Recensione One Beautiful Morning, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

One Beautiful Morning è la settima traccia dell’album Streets Of Philadelphia Sessions, il secondo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Preceduta e seguita da due brani incentrati sulle parti dei sintetizzatori (We Fell Down e Between Heaven And Earth), One Beautiful Morning torna a dare centralità alle chitarre elettriche. La base ritmica, suonata da Zachary Alford e da Tommy Simms, abbandona il techno-pop e torna al rock, benché con influenze disco. Ritmica incalzante, quasi ballabile, persino con le rullate che la drum machine e la ritmica hip-hop non prevedeva. Sono almeno tre le chitarre che sostengono l’armonia del brano. Una rafforza la ritmica con pennate veloci, le altre due si alternano e si sovrappongono tra riff accompagnamento. Brano che lascia traccia si sé nella sua frenetica musicalità, oltre che in un testo notevole, One Beautiful Morning sembra l’antesignana di Burning Train, canzone che Springsteen includerà molti anni più tardi nell’album Letter To You. Peraltro, anche quella canzone, come questa, centra il tema sulla nostra mortalità, ma il livello di approfondimento e di reazione cambia totalmente.

One Beautiful Morning: cosa arriva dopo?

C’è chi sostiene che i testi di Springsteen abbiano spesso avuto a che fare con la morte, anche laddove il riferimento non apparisse così chiaro. Non c’è dubbio che tante storie raccontate da Bruce, nonché alcuni testi strettamente autobiografici che toccassero il tema della sua situazione psicologica, avessero un più o meno diretto legame con l’idea della fine, a volte proprio della morte. Un concetto che Bruce aveva fino ad allora considerato come uno dei dati di fatto della vita. In One Beautiful Morning, che – non dobbiamo dimenticare – esce oggi ma viene scritta nei primi anni 90, Springsteen affronta il tema in modo del tutto esplicito. Non solo, ma lo fa anche ponendo(si) una serie di domande che trascendono la nostra esperienza terrena. Se in Burning Train Bruce troverà una reazione alla nostra mortalità e al tempo che passa con la sacralità dell’atto sessuale, in One Beautiful Morning, quasi trent’anni prima, si mostra in cerca di una dimensione religiosa che negli anni di gioventù era stata soltanto un fastidioso fardello riveniente dalla forte influenza cattolica trasferitagli dalla sua famiglia.

One Beautiful Morning: la ricerca del divino

In One Beautiful Morning, Bruce vive direttamente la morte di qualcuno che gli è caro. Nella prima strofa ci mostra qualcuno che, sfigurato dalla malattia, si trova oggi a mani conserte in una bara. In quella situazione arriva a chiedersi cosa succeda dopo la morte. Sa che non avrà risposte dalle parole, e nemmeno dalle preghiere. Continua quindi a ragionare sotto un profilo puramente laico. Eppure, Bruce innalza lo sguardo verso qualcosa che va oltre la nostra essenza terrena. Parla di un mistero a cui affidiamo il nostro cuore, la nostra anima, il nostro pensiero. Non troverà certezze dietro quel mistero, ma nel ritornello ripete più volte, in un modo che assomiglia più a un atto di fede che ha una vana speranza, che “verrà un bel mattino in cui noi ci rialzeremo“. A questo forte atto di fede Springsteen abbina musicalmente un coro gospel, una delle poche apparizioni vocali diverse da quelle apportate da se stesso. Infatti hanno fatto il loro ingresso nello studio domestico di Los Angeles Patti Scialfa, Soozie Tyrell e Lisa Lowell.

Ascolta One Beautiful Morning

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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