Rain In The River è la sesta traccia dell’album Perfect World, l’ultimo dei sette lost albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Rain In The River è stato anche il primissimo singolo estratto dalla monumentale raccolta, che ne ha anticipato l’uscita ad aprile del 2025. Nonostante il sound potrebbe richiamare quello più ruvido della E Street Band, in realtà il brano è accreditato a due soli elementi. In studio ci sono unicamente lo stesso Springsteen e l’onnipresente Ron Aniello, nella veste non soltanto di produttore ma anche di polistrumentista. Anche il testo di Rain In The River è da interpretare. Breve, ermetico ma molto intenso, il brano è il classico racconto in poesia di Bruce. Corto quasi come un sonetto, ma stracolmo di significati, alcuni dei quali avvolti in un grande mistero, il testo è un nuovo pezzo di bravura di chi sa raccontare tanto con poche parole.
Rain In The River: acqua nell’acqua
Per interpretare il significato di Rain In The River è opportuno iniziare dal titolo. Pioggia nel fiume significa acqua che si unisce ad altra acqua. Acqua che si abbatte verticalmente in altra acqua che scorre orizzontalmente. Leggendo i versi della canzone, in particolare quelli della prima strofa, sembra che Bruce abbia considerato questo significato metaforico: la pioggia unendosi all’acqua del fiume non aggiunge alcunché, è soltanto altra acqua che si adegua, si normalizza all’incedere lento e maestoso del fiume. Nei primissimi versi siamo proprio sulla sponda di un fiume e il protagonista stringe la sua donna. Lei, però, confessa all’uomo di non amarlo più. Il loro amore, dice, ha un significato che non vale più della pioggia che cade nel fiume. Dunque, la stretta dell’uomo sulla donna potrebbe non essere quella amorevole di un uomo innamorato, ma quella possessiva di un uomo che non vuole essere messo in disparte.
Il possesso malato diventa eterno?
A quel punto succede qualcosa. Springsteen è una volta in più finissimo narratore nel non farci vedere in modo nitido le azioni. Ci mostra, però, alcuni dettagli che valgono come indizi rilevanti. Il protagonista calpesta terre di ombre con stivali insanguinati. Il sangue e l’ombra suggeriscono l’idea del mistero. Ancora di più, del delitto. Nel verso successivo Bruce ci mostra i lunghi capelli neri di lei che cadono dritti verso il suolo come pioggia nel fiume. Sequenze di immagini che fanno pensare all’omicidio. L’uomo lasciato non regge il peso dell’orgoglio rabbioso e compie il delitto, nell’assurda idea che in quel modo lei non potrà essere di nessun altro. Tutto questo avviene in riva al fiume, laddove un altro grande cantautore aveva cantato un celebre e tragico femminicidio. “Giù vicino al fiume ho sparato alla mia piccola“, cantava Neil Young in Down By The River. Considerata l’amicizia e l’ammirazione tra i due, non è escluso che Bruce pensi a Neil nella scrittura di Rain In The River.
Rain In The River: lui la segue?
È forse ancora più ammantato di mistero ciò che avviene nella terza e ultima strofa. Una sera successiva, non si sa dopo quanto tempo, il protagonista esce di casa. Ha una pistola con sé e si perde nella natura. Il fatto di uscire armato lascia supporre che abbia ancora qualcosa di tragico in serbo. Forse una nuova pallottola è destinata a se stesso. Non sappiamo se il suicidio avvenga davvero o se sia soltanto un atto meditato. Ma l’ipotesi dell’omicidio-suicidio sembra essere la più probabile. Un caso come i tanti di cui purtroppo è piena la cronaca nera, in Italia e a maggior ragione in America, dove il possesso delle armi è del tutto diffuso e ordinario.
Omicidi e suicidi nella narrativa springsteeniana
Una fattispecie così tragica non è consueta della narrativa springsteeniana, ma nemmeno del tutto assente. In Nebraska una coppia attraversa alcuni Stati americani, seminando morte e terrore senza alcun movente. In Johnny 99 il disperato operaio Ralph, rimasto disoccupato e con un mutuo da pagare, spara a un guardiano notturno e minaccia di farsi saltare il cervello. Ritroviamo un aspirante suicida anche in Paradise, da The Rising. In quel caso è un attentatore islamico che si prepara all’estremo sacrificio per il suo credo religioso. Altri momenti di morte e autodistruzione sono presenti nelle storie disperate raccontate nelle canzoni di The Ghost Of Tom Joad. Qualcuno ha ipotizzato che perfino l’ultimo shot nella splendida Moonlight Motel, da Western Stars, non sia un ulteriore bicchierino di whisky, ma uno sparo che il protagonista indirizza verso se stesso. In ogni caso, il testo di Rain In The River, nell’ipotesi dell’omicidio-suicidio, si inserisce a pieno titolo tra le storie più tragiche e urtanti dell’intera discografia di Bruce Springsteen.
Rain In The River: una ballata oscura
Sul versante musicale Rain In The River è una ballata dalla ritmica lenta ma dal sound potente, con una coppia grancassa-rullante gonfia di effetti. Dopo un’introduzione strumentale composta di suoni sinistri di tastiere e chitarra, la canzone si evolve piuttosto lineare. Una struttura classica di tre strofe, inframezzate da un assolo di chitarra elettrica. È interessante che questo assolo, che replica la linea di canto, abbia un’armonica distorta sovraincisa alla chitarra. Interessanti anche i fraseggi di chitarra che rimangono a sfondo del canto e i cori che lo stesso Springsteen fa sulla sua prima voce, esprimendo rabbia. Nel complesso è una canzone che replica melodie già sentite nella discografia springsteeniana. Si risentono in parte Easy Money e This Depression da Wrecking Ball e in parte Into The Fire ed Empty Sky da The Rising.
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Recensione ineccepibile, come sempre, in questo caso ancora più eccellente, perché il Brano è appena uscito ed hai trovato, da subito collegamenti e spunti di riflessione con la discografia di Bruce, e anche di altri Artisti. Il tema del femminicidio sulla riva del fiume, ha uno storico antenato Italiano, il brano Lella di Edoardo De Angelis..
Giuseppe C l.
Grande Giuseppe, grazie per il commento. In effetti penso di essere stato il primo a recensire pubblicamente questa canzone, che a mio parere è ordinaria ma non banale nella musica, ma ha un testo notevole, nonostante la sua brevità. Andrò ad ascoltarmi Lella di De Angelis, che proprio non conosco. Citazione da esperto.
Ciao, Dario. Bellissima recensione. Secondo te, il brano potrebbe provenire dalle sessions di “Letter to you”?
Ciao Maurizio, Perfect World, l’album da cui proviene Rain in The River, è stato registrato da Bruce recentemente appositamente per questo cofanetto, anche se raccoglie canzoni scritte tra il 94 e il 2011. Quindi non è propriamente un lost album concettualmente pensato come tale ma più una raccolta di brani che Bruce ha ri- registrato nella forma di album. Torna a trovarmi e grazie per la lettura e il complimento.