Recensione Seven Tears, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Seven Tears è la sesta traccia dell’album L.A. Garage Sessions ’83, il primo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Breve ballata che non arriva a due minuti di durata, Seven Tears ha un ritmo brillante in accompagnamento a melodie, armonie e sonorità già sentite nella discografia di Bruce, specie nella prima raccolta Tracks. La canzone è caratterizzata da un giro armonico ordinario e da un semplice motivo musicale, eseguito da chitarre acustiche. Dal punto di vista vocale, se si eccettua la prima strofa, Springsteen decide di sovraincidere al suo canto il suo stesso controcanto. Il testo, che narra in prima persona di un rapporto sentimentale finito male, rientra in quei temi che Springsteen ha trattato dall’album The River in poi: le relazioni difficili tra un uomo e una donna nell’ambito di una famiglia già formata.

Sette lacrime e il fischio di un treno

È singolare notare che Seven Tears ha un incipit molto simile a Downbound Train, canzone che Bruce compose nello stesso periodo e che trovò spazio in versione full-band nell’album Born In The U.S.A.. Quella canzone attaccava con “I had a job, I had a girl, I had something going, mister, in this world” (Avevo un lavoro, avevo una ragazza, avevo qualcosa che funzionava, amico, in questo mondo). I primi versi di Seven Tears, invece, partono con “I had a wife, I had a child, I had a home upon the hill” (Avevo una moglie, avevo un figlio, avevo una casa su in collina). Il tema è il medesimo: la separazione di una coppia. Seven Tears rimane più in superficie, in un testo più scarno, metricamente semplice. Downbound Train scava molto più in profondità nella sofferenza del protagonista. In quest’ultima Bruce scrive un testo dalla disarmante bellezza, nel quale il protagonista, svegliato dal fischio dello stesso treno che sentiva allora, corre nel bel mezzo della notte, convinto di poter ritrovare il suo amore nella casa in cui vivevano.

Tra religione e misticismo

Seven Tears trasporta elementi di misticismo, quasi di esoterismo. Tutto è legato al numero sette. Bruce associa quel numero degli anni di durata della relazione al numero di lacrime che il protagonista è destinato a piangere. Lacrime che gli vengono tatuate sul viso in modo indelebile, come a rappresentare metaforicamente la perenne sofferenza che l’uomo dovrà sopportare. Il numero sette ha forti riferimenti religiosi. Nella Bibbia sette sono i giorni della creazione, i doni dello Spirito Santo e le virtù. Ma non mancano anche i significati negativi: si pensi ai sette vizi capitali o alle sette piaghe d’Egitto. Nell’esoterismo il numero sette ha un forte significato simbolico e viene associato alla completezza e alla perfezione. Nei tarocchi simboleggia il Carro e ha un significato di vittoria. Ma Springsteen inserisce nel testo anche l’elemento del mistero e, ancora più infingardo, quello del dubbio. Lo zingaro veggente incarna questo elemento: è lui che tatua sulla pelle dell’uomo deluso le sette lacrime di eterno dolore. Bruce tornerà a citare la figura del gipsy in Brilliant Disguise, quando vivrà sulla propria pelle una situazione di pari sofferenza. Significativo notare che anche nella credenza popolare i matrimoni durano sette anni per poi soccombere, almeno nella loro intensità più forte. L’utilizzo del numero sette, già presente in un’altra outtake di quegli anni (Seven Angels), tornerà invece in alcune canzoni del nuovo millennio, in particolare Mary’s Place e I’ll Work For Your Love. Più in generale Bruce, insieme all’avvicinamento all’idea di Dio, negli anni ha mostrato nei suoi testi anche l’interesse, o almeno la curiosità, per altre pratiche riferite al misticismo.

Leggi la traduzione

Ascolta la canzone

 

Dario Migliorini

 

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

 

Condividi questo articolo

Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati