Richfield Whistle è la quattordicesima traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Al di là di qualche dettaglio non perfettamente corrispondente, Richfield Whistle può essere considerata il sequel di Jim Deer, traccia presente nello stesso lost album. Infatti, le due canzoni condividono alcuni versi, la stessa ambientazione e, soprattutto, lo stesso protagonista, James Lucas, detto Jim. Mentre in altri casi di “canzoni sorelle” si percepisce il lavoro di Bruce per mettere insieme diversi pezzi di canzoni e dare una forma definitiva ai suoi spunti creativi, in questo caso le due storie sembrano davvero una la continuazione dell’altra. In Jim Deer il protagonista è nella fase delinquenziale che, alla fine, porta al suo arresto e alla detenzione nella prigione di Richfield. In Richfield Whistle ritroviamo l’uomo, ormai uscito di prigione. Una vicenda che Springsteen inserisce cronologicamente tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Il protagonista esce di prigione alla fine del 1981, quindi in un’epoca pressoché contemporanea al periodo di composizione delle due canzoni.
Richfield Whistle: tentazione e redenzione
In Richfield Whistle l’uomo, ormai uscito di prigione, ricorda i tempi del matrimonio e i primi anni in cui ha rigato dritto, cercando soddisfazione nel duro lavoro. Come apprendiamo dalla lettura congiunta dei testi di questa canzone e di Jim Deer, quella rettitudine non ha portato a niente di buono e l’uomo ha iniziato a rubare. L’abitudine, la delusione, forse anche l’indole insoddisfatta e frustrata lo portano a ricadere nell’errore: inizia a rubare alcune consegne di cui è incaricato e le vende sul mercato nero. Quando viene scoperto, però, il proprietario non lo denuncia e, con il perdono, gli fa capire quanto si stia rovinando. Da allora Jim riga dritto, grazie alla lezione di quel perdono e all’amore comprensivo della moglie, che gli fa capire quanto a lei basti quello che hanno. Il finale è notevole: vivendo nei pressi della prigione, l’uomo risente il fischio che annuncia sia la carcerazione sia la liberazione dei prigionieri. Potrebbe essere una tentazione come, al contrario, il deterrente a compiere nuovi errori. Le braccia della moglie lo stringono forte nella notte mentre lui sente quel fischio nei sogni. Un abbraccio che rappresenta un ulteriore impedimento a farsi nuovamente irretire dalla brama a possedere di più e dalla seduzione dell’illecito.
Richfield Whistle: una lunga ballata folk-rock
Richfield Whistle è nata sicuramente come canzone puramente folk, sulla stregua della sorella Jim Deer e di canzoni incluse nell’album Nebraska, come My Father’s House, Used Cars e Highway Patrolman. In questo caso, tuttavia, Springsteen preferisce attribuire alla canzone un sound meno essenziale e la riveste di arrangiamenti, come ha fatto per altre canzoni delle L.A. Garage Sessions ’83. In una canzone che sfiora i sette minuti di durata, Bruce cerca la dinamica. Iniziano soltanto una chitarra arpeggiata e una chitarra 12 corde, che esegue riff in accompagnamento. Poi entrano prima soltanto una grancassa, ma presto anche una base ritmica completa. A quel punto la canzone si stabilizza su sonorità semiacustiche, nelle quali l’organo di sottofondo è appena percepito. È soltanto verso il finale che Bruce simula un finale, ma poi riprende il tema di canto accompagnato dalle sole chitarre, come all’inizio. In ultimo, quando termina il canto, rientra tutta la strumentazione per un finale esclusivamente musicato.
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