Recensione Secret Garden, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Secret Garden è la nona traccia dell’album Streets Of Philadelphia Sessions, il secondo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. La canzone è già ampiamente nota ai fan di Springsteen e all’universo musicale. Insieme a Streets of Philadelphia, Secret Garden è l’unica canzone proveniente da quelle sessioni del ’93 che Springsteen ha ufficialmente pubblicato prima dell’uscita di Tracks II. In particolare, utilizzando come demo la registrazione che ora compare nelle Streets Of Philadelphia Sessions, Bruce portò la canzone in sala di incisione per registrarla con la ritrovata E Street Band. La versione full band entrerà nella tracklist della raccolta Greatest Hits del 1995, insieme ad altre canzoni inedite come Murder Incorporated, Blood Brothers e This Hard Land (quest’ultima era allora ancora inedita perché una registrazione risalente al 1983 verrà inclusa soltanto nel 1998 in Tracks). La versione definitiva di Secret Garden fu considerata da Springsteen così rilevante che la corredò di un video ufficiale (trovi il link al termine della recensione).

Secret Garden: un’esperienza totale

Il testo di Secret Garden, rimasto invariato tra la versione delle Sessions e quella definitiva con la E Street Band, è di una bellezza disarmante. Springsteen traccia l’ode di una donna estremamente affascinante, ma anche misteriosa. Una donna che sa attrarre ma anche nascondere. L’uomo è inebriato di passione per lei e lentamente capisce come poter entrare nel suo giardino segreto. Un mix di perseveranza e di senso di fiducia, ma alla fine è sempre lei che decide dove farti arrivare. “Lei ti fa arrivare lontano abbastanza perché tu possa sapere che è davvero lì”. Springsteen è maestro anche in questo contesto, tra sessualità e romanticismo. Tutto il brano, dai versi agli arrangiamenti, fino alla voce suadente di Bruce e ai corri sussurrati di Patti Scialfa (nella versione definitiva), ti porta verso un coinvolgimento fisico, sessuale. Al punto di pensare che, inevitabilmente, quel giardino segreto possa rappresentare fisicamente le parti più intime della donna.

Secret Garden: il lato nascosto di ognuno

Eppure, Springsteen è tanto abile da scrivere un testo da leggere anche in metafora. Il giardino segreto non è soltanto un luogo di incontro carnale, un’isola di piacere e di seduzione. È anche un contatto tra anime, la condivisione di sensazioni e di sentimenti. Potremmo definirla un’esperienza totale, fisica e spirituale. Qualcosa che la donna conserva molto gelosamente. Ancora più in senso lato, il giardino segreto può rappresentare quel lato nascosto che ogni persona può tenere per sé, anche quando una relazione è vissuta con intensità e fiducia. In tal caso Secret Garden, al di là del suo significato romantico, avrebbe implicazioni più profonde sulla natura umana. Ci sono elementi così personali nelle persone che rimangono nascosti come segreti in un luogo invalicabile, così intimo da apparire irraggiungibile a chiunque.

Secret Garden: dal demo alla E Street Band

Dal punto di vista musicale, tra la versione del lost album e la versione ufficiale con la E Street Band ci sono differenze praticamente nulle di testo e di struttura. La versione delle Streets Of Philadelphia Sessions è più corta di circa mezzo minuto, ma soltanto perché non prevede il lungo assolo finale di sax della versione full-band. Le distinzioni stanno tutte negli arrangiamenti. La versione demo ha una batteria techno ricavata dalla drum machine, oltre a parti di basso e sintetizzatori eseguite dallo stesso Springsteen. I sinth disegnano già nel demo il motivo musicale in tre note che caratterizza la canzone, ma anche altre partiture che invece spariranno nella versione full-band. Infatti, nella versione con la E Street Band, che si lascia decisamente preferire e non soltanto perché ha rappresentato la prima riunificazione della band, Springsteen lascia alla tastiera il solo compito di ripetere senza sosta il tema musicale che regge il brano. Questo per l’ingresso di altri strumenti. Roy Bittan sostiene l’armonia con la mano sinistra sulle note basse, mentre con la mano destra ricama al pianoforte sottili tocchi, quasi che sia un uccellino che curiosa in quel giardino segreto. La chitarra acustica di Nils Lofgren è delicata al punto giusto per accompagnare la ritmica altrettanto fine di Max Weinberg. Ci sono anche cori femminili sussurrati, che aumentano la dimensione sensuale della canzone. Al termine del brano, a dare un senso di infinito al giardino segreto del testo, arriva lo splendido assolo di sassofono di Clarence Clemons, uno dei suoi più riusciti per l’impatto sulla canzone.

Ascolta Secret Garden (da Tracks II)

 

Ascolta Secret Garden (da Greatest Hits con video)

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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