One Step Up è la decima traccia dell’album Tunnel Of Love (1987) di Bruce Springsteen. Scelta da Springsteen come terzo dei cinque singoli che hanno sostenuto il lancio dell’album e accompagnata da una videoclip tra le più belle di Bruce, One Step Up è una canzone dal significato fortemente autobiografico, come del resto tutto il secondo lato dell’album (se pensato in formato LP). Pur mancando riferimenti espliciti, è infatti inevitabile ricondurre i temi della canzone alla situazione personale e sentimentale di Springsteen in quell’epoca. Accompagna il testo una bellissima ballata sulla quale Bruce lavora pregevolmente da polistrumentista in termini di arrangiamenti ed esecuzione. A discapito della sua bellezza, One Step Up è stata suonata raramente dal vivo.

Le inutili reciproche dure lezioni

One Step Up (leggi qui la traduzione) trova la sua ambientazione in una casa dove una coppia vive grossi problemi di relazione. Nelle prime due strofe Springsteen utilizza uno schema identico, utilizzando i primi versi per descrivere situazioni sfortunate, a presagio di eventi negativi. La stufa di casa si rompe, l’automobile non si accende, gli uccellini sul filo non cantano più. Infine le campane di una chiesa in cui si sta celebrando un matrimonio rimangono mute. Queste situazioni negative fanno il paio con i tormenti della coppia, che sembra destinata al fallimento. Le discussioni, “le dure lezioni” che ognuno impartisce all’altro non sono scaturite in un confronto positivo e costruttivo. La considerazione amara che il narratore esprime è quella dell’arretramento. Quando la coppia riesce a fare un passo avanti, ne compie poi due in senso opposto. Da notare che Bruce sceglie di intitolare la canzone solo One Step Up (“Un passo avanti”), lasciando al testo della canzone la prosecuzione “agli antipodi” della frase.

L’autocritica

L’uomo, così, si rifugia in uno strip-bar e si siede al bancone tra un drink e l’altro. In realtà nel video Bruce non beve nulla ma bagna accidentalmente le dita nel bicchiere colmo di whisky. In quei momenti rimugina sugli errori commessi della coppia, ma soprattutto sui suoi, in uno slancio fortemente autocritico. Mentre si strugge per le notti insonni trascorse e per i continui litigi con la donna, l’uomo prende atto di essere molto diverso dalla persona che pensava di essere e di aver completamente perso la bussola. Nemmeno la tentazione di una donna che prova a sedurlo a distanza mentre si trova al bar lo distoglie dai suoi pensieri. “La scorsa notte ho sognato che ti tenevo tre le mie braccia, la musica era infinita, abbiamo ballato fino a quando il cielo della sera è sfumato nel nero“, canta Bruce, mentre ammette che ormai il suo matrimonio è solo una finzione.

Il trittico della fine di una relazione

Se tutto l’album Tunnel Of Love fluttua tra le onde tempestose del matrimonio fallimentare con Julianne Phillips e quelle più rassicuranti, benché inevitabilmente ancora increspate, della nascente relazione con Patti Scialfa, il trittico Brilliant Disguise/One Step Up/When You’re Alone, che si susseguono nell’album, sembra seguire un filo logico ben preciso. Nella prima la coppia finge di essere felice e nasconde i problemi in un “brillante travestimento“. Nella seconda troviamo la coppia nella tempesta, tra litigi e inutili tentativi di ripresa. Nella terza, infine, troviamo l’uomo ormai solo che si rende conto che un amore finito, è finito per sempre (“È solo che nessuno sa, piccola, dove vada a finire l’amore, ma quando se ne va, è andato per sempre“). In questo trittico abbiamo non una, ma due conferme: che l’album sia a forte contenuto autobiografico e che, quando si ascolta/legge Springsteen, ogni canzone vada interpretata in connubio con quelle che le si attorcigliano intorno, come capitoli di un unico grande romanzo.

Una piccola gemma da polistrumentista

One Step Up è una deliziosa ballata che, nonostante l’apparente semplicità, presenta notevoli spunti di interesse, soprattutto se si considera che il brano è stato suonato e inciso dal solo Springsteen in veste di polistrumentista totale. Infatti l’incedere del brano è strutturato su percussioni che disegnano una ritmica complessa, che utilizza in particolare i tom. Nella ritmica si interseca un dolce e malinconico arpeggio di chitarra acustica, i cui accenti sono per lo più in controtempo. Completano il set strumentale un tappeto di oscure tastiere e una chitarra elettrica dal suono elaborato elettronicamente che si inserisce dal breve intermezzo strumentale dopo l’inciso fino al finale strumentale. Decisamente azzeccata anche la scelta di affidare a Patti Scialfa i vocalizzi e i controcanti che dall’ultima strofa portano la canzone verso una dimensione onirica, nella quale marito e moglie si ritrovano nell’intimità, ma solo in sogno.

Una bellissima videoclip

One Step Up è stata suonata solo 59 volte dal vivo, soprattutto durante il Tunnel Of Love Express Tour del 1988 e, in piccola parte, durante il Devils & Dust Tour del 2005. Praticamente lo stesso destino che ha toccato la coeva Two Faces. A differenza di quest’ultima, però, One Step Up è stata un singolo estratto dall’album e la protagonista di una bellissima videoclip che vede diverse scene tra loro alternate. Le immagini di Springsteen in solitudine su un palco che canta e suona la chitarra acustica sono alternate a riprese di vita di strada e da sequenze dello stesso Springsteen in versione attore, che entra nello strip-bar e si accomoda al bancone per bere e rimuginare. Staccano, anche perché in bianco e nero, le sequenze rallentate che inscenano momenti di intimità della coppia, nelle quali la scelta di mostrare corpi nudi e bagnati sta a simbolizzare il calore e la passione ormai in una dimensione solo onirica e non più reale.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci One Step Up di Bruce Springsteen?
  • Quando un musicista diventa polistrumentista. Cosa ne pensi sul lato del risultato musicale?
  • I muri che a volte gli innamorati erigono senza nemmeno accorgersene. Come venirne fuori?
  • Sono temi che Springsteen ha trattato anche prima di passare lui stesso da momenti così critici. Un esempio? Loose Ends. La conosci? Leggi qua la mia recensione.

 

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Dario Migliorini

 

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