September Kisses è la quinta traccia dell’album Twilight Hours, il sesto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. La canzone è una ballata lenta con forti potenzialità da hit. Melodia molto orecchiabile, sonorità pop orchestrali, stile di canto in pieno stile crooner, durata medio-breve per i passaggi in radio: caratteristiche che avrebbero reso September Kisses un potenziale singolo, come la successiva Twilight Hours. Un brano forse artisticamente inferiore ad altri dell’album, ma certamente inquadrabile come una hit di successo d’altri tempi. Nonostante la folta presenza di musicisti coinvolti e di strumentazione utilizzata, l’elemento orchestrale sembra meno presente. Ci sono certamente ensemble orchestrali di sottofondo, ma a dominare la scena in September Kisses sono il pianoforte di Charlie Giordano e la chitarra elettrica in pieno stile Western Stars dello stesso Springsteen.
September Kisses: amaramente romantica
In September Kisses, Springsteen si sposta su un versante decisamente romantico, con elementi piuttosto classici di poesia. Bruce canta di un amore passato, che ha lasciato un forte segno nel protagonista. Quei baci scambiati a settembre rimangono nei ricordi di un uomo che si appresta ad affrontare l’autunno. Lui, però, ha ancora in testa e nel cuore le caldi notte estive passate con la donna. Il fatto che quei baci rimangano in bocca con il sapore del vino è una notizia. Quando ha inserito nelle sue canzoni bevande alcooliche, Bruce ha spesso fatto riferimento alla birra e al whisky, molto meno al vino. Un dettaglio curioso, ma che in fondo porta con sé un indizio sotteso. In questa canzone, come in altre del disco, siamo più probabilmente in ambienti cittadini più sofisticati e non negli ambienti più tipici della narrativa springsteeniana (quartieri poveri, sobborghi, provincia, campagne). A differenza della tradizione italiana, per la quale bere vino a tavola non ha riferimenti di ceto, nella cultura americana, almeno in quella dei decenni addietro, il vino era una bevanda alcoolica sofisticata, più tipica di ambienti borghesi e benestanti.
September Kisses: il mese dei dolci ricordi
Più in generale il testo di September Kisses è relativamente ordinario, anche nelle sue figure retoriche e nei suoi riferimenti poetici.
Il mese di settembre è una classica metafora del ciclo della vita, spesso utilizzata per rappresentare la fine dei periodi più belli e solari, a volte anche degli anni più giovani. Settembre è il mese in cui finisce l’estate, ci sono gli ultimi caldi ma anche le prime umide frescure autunnali. Le foglie, come canta Springsteen, si colorano di ramato e marrone. Bruce forse cade negli stereotipi di un passaggio di stagione che più volte è stato cantato nella poesia e nella musica. Mi vengono in mente due canzoni in parallelo, forse anche per la presenza di settembre già nel titolo. La prima è September Morn di Neil Diamond. È un gancio che proviene dal genere musicale, molto rispondente al pop orchestrale. Anche il testo, del resto, agevola il parallelo: nel brano di Diamond troviamo una coppia che ricorda i giorni trascorsi insieme a settembre, in una situazione di dolce, crepuscolare malinconia. Un’altra notevole canzone, che cita settembre già nel titolo ed è ormai divenuta un classico, è Wake Me Up When September Ends dei Green Day, datata 2004. In questa canzone Billy Joe Armstrong chiede di essere svegliato alla fine di settembre, non sopportando la tristezza per il senso di perdita di qualcuno di caro. Anche in questo caso, il mese è vissuto come quello della fine dell’estate e, quindi, del rimpianto dei periodi migliori.
September Kisses: melodie da hit
September Kisses è una ballata lenta con una ritmica di batteria che, sostenuta da percussioni, sembra dare, almeno inizialmente, una leggera vena di sofisticata musica latina d’ambiente. Siamo nel pieno easy listening, suoni estremamente melodici, piacevoli, che accompagnano un testo molto romantico, pur nel suo lato triste di assenza della donna amata. Il pianoforte di Charlie Giordano detta le armonie. L’allora ormai componente fisso della E Street Band partecipa anche all’orchestrazione complessiva, suonando i sintetizzatori insieme a Ron Aniello e Bruce Springsteen. A contrassegnare il tema musicale principale provvede una chitarra elettrica, suonata sulle corde basse, che ricorda alcune canzoni di Western Stars, in particolare Sundown e Stones. Una conferma che anche questa canzone proviene dalle stesse sessioni di registrazione del grande album del 2019. Anche in essa Bruce non prevede controcanti, eppure Patti Scialfa organizza con Soozie Tyrell e Lisa Lowell vocalizzazioni che in questo caso non cantano testi, ma agiscono da ulteriore strumento di orchestrazione musicale, proprio nello stile orchestrale. Da notare, come ulteriore dettaglio musicale, che Kurt Ramm, assiduo frequentatore degli studi di registrazione in quel periodo, in September Kisses non suona la tromba, bensì il flicorno, che ha un suono meno acuto e più dolce.
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