Recensione One Love, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

One Love è l’dodicesima traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Si tratta, in realtà, di un pezzo che i fan più attenti già conoscevano, grazie alla frequente presenza nei bootleg circolati negli scorsi decenni. Quelle versioni, però, erano di oltre un minuto più brevi. Come in Fugitive’s Dream, The Klansman e Unsatisfied Heart, anche in One Love Springsteen sperimenta sonorità piuttosto nuove rispetto al suono standard della E Street Band. Imposta la drum machine su una ritmica costante, senza rullate o interruzioni. Poi registra la parte di basso, tipicamente blues (suonata però da una chitarra elettrica). Si esce dal sound classico: non ci sono il pianoforte e l’organo Hammond a ricamare. Non ci sono riff di chitarra tra i passaggi armonici. Non può esserci, ovviamente, nemmeno il sax, e neppure l’armonica. In One Love non c’è niente di tutto questo.

One Love: un nuovo interessante tastierista

A fare la differenza è il suono dell’organo, molto acuto, quasi psichedelico, davvero atipico per Springsteen. Oltre al suono, anche la partitura della tastiera è decisamente inconsueta per gli schemi musicali springsteeniani. Per tutta la canzone Bruce lascia in sottofondo melodie di organo, caratterizzate da una certa libertà espressiva  che accompagna non soltanto il canto, ma anche l’assolo centrale di chitarra. È una ricerca che esce dal rock classico, più riconducibile a Springsteen, ed entra in generi diversi, che partono dalla psichedelia dei secondi anni ’60 e arrivano alla new wave di quei primi anni ’80. Una sperimentazione davvero interessante. One Love, con la sua orecchiabilità, avrebbe avuto anche la potenzialità della hit. Un ritmo accattivante, la semplicità metrica del testo, una melodia orecchiabile, anche nel ritornello. In quegli anni di successo del post-punk dei Police e della new wave dei Cure, uno Springsteen così ispirato e una canzone come One Love avrebbero giocato la partita delle hit parade. Inutile sottolineare che Bruce ha trovato un altro modo molto efficace, e forse anche artisticamente migliore, per arrivare in vetta. In ogni caso è davvero incredibile che non abbia pubblicato One Love o almeno ceduta a qualche interprete di quel genere che la valorizzasse.

One Love: un solo amore e due cuori

Il testo di One Love è un’ode all’amore e alla coppia. Una metrica molto semplice e scarna con due caratteristiche peculiari. Intanto l’accento ripetuto sull’articolo one, abbinato a diversi vocaboli (ragazza, amore, sogno, speranza). Peraltro, in inglese il termine one ha spesso un significato rafforzativo di uno solo e unico, un’accezione che si applica perfettamente al significato della canzone. Una seconda peculiarità sta nell’utilizzo ripetuto di vocaboli classici del rock’n’roll: rock me (scatenami) e shake me (scuotimi). Questo ci certifica che Bruce scrive un testo referenziale verso il rock’n’roll più classico, quello degli anni Cinquanta e dei primi Anni Sessanta. Inevitabile anche un accostamento alla sua Two Hearts. In modi diversi (la canzone inclusa in The River era nella forma di consiglio a una giovane ragazza incontrata sulla strada, One Love è un dialogo diretto con la donna che il protagonista ama follemente), le due canzoni esprimono lo stesso concetto. “Due cuori come uno solo“, recita One Love, decisamente in continuità con il “due cuori sono meglio di uno solo” di Two Hearts.

 

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Ascolta One Love

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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