On The Prowl è l’ottava traccia delle Nebraska Outtakes, incluse nella pubblicazione Nebraska ’82 Expanded Edition di Bruce Springsteen. Classicissimo brano rockabilly, On The Prowl richiama nella melodia una serie di canzoni divenute celebri tra la seconda metà degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60. Tra di esse, in particolare, la famosissima Whole Lotta Shakin’ Goin’ On di Jerry Lee Lewis, della quale richiama in particolare il ritornello. Anche On The Prowl venne suonata acustica da Springsteen nella famosa demotape da cui fuoriuscì l’album Nebraska. Evidentemente, però, la canzone uscì dai radar molto presto. Infatti, non è mai girata nelle raccolte pubblicate successivamente da Springsteen, né nel formato originale acustico, né in una versione elettrica che probabilmente, a conti fatti, nemmeno esiste. Fu però suonata dal vivo in rarissime occasioni, sia in versione acustica che in versione elettrica.
On The Prowl: lo sfogo nella tensione
On The Prowl, come Pink Cadillac e Working On The Highway sembrano canzoni nate come sfogo liberatorio per Springsteen. Bruce, infatti, in quel periodo stava scrivendo prevalentemente canzoni aspre, cupe, a volte anche violente e cruente. Le canzoni che poi finiranno in Nebraska. Questi brani, invece, dal testo più sensuale, con qualche sotteso riferimento erotico, rappresentano probabilmente lo sfogo più fisico, mentale, muscolare e sessuale di un periodo davvero duro, anche per lo stesso autore. Lo si intuisce anche dalle urla e dalle risate che sono rimaste nelle registrazioni sul nastro domestico registrato all’inizio e/o alle fine di queste canzoni. In comune esse hanno lo status di outtakes di Nebraska. La differenza di Pink Cadillac e Working On The Highway, rispetto a On The Prowl, è che le prime due, avendo più potenziale commerciale, sono state poi registrate in versione elettrica con la E Street Band. La prima sarà la b-side niente meno di Dancing In The Dark, il primo singolo estratto da Born In The U.S.A.. La seconda entrerà in versione elettrica nella tracklist del celebre album del 1984.
On The Prowl: una notevole esecuzione
Così On The Prowl è caduta nell’oblio per oltre quarant’anni. Sul lato lirico la canzone racconta il malessere di un ragazzo che vaga nella notte sulla sua macchina in cerca di compagnia. Il malessere si percepisce da alcuni versi piuttosto espliciti. Quella ricerca, che Bruce chiama più grossolanamente prowl (“caccia”) non soltanto è forsennata, ma non riesce ad avere un esito perché il ragazzo è incompreso e inconcludente. Infatti sul finale della canzone lo ritroviamo la mattina, quando si guarda allo specchio e piange. Se però viene letta in un’ottica autobiografica, On The Prowl assume connotati più ruvidi. Traspare la rabbia viscerale di un uomo che sta cercando uno sfogo quasi primitivo al suo profondo malessere. Un malessere che sfocia anche nel suo rapporto con le donne. Questo trasporto personale si traduce in una superba esecuzione, tra voce, chitarra e armonica. Una resa accattivante, molto coinvolgente, anche se può sembrare che Bruce non volesse caricare la canzone di eccessiva tensione. Nel desiderio di omaggiare un genere e musicisti che lo hanno formato come artista, non dobbiamo dimenticare che in quelle registrazioni era presente Mike Batlan. Il tecnico – ipotizzo io anche sulla scorta dei racconti e delle scene del film Springsteen: Deliver Me From Nowhere – deve aver avuto un ruolo anche motivazionale su Springsteen. Batlan potrebbe aver aiutato Bruce a compensare i suoi momenti più cupi e le sue canzoni più oscure con frangenti di maggiore leggerezza, sia umorale, sia musicale.
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