Out in the Street è la settima traccia del doppio album The River di Bruce Springsteen, pubblicato nel 1980. Si tratta di un intenso e coinvolgente brano rock, dal testo apparentemente scanzonato e leggero, ma che rientra a pieno titolo tra le canzoni che collegano Springsteen allo status di working class hero. Il protagonista è infatti uno scaricatore di porto che lavora sodo dalla mattina alla sera in attesa del fine settimana, che aspetta come salvifico e redentivo. L’energia rock che il brano esprime, unitamente alla melodia orecchiabile e a un ritornello che consente a Springsteen di far cantare il pubblico a squarciagola, ha portato Bruce a scegliere Out In The Street con grande frequenza nelle scalette dal vivo, anche nei tour più recenti. Out In The Street è anche uno dei brani di The River che più suggella l’inossidabile matrimonio vocale tra Springsteen e l’amico chitarrista Steve Van Zandt.

La fatica e il dolore

Out In The Street (leggi la traduzione qui) è una delle canzoni che suggellano l’affinità di Springsteen con la situazione di chi lavora nella fatica e nell’alienazione. In alcune canzoni (gli episodi paralleli di Adam Raised A Cain e Factory, entrambi incentrati sulla figura del padre Douglas) Bruce ha cantato del lavoro duro e avvilente come elemento di sconfitta. “Papà ha lavorato tutta la vita per nient’altro che dolore, ora cammina in queste stanze vuote cercando qualcuno da maledire” urla Bruce nella prima. Nella seconda, invece, l’uomo lavora per mantenere una famiglia, pur sapendo che la fabbrica gli toglierà l’udito e la salute, forse la vita stessa. “Alla fine della giornata la sirena della fabbrica piange, l’uomo attraversa quei cancella con la morte negli occhi. E tu farai meglio a credere, ragazzo, che qualcuno stanotte starà molto male, è solo vita di lavoro” canta sommessamente Springsteen, osservando il decadimento fisico e mentale del padre.

Il riscatto del figlio

In Out In The Street, invece, il lavoratore non è più un uomo adulto e stanco che vive nell’alienazione, ma un ragazzo giovane che approccia il mondo del lavoro non certo come un punto di arrivo e di soddisfazione, ma come un modo per sbarcare il lunario e inseguire qualcosa per se stesso. L’alienazione potrebbe sussistere anche qui, ma il ragazzo è troppo energico e sognante per arrendersi alla fatica e alla ripetitività del lavoro. Eppure il lavoro è tra i più faticosi: nell’immaginario comune essere scaricatori di porto significa svolgere un lavoro di grandissima fatica fisica in un ambiente rozzo. Anche la ragazza a cui il giovane si rivolge è un’operaia: lei lavora su una catena di montaggio. Per entrambi l’obiettivo è resistere fino al venerdì sera, quando è finalmente possibile dismettere gli abiti di lavoro, fare una doccia e uscire per la notte.

La strada…

La canzone ripropone un elemento centrale nella tematica springsteeniana: la strada. Un elemento presente nel titolo, come già altre volte, che qui torna ad avere un significato liberatorio e soprattutto un elemento di socialità, come in The E Street Shuffle, nella quale i ragazzi uscivano la sera e davano vita a una routine notturna che Springsteen aveva paragonato a una sorta di danza collettiva. Qui, invece, Bruce parla di una festa che si terrà in strada, sotto un lampione al neon. Un senso liberatorio (“quando sono fuori in strada, cammino come voglio… parlo come voglio… non mi sento mai solo… mi sento alla grande nella folla”) ben diverso dalla solitudine degli eroi distrutti alla guida della loro ultima possibilità di Born To Run o del giovane rimasto imbrigliato nelle Streets Of Fire. E ben diverso dalle strade vuote che quell’uomo, poi invecchiato, confesserà di amare in Hello Sunshine.

… e la notte

Un altro elemento che ritorna in Out In The Street è la notte. Spesso, soprattutto nelle canzoni giovanili, la notte è il momento di vita e di liberazione. Alcuni tratti del testo, anche se in modo più scanzonato e leggero, riportano a Night“Ti alzi ogni mattina al suono della sveglia (…) finché sei fuori allo scoccare della mezzanotte a perdere il tuo cuore per una bella ragazza. E allora ti senti bene, mentre chiudi la porta di casa, spegni le luci ed esci incontro alla notte”. In entrambe le canzoni Springsteen inneggia alla notte come al momento della liberazione, del rilascio di tutte le ansie e delle costrizioni di una vita lavorativa dura e alienante, dello scarico delle proprie pulsioni, fisiche e mentali. Lo stesso Bruce ha parlato del suo rapporto con la notte nel suo programma radiofonico From My Home To Yours, trasmesso durante la pandemia. Anche per lui la notte ha rappresentanto due cose: quello che per gli altri è il giorno e la libertà.

L’esplosione dell’E Street Sound

Out In The Street è un brano privo di pretese musicali, in termini di arrangiamenti e di complessità. Come in altri episodi di The RiverSpringsteen vuole omaggiare quel rock’n’roll viscerale che deve smuovere muscoli e budella, più che entrare nei gangli più fini e nascosti del cervello. Sull’onda dei suoi grandi miti rock’n’roll (da Little Richard e Elvis Presley, fino a Chuck Berry) e soul (in particolare James BrownSpringsteen estrae dal cilindro un brano accattivante, da palcoscenico e affida alle oliate mani della E Street Band l’obiettivo di tenere molto alte le temperature tra il pubblico dal vivo. Un effetto che arriva già pieno anche nella versione dell’album, quasi che la festa fosse già in corso tra le quattro mura dello studio di registrazione. Dalle chitarre dello stesso Springsteen e di Steve Van Zandt ai tasti dell’organo di Danny Federici e del pianoforte di Roy Bittan, fino al sassofono di Clarence Clemons, tutti contribuiscono all’orgia rock che da tanti decenni fa saltare e cantare tutti. Sopra tutto questo, le voci di Bruce e del complice Steve Van Zandt propongono un collaudatissimo duo vocale che proprio con l’album The River raggiunge la sua apoteosi.

Tra le più eseguite “live”

A discapito di una tutt’altro che elevata rilevanza estetica e lirica nell’ambito della discografia e della poetica springsteeniana, Out In The Street risulta essere tra le canzoni più eseguite dal vivo. Ha infatti già superato le 700 esibizioni live e, ad aprile 2023, è 12° tra le canzoni più eseguite di sempre da Bruce sui palchi di tutto il mondo. Una statistica importante che attesta una volta di più il notevole impatto live che la canzone ha avuto e il grande consenso che la stessa ha ricevuto dal pubblico. Del resto Bruce, astutamente, ha composto una linea di canto, e in particolare un ritornello, che ha sempre rappresentato uno dei momenti di maggiore coinvolgimento del pubblico, anche dal punto di vista vocale.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Out In The Street di Bruce Springsteen?
  • Il tuo rapporto con il lavoro. Come vivi il lunedì mattina e il venerdì sera, soprattutto se sei un lavoratore dipendente?
  • Le canzoni pensate per le performance dal vivo. Pensi che in studio perdano qualcosa?
  • La notte come liberazione del corpo e della mente. Come la vivi tu?

 

Dario Migliorini

 

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