Recensione Our Lady Of Monroe, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Our Lady Of Monroe è la sesta traccia dell’album Inyo, il quinto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. La canzone presenta una serie di particolarità che la distinguono rispetto alle altre canzoni di Inyo. Intanto l’ambientazione: per una volta Springsteen torna nel suo New Jersey, abbandonando il Messico e il Sud-Ovest degli Stati Uniti d’America. Un aspetto che comporta, per un fine arrangiatore come lui, anche una variante musicale per Our Lady Of Monroe. Bruce lascia in disparte violini, fiati, slide guitars e altri riferimenti western/mariachi per tornare a una semplice ritmica di chitarra acustica, sostenuta da tastiere e sintetizzatori. Il terzo importante elemento di distinzione di Our Lady Of Monroe rispetto al resto del lost album di appartenenza è la scelta del protagonista, davvero inatteso in Inyo.

Our Lady Of Monroe: un uomo della legge

Springsteen, dunque, questa volta non ci presenta un immigrato, un emarginato, un malavitoso. Non ci sono nemmeno vicende storiche a fare da contesto alla storia narrata. In Our Lady Of Monroe abbiamo un detective in pensione con un bel fardello di problemi personali irrisolti. Il protagonista proviene da Newark, la capitale dello Stato Giardino. L’uomo, la cui vicenda ci è raccontata da Bruce in terza persona (anche questo è infrequente), vive nell’insoddisfazione di una vita difficile e nell’incapacità di venirne a capo. Il lavoro l’ha assorbito in modo così totale, cuore e cervello, che la moglie se n’è andata in Indiana con la figlia. Lui, nel frattempo, ha affrontato un mondo in cui perfino “il Signore non interviene” e ha visto cose – ingiustizie, situazioni tragiche, omicidi, illegalità, corruzione – che vorrebbe dimenticare al più presto per provare a vivere con un minimo di serenità il tempo che gli rimane. Ma è irretito dai pensieri: soprattutto da quello di una figlia che cresce lontana da lui.

Our Lady Of Monroe: il rigurgito di fede

Dopo aver vissuto a lungo tempo lontano da Dio e dalla fede (“della sua fede gli resta soltanto la croce“), il maggiore tempo a disposizione, i rimpianti e l’avvicinarsi della vecchiaia portano l’uomo a riprendere in mano il suo vecchio rosario, che aveva abbandonato sul comodino. Sale in auto e parte per il suo viaggio di fede, tramite la celebre New Jersey Turnpike, l’autostrada che attraversa il New Jersey da nord a sud. La destinazione, il santuario della Nostra Signora di Monroe, se realmente esistente, potrebbe fare riferimento alla chiesa di Our Lady Of Lourdes, una chiesa cattolica della città di Monroe, in Carolina del Nord. In realtà esiste anche la città di Monroe nel New Jersey, proprio lungo la New Jersey Turnpike. Se quella fosse la destinazione del protagonista, si tratterebbe però di una chiesa scaturita dalla fantasia di Bruce.

Lo sporco miglio e i brutti ricordi

Nel suo viaggio l’uomo attraversa la zona più industriale del New Jersey, quella settentrionale più vicina a New York. Zone con un foltissimo insediamento di raffinerie e altre grandi industrie e con un’altissima densità di popolazione. È lì che lui ha lavorato per venticinque anni, avendo a che fare con la malavita, con i conflitti sociali, con gli scontri razziali (lo chiama “the dirty mile“, lo sporco miglio). Ora, mentre attraversa quelle zone, pensa alla figlia che gioca lungo il fiume nell’Indiana con la sua pistola. Poi pensa a un’altra pistola, che ancora detiene ma – dice – non gli serve più. Poi si prepara alla preghiera: la canzone si chiude con l’uomo che, al tramonto, alza le mani verso la Vergine Maria, pregandola perché possa trovare un po’ di pace per i suoi ultimi anni di vita.

Our Lady Of Monroe: una bella dinamica

Dal punto di vista musicale, Our Lady Of Monroe è un interessante esempio di come Springsteen lavori sugli arrangiamenti per dare dinamica a un brano che si regge su un giro armonico relativamente ordinario. Bruce adotta una ritmica di chitarra acustica da ballata, rafforzata dal basso di Ron Aniello, che entra a canzone in corso. Tutto il resto della strumentazione, dai sintetizzatori che fanno il tappeto armonico alle tastiere che simulano un glockenspiel, è suonato dallo stesso Bruce. L’ensemble musicale, che parte con un’intensità più contenuta dopo un’intro di sintetizzatori, va a crescere nel corso della canzone, fino a raggiungere l’energia della canzone più orchestrata, benché priva di batteria e di percussioni. Springsteen canta con voce afflitta e, rispetto alle canzoni dell’album ambientate nell’Ovest in cui aveva imitato con gli accenti il modo di parlare degli ispanici/messicani, recupera qui la pronuncia dell’inglese/americano più tipico della costa atlantica.

Leggi la traduzione

 

Ascolta Our Lady Of Monroe

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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