ultimo verso, poi, l’uomo riconosce di non essere riuscito a dare quello che avrebbe voluto. In questa incapacità si nasconde la sua mancata comprensione della donna che aveva al suo fianco. Oggi lei gli sembra diversa: indossa nuovi vestiti, è pettinata diversamente, ascolta musica differente. Ma evidentemente non è lei ad essere cambiata, è lui che non è mai riuscito a vederla per quella che era. Al punto di ignorare se quella che sta vedendo adesso sia una novità o qualcosa che lei gli ha sempre nascosto. Una situazione oscura, molto amara, condita dalle lacrime di dolore della donna.
Sentimenti amari: c’è Bruce?
Il tema della coppia che non funziona e prova all’amarezza della separazione è stato ampiamente trattato da Springsteen nel decennio precedente. Si parte da alcuni episodi dell’album The River (un esempio: Fade Away) per arrivare a quelli cronologicamente piu vicini di Human Touch. Anche in alcuni brani delle L.A. Garage Sessions ’83, incisi da Springsteen giusto dieci anni prima, emergeva il malessere di un uomo rimasto solo dopo la separazione da una donna. Come allora, anche in questo caso le responsabilità sono dell’uomo, a causa della sua incostanza e della sua indecisione. Se il periodo che stava vivendo allora Springsteen, da poco sposato con Patti Scialfa e già padre di due figli, allontanerebbe questo testo da fattori autobiografici, il tema è così ricorrente da far comunque prendere in considerazione qualche riferimento personale. L’incostanza di Bruce nelle relazioni con le donne ricorreva fin dalla sua giovinezza e si era protratto per gli anni ’80, con l’epilogo del matrimonio fallito. Certamente il matrimonio con Patti e la paternità gli trasfusero maggiore serenità, ma è ormai palese che Bruce abbia suo malgrado coltivato, anche in approdo nel nuovo millennio, il seme dell’incostanza e della paura nel rapporto stabile con una donna. Molto indicativo, e altrettanto autobiografico, è il testo di Something In The Well, che segue Maybe I Don’t Know You nella tracklist. È forte, a mio parere, il riferimento a come Patti Scialfa abbia scoperchiato quel pozzo, impedendo a Bruce di fuggire ancora.
Ascolta Maybe I Don’t Know You
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