Recensione Scelte…?, album di Edoardo Cerea

di Dario Migliorini
Musica Indie | Recensioni
Scelte…? è il nuovo album di Edoardo Cerea, pubblicato nel 2025 dall’etichetta indipendente Orzorock. Il cantautore piacentino ha già quattro album alle spalle, l’ultimo – La Lunga Strada – risale al 2022. Scelte…? è un album acustico che scava nelle profonde radici del folk e del blues, un viaggio dalle pianure del Mid-West americano di ritorno alle origini nordeuropee. Non mancano, comunque, i riferimenti alla canzone cantautorale italiana. Edoardo Cerea, oltre a interpretare i brani alla voce solista e ai controcanti, suona la chitarra acustica, l’armonica e il glockenspiel. Lo accompagna al pianoforte, alle tastiere, al mellotron e alla steel guitar il polistrumentista ferrarese Enrico Cipollini, che ha anche prodotto e arrangiato l’album. Infine, Virginia Sutera, esuberante violinista milanese di origini tosco-siciliane, contribuisce a portare il sound verso l’Irlanda e l’America più profonda. Scelte…? è composto da nove canzoni inedite, tutte firmate da Edoardo Cerea, ma si completa di una decima traccia, una bonus track. Si tratta della versione elettrica di Una Ragione Ancora, presente anche in versione acustica.

Scelte…? – un titolo che dice tanto

Le comuni radici musicali delle canzoni e i temi ricorrenti in esse fanno di Scelte…? un album decisamente concept. Edoardo Cerea veicola messaggi coraggiosi che si ribellano a un periodo di tanta omologazione nelle scelte e nei comportamenti. Insieme alla denuncia della generale condizione sociale e umana si sente un forte sprone alla reazione e si vede un lume di speranza. Il titolo, Scelte…?, il cui punto interrogativo non è affatto casuale, dice già molto. Viviamo in un periodo in cui ci illudiamo di poter effettuare scelte libere ma, in realtà, veniamo costantemente incanalati in scelte omologate. Questa uniformità di scelte e di comportamenti porta, senza che ce ne accorgiamo, verso la riduzione, se non addirittura l’annientamento, della nostra libertà.

Una società telecomandata

Essere realmente liberi nelle scelte significa poter tenere comportamenti e comunicare idee diverse da quelle predominanti senza sentirsi all’angolo. La società di oggi, invece, tende a emarginare chi manifesta scelte difformi dalle opinioni di massa. Scelte spersonalizzate e standardizzate che non nascono spontaneamente, ma vengono abilmente veicolate dai media e dal marketing. Ecco perché le scelte del titolo, poi approfondite nelle nove tracce dell’album, sono accompagnate da un punto di domanda. Sono davvero scelte consapevoli? Oppure sono comportamenti che ci vengono telecomandati? Questo si chiede Edoardo Cerea e la sua risposta è tutta da sentire.

Dubbi o certezze?

La prima traccia, Si Fa Come Si È, Si Fa Come Si Può, affonda nelle radici del profondo country-blues americano, con la steel guitar di Enrico Cipollini che conduce diretti sulle rive del Mississippi. La canzone introduce già dal primo verso il tema delle scelte e mostra alcune persone – il narratore stesso e i suoi amici – che affrontano un evento di grave crisi. Come in tutto l’album, già nel primo brano Edoardo Cerea fa riferimento a un prima e a un dopo, a qualcosa che segna le vite, se non l’intera umanità. Potrebbe essere tutto: uno stravolgimento sociale, un cambio epocale negli stili di vita, un evento globale di rottura, come una guerra o la pandemia. Nel testo l’autore registra le reazioni più diverse delle persone. C’è chi si allinea al pensiero di massa e si rafforza soltanto di certezze, chi nutre dubbi sui messaggi che vengono veicolati, chi vive nel suo mondo e si disinteressa, chi preferisce dimenticare e passare oltre. Infine, chi si strugge nella convinzione che ci sia qualcosa di molto sbagliato. Consapevolezze? Dubbi? Ognuno se la cava districandosi in un mondo di poche certezze e tanta propaganda.

La coscienza è a posto?

La Finestra Sul Cortile, richiamo (soltanto di facciata?) al celebre film di Alfred Hitchcock, è una canzone malinconica che si regge su un arpeggio di chitarra acustica e contro-melodie di mellotron e di violino. Nel brano Edoardo Cerea ci presenta una persona comune nello svolgimento della sua mansione. Non sappiamo che lavoro professi, sicuramente qualcosa al servizio del pubblico e ad alto contenuto etico. Potrebbe essere un gestore del risparmio come, più probabilmente, un operatore sanitario. Questa persona svolge la sua mansione acriticamente, senza porsi troppe domande. Esegue il proprio compito e tralascia aspetti di etica o, almeno, di ragionevole dubbio. Quasi che la timbratura del cartellino e il raggiungimento degli obiettivi che le vengono assegnati rappresentino quanto basta per sentirsi a posto con la coscienza.

Smascherare gli inganni

E Continuare…, un rock acustico che, grazie agli inserti di violino, lancia spunti di folk nordeuropeo, ha come protagonista la figura del cantautore con le sue visioni tra certezze e dubbi. Spesso deve dissimulare, mimetizzare le proprie idee per non denunciare in modo diretto i propri bersagli. Lo fa con la poesia, ottenendo il risultato di indurre chi ascolta a meditare. “Come faceva Edoardo Bennato che utilizzava favole e metafore per attaccare il potere in modo non esplicito“, riferisce Edoardo Cerea. Eppure, nel testo l’attacco al marketing sfrenato della società attuale è tutt’altro che mascherato. La scienza della comunicazione finalizzata alla vendita è definita come “un nemico che conosce bene i tuoi istinti“. A questi tranelli Edoardo Cerea canta di essere sfuggito grazie alla lungimirante acutezza della donna che ha sposato. A lei è dedicata Se Non Ti Avessi Mai Incontrata. La donna riesce a leggere il mondo nella sua idiozia e, grazie a un mix di istinto e ragione, sa riconoscere l’inganno, il paradosso, la follia. “Forse, senza quell’incontro la mia visione del mondo sarebbe stata meno chiara e le mie scelte diverse“, ammette Cerea. Mentre la dolce melodia della canzone si sviluppa sopra un delicato arpeggio di chitarra, l’auspicio è di rimanere “svegli e sani tra i dormienti“.

Dormire sognando è meglio che dormire comprando

Ancora un arpeggio di chitarra, accompagnato da un glockenspiel che sembra rappresentare il sonno colpevole dell’uomo-consumatore, torna in È Solo Per Il Tuo Bene. La quinta traccia di Scelte…? è una canzone amara sul potere del marketing e della comunicazione, che promette qualsiasi cosa pur di vendere. Il marketing arriva a occupare settori inattesi come la sanità, proponendo pozioni miracolose e cambi di aspetto, quasi di identità. In tanti subiscono il messaggio ammaliante; chi invece capisce l’inganno è consapevole di “vivere su un’erba grama“, ma anche di non poter volare. Non resta che sforzarsi di mantenere la propria dignità, tra un bicchiere di vino e il ricordo di chi non c’è più. E poi c’è il rock’n’roll, specie per chi di mestiere fa il musicista. In Questo Rock’n’ Roll Edoardo Cerea urla il suo credo. “Non lasciare che il tuo tempo scivoli via è un atto rivoluzionario, vivere ora, vivere di più dovrebbe essere obbligatorio“. Vivere pienamente, sbagliare, lottare, non lasciare nulla di intentato. Soprattutto sognare: il sogno è l’elemento fondante, vitale. Nella canzone, un breve brano di puro rock’n’roll acustico nel quale sembra di sentire certi episodi del Bruce Springsteen di Nebraska, è notevole, oltre che originale, l’assolo di violino di Virginia Sutera.

Due versioni per trovare… una ragione ancora

Un bellissimo riff di pianoforte introduce la versione acustica di Una Ragione Ancora, il brano clou dell’album. La canzone è anche il singolo di lancio ma nella seconda versione, quella elettrica, peraltro accompagnata da un video. Questa versione ha una ritmica aggressiva ed è cantata in tonalità più alte e con un timbro più graffiato rispetto alla più compassata versione acustica. Notevoli le parti di basso e i diversi inserti delle chitarre elettriche. Nel complesso il sound richiama il rock alternativo inglese a cavallo tra gli anni ’90 e il nuovo millennio. La versione acustica si basa sulla parte di pianoforte che, oltre al bellissimo tema di introduzione, richiamato anche a metà e nel finale, regge il sound per tutto il brano. Il testo vede un uomo alla guida nel traffico della sua città, mentre osserva il tran tran che prosegue come se nulla fosse successo. Nel prendere atto del suo invecchiamento, il narratore si chiede se sia meglio gettare la spugna o trovare ancora una ragione per andare avanti. Dal momento che non si è più capaci di distinguere la realtà oggettiva dalla propria visione soggettiva (“Non vediamo le cose come sono ma come siamo“) l’uomo si mette in disparte per osservare meglio le cose e rivendica il fatto di essersi conquistato tutto ciò che è oggi.

Ascoltiamo la coscienza

Una ritmica battente sulle corde basse e un arpeggio incessante di chitarra acustica accompagnano Un Tempo Nuovo, la canzone che rappresenta il momento di grande speranza di Scelte…?. Dalle tragedie che colpiscono l’umanità l’uomo potrebbe uscire migliore. Invece, tutte le volte mostra di non imparare nulla, né in termini di umanità né in quanto a maggiore comprensione delle dinamiche della società umana. Specie del contrasto che viene creato ad arte per metterci gli uni contro gli altri. Emergono aspetti fondamentali in questa fase di omologazione di pensieri e di comportamenti. Intanto, ascoltare la nostra voce interiore e non essere sempre radiocomandati da chi governa la comunicazione. Poi cercare nuovi legami con le persone che dimostrano di voler continuare a vivere la pienezza dei propri giorni. Temi abbinati a un brano dalla bellezza disarmante, tra vocalizzi, armonica a bocca e steel guitar, con frequenti incrementi di tonalità ad aumentare l’intensità del brano e del messaggio.

Tutto è cambiato: vivere consapevoli

La tracklist di Scelte…?, prima della bonus track, si chiude con Salutiamo Chi Eravamo, una malinconica armonia di chitarra in arpeggio accompagnata da uno splendido violino che sul finale diventa un ensemble di archi. Il significato della canzone ha due dimensioni diverse. Da una lato quella personale, più intima. Due persone, possibilmente due amici, a fronte di litigi, di dissapori, di diversi modi di vedere le cose, capiscono che il loro rapporto è cambiato, che niente sarà più come prima. In realtà è la seconda dimensione, quella sociale, che si sposa precisamente al resto dell’album e porta la canzone a rappresentare un finale perfetto. Edoardo Cerea si rende conto che il mondo è talmente cambiato, anche a causa di eventi straordinari molto condizionanti, che le persone, nei loro rapporti sociali e interpersonali, non saranno più come nel passato. Un cambiamento in peggio, probabilmente, perché è maledettamente più difficile comunicare parole ed emozioni in un mondo così asciutto. Ma, nello sforzo di adeguarsi ai tempi che cambiano, alle nuove logiche, bisognerà “ripartire senza più aspettarsi niente, sarà come imparare il coraggio delle scelte.” Ecco che torna il peso delle scelte. Già presenti nel primo verso della prima canzone, tornano in questo struggente finale a chiudere un cerchio: non pensare troppo al futuro, vivere il presente e, quando serve, prendere decisioni coraggiose per godere del dono della vita fino in fondo.

Ascolta Una Ragione Ancora (versione elettrica)

 

Ascolta Una Ragione Ancora (versione acustica)

 

Leggi anche: recensione Asincrono, Luigi Mariano

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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