Perfect Day è una delle canzoni più belle del celebre cantautore newyorkese Lou Reed. Pubblicata nel 1972 in un 45 giri come lato B di Walk On The Walk Side, il brano fu inserito nel disco Transformer, suo secondo album solista. Insieme alla stessa Walk On The Wild Side, Vicious e Satellite Of Love, Perfect Day compone la quadrilogia che ha reso Transformer uno degli album fondamentali della storia del rock. Eppure la canzone non ebbe una genesi facile. Lou Reed proveniva dall’esperienza con i Velvet Underground, band ritenuta pioniera del punk rock. Il musicista non era convinto delle melodie e dei suoni più dolci di Perfect Day. Risultarono determinanti le influenze di David Bowie e del polistrumentista Mick Ronson, che produssero l’intero album. Nel tempo la canzone è divenuta una delle canzoni più acclamate di Lou Reed. Fu anche riproposta da altri artisti, nonché inserita in colonne sonore di film. Venne persino utilizzata in una fortunata iniziativa di solidarietà.
UN UOMO TORMENTATO
Accompagnata da una melodia malinconica, Perfect Day è, almeno all’apparenza, una bellissima canzone d’amore. Racconta infatti di una piacevole giornata trascorsa dal narratore insieme a una donna per le strade di New York. Una visita allo zoo del Central Park è seguita da un aperitivo all’aperto e dalla visione di un film al cinema, prima del rientro a casa. Le prime due strofe, composte di semplici quartine, ci raccontano questa situazione. Poi il testo evolve in un ritornello che parte solenne, a coronamento di una giornata davvero bella. Il ritornello, però, si chiude con un verso ripetuto due volte: “Semplicemente mi aiuti a tenere duro”. È la prima avvisaglia di un malessere interiore che una giornata positiva riesce solo a lenire. Giusto l’occasione per recuperare la forza di rimettersi in piedi il giorno successivo.
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Una ex o la futura moglie?
I biografi si sono interrogati su chi potesse essere la donna cantata in Perfect Day (leggi la traduzione qui). Per lo più si propende per l’ipotesi che si trattasse di Bettye Kronstad, all’epoca sua fidanzata, poi sua prima moglie. Proprio il verso “semplicemente mi aiuti a tenere duro” lascia presumere che la canzone sia un elogio alla donna che lo sta aiutando a restare a galla tra i suoi profondi tormenti interiori. Altri commentatori hanno invece ipotizzato che la donna fosse Shelley Albin. La Albin era una vecchia fiamma di Lou Reed ai tempi della scuola. Si ipotizza che lui l’abbia incontrata quel giorno per l’ultima volta. Una sorta di “rimpatriata” che avrebbe portato un po’ di sollievo alle sofferenze del musicista. Ma la donna sarebbe stata una meteora che se ne sarebbe andata per sempre, rendendo effimero quel momento di benessere. In tal caso acquisirebbe significato il verso drammaticamente ripetuto nel finale: “Raccoglierai solo ciò che hai seminato”. L’uomo si renderebbe conto che quel giorno perfetto è stato solo un episodio. La donna non sarebbe rimasta con lui, perché allora lui aveva seminato male e ora non poteva ambire a raccoglierne i frutti. Ma c’è una terza lettura, del tutto sorprendente.
Riferimento alla droga?
Secondo diversi recensori, in realtà l’eroina a cui si deve quel giorno perfetto non sarebbe una donna, ma la stessa sostanza stupefacente. Lou Reed ha sempre negato questa interpretazione, al punto da prestare la canzone nel 1997 alla BBC per una benefica raccolta fondi. Eppure, era noto che il cantante americano aveva fatto un uso piuttosto pesante di droga. Per questo in molti hanno ipotizzato che la donna cantata non sia altro che una personificazione dell’eroina stessa. Sostanza che avrebbe il merito di alleviare i dolori e di trasformare il giorno della sua assunzione in un giorno senza tormenti. Sarebbe quindi l’eroina che avrebbe consentito all’uomo di tenere duro e di sentirsi per quel giorno migliore di quello che è. D’altro canto, però, la droga distrugge e, dunque, giunti all’epilogo, si potrà raccogliere solo ciò che si è seminato.
La felicità: una bugia
Pur dando credito alle dichiarazioni dell’autore, e cioè che si tratti semplicemente di una giornata in compagnia di una donna, tuttavia Perfect Day è tutt’altro che la classica “happy song”. La droga, al pari dei conflitti interiori vissuti da Lou Reed, stanno certamente alla base di questa canzone. A dispetto delle apparenze, Perfect Day è una canzone disperata. Paradossalmente, l’apparente perfezione di quel giorno così bello, peraltro trascorso facendo cose del tutto ordinarie, è originata proprio dalla disperazione del presente. C’è un forte contrasto tra la luce di quel giorno e l’oscurità interiore che il cantante stava vivendo. Una sorta di fuga temporanea da se stesso, per provare a essere una persona più ordinaria, persino diligente. Del resto Lou Reed proveniva da un’adolescenza difficile. Erano fortissimi gli scontri con la famiglia che lo puniva, anche fisicamente, per la sua presunta bisessualità. Un tormento che il musicista non aveva ancora risolto negli anni successivi. Il successo musicale, le frequentazioni seducenti (una su tutte quella con Andy Warhol) e l’abuso di droghe lo esposero a continue tentazioni e ricadute. Ma la grande sensibilità di Lou Reed è stata quella di rifiutare la logica della fuga dalla realtà, tipica della mentalità hippy. Lui affrontò il problema frontalmente, subendone spesso terribili lacerazioni interiori. Dunque, Perfect Day non è un inno al nichilismo o una scappatoia verso il mondo parallelo della droga. È invece la bellissima istantanea di un uomo tormentato che vorrebbe uscirne, ma non ci riesce. Trova così solamente un effimero sollievo in una giornata trascorsa positivamente in buona compagnia.
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UNA BALLATA DI DOLCE MALINCONIA
Perfect Day è una ballata lenta in cui il pianoforte è lo strumento musicale essenziale. La partitura di Mick Ronson ai tasi neri e avorio conduce l’armonia fin dall’introduzione. Il piano è anche lo strumento su cui si regge, insieme agli archi, l’intermezzo musicale a metà del brano. L’aspetto armonico è fondamentale perché accompagna con estrema rispondenza i significati di Perfect Day. Gli accordi delle strofe sono in prevalenza maggiori, ma quelli minori sono fondamentali nell’introdurre quel senso di malinconia e di inquietudine. L’armonia ci aiuta a capire che non stiamo ascoltando una canzone gioiosa, ma un testo che nasconde mestizia. Eppure il ritornello, trionfante e solenne, composto per gran parte da accordi maggiori, sembra osannare quella giornata e rompere quella nebbia di tristezza. Ma Lou Reed, poeta e musicista finissimo, utilizza una sequenza di accordi drammatici, quando ammette che quella giornata lo ha solamente aiutato a tener duro. L’intermezzo musicale aggiunge tensione, con pianoforte e archi che si sovrappongono in una melodia oscura (c’è anche David Bowie alle tastiere). Poi il finale è sorprendente. Mentre l’uomo tira le somme, nella sua inquietudine prende atto che quella giornata perfetta è stata una meteora e lui non potrà che raccogliere solamente ciò che ha seminato. La musica torna ad essere pacata e angosciosa. È il momento dei pensieri notturni, quelli più difficili, in cui si torna a pensare a cosa succederà domani, non intravedendosi alcunché di buono. E la voce di Lou Reed, sobria e dimessa su tonalità molto basse, è un altro elemento essenziale per il senso della canzone.
Tra film e solidarietà
Perfect Day fu utilizzata nella colonna sonora del celebre cult movie Trainspotting di Danny Boyle (1996) durante la scena in cui il protagonista Renton (EwanMcGregor) si fa un’overdose di eroina. Anche questo elemento ha portato molti a collegare il significato di Perfect Day all’uso di sostanze stupefacenti. In risposta a questa interpretazione, l’anno successivo Lou Reed acconsentì che la canzone fosse utilizzata dalla BBC inglese per un’iniziativa di solidarietà, a cui aderirono, oltre allo stesso autore, anche musicisti del calibro di Elton John, Bono degli U2, David Bowie e quella Laurie Anderson che Lou Reed sposerà un decennio più tardi.
Per comprenderne la grandezza
- La complessità degli arrangiamenti musicali – arrangiamenti superbi, con pianoforte e archi che dipingono un’armonia perfettamente rispondente al senso onirico e nostalgico della canzone. Ottima anche la dinamica
- La significatività del testo – testo semplice in metrica, ma di grandissimo slancio poetico. Una delle strofe esprime tutto: “Proprio un giorno perfetto, mi hai fatto dimenticare me stesso, ho pensato di essere una persona diversa, qualcosa di buono”
- La presenza di virtuosismi strumentali – non ci sono particolari virtuosismi ma, come detto, notevoli arrangiamenti
- La prestazione vocale – eccellente. La voce dalla bassa tonalità di Lou Reed è inconfondibile. Il cantante riesce a esprimere magistralmente tutta la sua inquietudine, ma anche quel breve momento di sollievo
- L’originalità e la sperimentazione – l’originalità è più verso se stesso. Lou Reed è stato grande sperimentatore con i Velvet Underground. In questo caso, invece, sembra guardare al passato
- La rilevanza storica – notevole. Insieme agli altri grandi brani presenti nell’album, fa di Transformer uno dei dischi più importanti della storia del rock
- L’intensità emotiva e musicale dell’esibizione live – i concerti rock di Lou Reed sono sempre stati caratterizzati da eccessi, travestimenti e volubilità. Ma l’esecuzione di Perfect Day ha incontrato un senso di maggiore sobrietà, in linea con il suo significato.
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