Recensione Repo Man, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Recensioni | Tracks 2 The Lost Albums

Repo Man è la prima traccia di Somewhere North Of Nashville, il quarto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. La canzone è anche il quarto “singolo” pubblicato in anticipo rispetto all’uscita della raccolta, dopo Rain In The River, Blind Spot e Faithless. Repo Man è una canzone rock’n’roll dai forti richiami country, tempo veloce e melodie orecchiabili. Melodie che riportano decisamente a Chuck Berry, da Johnny B. Goode a You Never Can Tell, ma con la direzione della strada puntata a Nashville, capitale mondiale della country music. Springsteen ha registrato Repo Man e l’album perduto di appartenenza nel 1995, nel corso delle sessioni di registrazione dell’album The Ghost Of Tom Joad. Lo stesso Springsteen rivela che fu una sorta di album parallelo registrato insieme ad alcuni musicisti della E Street Band e a qualche session-man. “Un processo molto simile a quello che legò Born In The U.S.A. a Nebraska“, dice Bruce.

Repo Man tra debiti e violenza

Negli U.S.A. Repo Man è l’abbreviazione di repossession man e può essere tradotto con “uomo dei recuperi“. Nella sua accezione più ordinaria, Repo Man è colui che si incarica di recuperare le auto guaste, incidentate o rimosse forzatamente con un carro attrezzi. Ma siamo in America e spesso sono ancora in vigore consuetudini da Far West, da giustizia fai-da-te. L’uomo dei recuperi a cui si riferisce Springsteen, infatti, svolge il lato più sporco di quella mansione. Il protagonista è un uomo che, dietro pagamento o per se stesso, si incarica di recuperare le automobili delle persone che non coprono i loro debiti. Nell’ambito della malavita, ma spesso anche in quel mondo di mezzo tra la malavita e la normalità, quando un americano non paga i propri debiti, rischia di veder prelevata in modo forzoso la propria automobile. Non dalle forze dell’ordine con un regolare mandato, ma da figure piuttosto losche che recuperano il mezzo con le buone o con le cattive maniere.

Repo Man e la giustizia fai-da-te

Che si tratti di un personaggio di questo tipo, ben oltre il limite di ogni regola di convivenza civile, lo si capisce nitidamente dal testo. Versi duri, sferzanti, benché mascherati in una canzone divertente e dalle melodie scanzonate. Colpisce, infatti, che Bruce racconti le malefatte del Repo Man con armonie così gioiose. Ma, a pensarci bene, è proprio questo il senso. È tutt’altro che raro, in un Paese disseminato di armi, nel quale spesso vige ancora la giustizia fai-da-te, che si incontrino figure di questo tipo. Nella stessa logica, se ci pensiamo, ci sono i cacciatori di taglie, tanto in voga nei film americani. Gente pronta a tutto pur di ottenere l’obiettivo e la ricompensa. Gente che da un lato corre rischi e dall’altro esercita violenza. Sono per lo più persone che lo fanno con il più sconvolgente spirito di normalità. Un lavoro come un altro, il guadagnarsi – secondo loro – onestamente da vivere. “Hai un piccolo periodo di crisi, l’uomo dei recuperi se ne frega, l’uomo dei recuperi segue un codice. Tu non paghi e il tuo piccolo pezzo di strada diventa mio“, recita la canzone. Springsteen evidenzia anche i rischi estremi di questo lavoro. L’uomo dei recuperi rischia la vita, ma è pronto anche a toglierla agli altri. Questo è il suo lavoro, un lavoro che ama o lo fa stare bene. “Uno sparo, poi sgommo via, ah, la vita è bella“, dice soddisfatto l’uomo. Per questo motivo la scelta di Bruce di abbinare a questa storia una canzone divertente acquisisce un senso. Del resto il blues, il country e il rock’n’roll, anche con canzoni ritmate e allegre, hanno spesso trasportato storie di gangster e uomini violenti.

Bruce Springsteen e la pedal steel guitar

Repo Man, come il resto dell’album Somewhere North Of Nashville, ha una sorta di unicità nella discografia di Bruce Springsteen. Certamente non era quella la prima volta che Bruce approcciava a brani dal sapore country-rock. Basti pensare a brani classici come Cadillac Ranch, You Can Look (But You Better Not Touch) e Darlington County. Ma quelle del 1995 erano le prime volte in assoluto che Bruce portava in studio uno strumento classico della country music come la pedal steel guitar, in abbinamento a brani rock’n’roll. Avendo in studio Marty Rifkin per registrare alcuni brani di The Ghost Of Tom Joad, lo coinvolse anche nella registrazione di Repo Man e delle altre canzoni di Somewhere North Of Nashville. Rifkin, peraltro, tornerà alla pedal steel guitar con Bruce nell’ambito delle Seeger Sessions. Insieme a lui si ritrovarono in studio Garry Tallent e Danny Federici, gli unici componenti della E Street Band che parteciparono alle sessioni del 1995. Completano il gruppo Gary Mallaber, batterista già presente con Bruce in Lucky Town e The Ghost Of Tom Joad e Charlie Giordano. Il tastierista, allora soltanto un turnista, esegue in Repo Man un assolo centrale di pianoforte, alternato a quello di Rifkin alla pedal steel guitar. Dopo questa esperienza e quella successiva con la Seeger Sessions Band, Giordano entrerà in pianta stabile nella E Street Band, complice la triste e prematura dipartita di Danny Federici nell’aprile 2008.

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Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

2 Commenti

  1. Patrizio

    Ciao Dario, stavo proprio aspettando la recensione di Repo Man perché mi è piaciuta molto. Bella la differenza tra la melodia allegra e il significato del testo. Non vedo l’ora di sentire tutto l’album perché mi piace Bruce in versione country man.
    Scusa l’ignoranza ma cos’è la steel pedal guitar?

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    • Dario Migliorini

      Ciao Patrizio, la pedal steel guitar è una chitarra che si suona sdraiata, con una struttura che la sorregge. Il musicista la suona seduto come a un organo e utilizza lo slide cioè quel piccolo cilindro metallico che fanno scivolare sulla corda della chitarra, oltre che dei pedali per allungare i suoni. Ne risulta il classico suono country.
      Ti mando un video you tube che te lo spiega bene e te lo fa sentire
      https://youtu.be/NrbSL92Kz1Y?si=tUdKCeua8_q0isgB

      Rispondi

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