Raise Your Hand è una canzone scritta da Steve Cropper, Alvertis Isbell ed Eddie Floyd e portata al successo da quest’ultimo nel suo album d’esordio Knock On Wood, pubblicato nel 1967. Nel tempo Raise Your Hand è divenuta una delle canzoni più note del soul anni ’60, non solo per la versione originale di Eddie Floyd, ma anche per le numerose versioni cover che tanti celebri artisti hanno riproposto in studio e dal vivo. Proprio una versione dal vivo di Raise Your Hand registrata nel corso del Darkness On The Edge Of Town Tour è stata inclusa da Bruce Springsteen nel suo cofanetto Live ’75/’85, donando alla canzone una nuova vita. Del resto Springsteen l’ha suonata dal vivo circa 200 volte, anche più di tante sue canzoni.

Una donna e il pubblico

Raise Your Hand ha una metrica semplice e un testo leggero, ma è stata pensata soprattutto per le esibizioni live. Il testo (leggi qui la traduzione) vede il protagonista rivolgersi a una ragazza, ma si presta anche a una lettura più ampia. Infatti, complice il fatto che in inglese il termine “your” significa sia “tua” sia “vostra”, una lettura alternativa potrebbe suggerire che il cantante si stia rivolgendo al proprio pubblico. Il tema è ciò che può mancare a una persona e che può esserle dato da chi gli sta di fianco. Che la canzone sia stata concepita come messaggio a una ragazza lo si evince dalla seconda strofa: “Piccola, eccomi qua, sai che io sto in fila, voglio darti il mio amore, per favore lascia che ci provi“. In questo senso l’alzare la mano del titolo significa per la ragazza comunicare al ragazzo che le si propone di essere disponibile a ricevere questa prova d’amore. Il protagonista, già in principio, dice alla ragazza di essere in grado di darle quello di cui ha bisogno e che altrimenti non avrebbe.

Alzate le mani

Le esecuzioni dal vivo hanno favorito anche una lettura alternativa o almeno parallela di un testo così diretto e immediato. La canzone diventa così messaggio che il musicista rivolge al proprio pubblico. “Se c’è qualcosa di cui avete bisogno e che non avrete mai, non state lì seduti a stare male, forza alzatevi e io capirò, dovete solo alzare la mano“. Va da sé che dal vivo la levata di mano si trasforma: dal “prenotare” l’amore del protagonista narrante della canzone si passa al partecipare attivamente alla festa collettiva. Cosa che i diversi artisti che hanno eseguito Raise Your Hand dal vivo hanno certamente interpretato. Una logica che soprattutto Springsteen ha fatto sua nel riproporre con notevole frequenza la canzone di Eddie Floyd dal vivo.

L’animale da palcoscenico

Springsteen ha eseguito live la canzone nel sostanziale rispetto dell’originale di Eddie Floyd. Ne ha però modificato una parte seppur marginale del testo e arricchito il sound con i virtuosismi delle quattro mani fatate di Danny Federici all’organo Hammond e di Roy Bittan al pianoforte. Clarence Clemons col suo potente sax riusciva a sostituire la sezione fiati che invece usavano Eddie Floyd e gli altri mostri sacri del soul nelle loro versioni. Pur nella conferma della struttura della canzone Springsteen riusciva a raddoppiarne la durata dal vivo, soprattutto con la sua maestria nel creare situazioni di esaltazione collettiva rock. Nella versione più nota, pubblicata nel cofanetto Live 1975/85, infatti, Bruce simula un finto finale dopo il quale arringa il pubblico a una maggiore partecipazione, rivolgendosi in particolare alle persone che stavano ancora sedute in fondo alla sala. Al termine di questo mini-monologo portava poi il brano a conclusione, chiedendo al pubblico di alzare le proprie mani.

Il monologo di Springsteen

Nella versione live che Springsteen ha pubblicato nel cofanetto Live 1975/85 del 1986, il rocker americano introdusse la canzone, chiedendo a Steve Van Zandt di darle avvio: “Ho un’ultima cosa adesso da dire, l’ultima adesso. Miami Steve, prego…”. Poi, dopo il primo finale, ingaggiò il pubblico presente, pronunciando le seguenti parole, una sorta di “vangelo del rock’n’roll da palco”: “Vedo della gente che non è in piedi là dietro. Pensate che questa sia una corsa gratis? Pensate che questa sia una corsa gratis? Se volete giocare, dovete pagare. Adesso voglio vedere che vi alzate. E là fuori voglio vedervi camminare fino alla vostra radio e portare il cursore del volume su fin dove può arrivare, spalancare le finestre, svegliare i vostri vicini, perché se c’è qualcosa di cui avete bisogno, se c’è qualcosa a cui state guardando, dovete alzare la mano“.

Bruce e il soul

Il fatto che Springsteen abbia suonato Raise Your Hand quasi 200 volte e che abbia voluto pubblicarla tra le quattro cover presenti nel suo celebre cofanetto live mostra una volta di più quanto fosse legato alla musica soul. Addirittura, più di recente, ha dedicato a questo genere musicale un intero album di sole cover. Del resto quello che è noto come Asbury Sound, ossia quel rilancio del soul rock sulla sponda atlantica negli anni settanta, è per gran parte dovuto allo stesso Springsteen, a Steve Van Zandt e a Southside Johnny, grazie anche alla voluminosa presenza di Clarence Clemons con il suo sax e alla sezione fiati dei fidatissimi Miami Horns.

Che cover!

Oltre alla versione originale di Eddie Floyd e quella live di Bruce Springsteen, tanti altri artisti, anche di fama assoluta, hanno contribuito al successo di Raise Your Hand. Basti pensare che era uno dei piatti forti delle esibizioni di Janis Joplin alla fine degli anni ’60 e che è addirittura rientrata nella sua setlist al festival di Woodstock. Ike & Tina Turner registrarono invece una loro versione in studio della canzone. Pur risalendo ai primi anni ’70, questa versione fu pubblicata solo nel 1985. Rimanendo invece nell’ambito dell’entourage di Springsteen, anche Clarence Clemons, con i suoi Temple Of Soul, pubblicò una versione dal vivo nel suo album del 2004, Live In Asbury Park, vol. 2.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Raise Your Hand di Eddie Floyd?
  • Hai sentito le diverse versioni proposte dai grandi del rock che ho citato?
  • Il coinvolgimento “live” del pubblico. Quale artista ti ha più entusiasmato dal vivo?
  • La musica soul: musica leggera o musica di spessore? La tua opinione…

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Dario Migliorini

 

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