Somewhere North Of Nashville è il quarto dei sette lost albums che formano la raccolta Tracks II di Bruce Springsteen, pubblicata nel 2025. Questo album ha una rilevanza fondamentale che va oltre lo spessore dell’album in sé. Una rilevanza che si attesta non soltanto nell’economia della raccolta Tracks II, ma anche nell’intero sentiero di carriera di Springsteen. I motivi? Intanto, Somewhere North Of Nashville è il primo album di Springsteen di stampo pienamente country. Nei suoi primi vent’anni di carriera, prima di incidere questo lost album, Bruce aveva scritto canzoni dal sapore country, ma le aveva sempre rivestite di arrangiamenti rock. Cito You Can Look (But You Better Not Touch) e Cadillac Ranch come esempi di questa logica. Con Somewhere North Of Nashville, invece, Springsteen mette al centro del sound la pedal steel guitar e il fiddle (il violino country), strumenti che portano dritti a Nashville e dintorni. Ma la rilevanza dell’album – scopriamo con la pubblicazione di Tracks II – è collegata a diversi lavori successivi di Bruce.
Somewhere North Of Nashville: l’origine dello Springsteen country-man
La pura vena country che Springsteen inaugurò con Somewhere North Of Nashville influenzerà molto le sue successive scelte artistiche. Alcuni brani di Devils & Dust (2005) e l’idea di lavorare su un album di cover come We Shall Overcome: The Seeger Sessions (2006) furono – possiamo oggi affermare – i primi effetti chiari dell’avvicinamento di Bruce al country nelle sue declinazioni folk, western e rockabilly. Questo processo continuò poi con alcuni brani di Wrecking Ball (2012) e soprattutto con l’album Western Stars. Quest’ultimo fu pubblicato nel 2019 ma composto e in parte inciso già nel biennio 2010-2011, anni da cui provengono anche la title-track e You’re Gonna Miss Me When I’m Gone, le due uniche canzoni di questo lost album a essere state scritte successivamente agli anni ’90. L’eredità di Somewhere North Of Nashville in Western Stars si riconosce non soltanto per le sonorità generali e per la presenza in Western Stars del brano che dà il titolo a questo lost album, ma anche per due ulteriori dettagli. La canzone Under A Big Sky è certamente l’embrione su cui Springsteen comporrà la bellissima Chasin’ Wild Horses, settima traccia di Western Stars. Anche Blue Highway, anche se in maniera meno evidente, si accompagna molto al mood musicale e al tema specifico di Hello Sunshine, che in termini lirici è la colonna portante, nonché la più autobiografica delle canzoni di Western Stars.
Il fiume della country music e i suoi affluenti
Sotto l’ombrello comune della country music, Somewhere North Of Nashville varia dalle radici del rock n’ roll (e in particolare delle ritmiche rockabilly) alle lente ballate melodiche. L’album ha così dinamiche molto variabili. Canzoni come Repo Man, Tiger Rose, Delivery Man, Detail Man (quest’ultima con tiro e sonorità marcatamente blues) e la rediviva Stand On It premono l’acceleratore sulle ritmiche, agevolando il canto, il ballo e prestandosi a ruspanti esibizioni dal vivo. Dall’altra parte, possiamo perderci nei grandi spazi degli Stati Centrali e Occidentali degli U.S.A. con alcune lente ballate melodiche dalla pregevole fattura. Canzoni come Poor Side Of Town (cover di Johnny Rivers e unica vera cover di tutto il cofanetto), Under A Big Sky, You’re Gonna Miss Me When I’m Gone e la title-track ci trasportano dentro la Grand Ole Opry di Nashville.
Somewhere North Of Nashville: indietro fino al folk celtico
Tra intensi brani rockabilly e lente ballate melodiche si inseriscono tre brani che si distinguono musicalmente per caratteristiche proprie. Silver Mountain ha una forte ispirazione di folk celtico, quell’anima anglo-irlandese che originerà il country americano e che Springsteen sente particolarmente sua per le sue origini. Nonostante la conosciamo soltanto con la pubblicazione di Tracks II, questa canzone fu pioniera di altri brani di Springsteen come Easy Money, Shackled & Drawn e Death To My Hometown, nonché l’iconica American Land. Janey Don’t You Lose Heart, nella versione di questo lost album, è certamente una melodica ballata country, ma si distingue per essere molto più veloce delle ballate più lente. Blue Highway, infine, pur avendo una tipica ritmica rockabilly, è molto più contenuta dei brani di stampo più rock’n’roll presenti nell’album, sia in termini di intensità ritmica, sia per l’assenza di chitarre elettriche distorte.
Gli amori in crisi
Sul versante dei significati, l’album si divide in alcuni filoni tematici ben definiti. Le ballate melodiche hanno tutte una tematica romantica, legata alle relazioni di coppia. Amori che nascono (o almeno ce ne sono le premesse) come in Poor Side Of Town e Janey Don’t You Lose Heart. In entrambe la componente maschile si propone a donne deluse da precedenti sconfitte. Ci sono poi amori problematici, che soffrono o sono già finiti, come Springsteen ne ha cantati tanti nei primi due album del cofanetto. Lo stesso Bruce ha spiegato che in quegli anni, nonostante avesse una situazione sentimentale e psicologica decisamente più stabile, per qualche motivo aveva continuato a scrivere di amori problematici. In particolare emergevano tante situazioni di relazioni che subivano l’incostanza e gli errori della figura maschile, in cui l’artista continuava a riconoscere se stesso. Canzoni come Under The Big Sky, You’re Gonna Miss Me When I’m Gone, Blue Highway e Somewhere North Of Nashville cantano ancora esattamente di questo. Nella title-track il fallimento sentimentale si coniuga a quello professionale, quello di un musicista che fallisce nel tentativo di diventare qualcuno nell’ambiente musicale di Nashville.
Il grottesco della profonda provincia americana
L’altra faccia di Somewhere North Of Nashville è rappresentata da alcuni testi particolari, che grosso modo coincidono con i brani a tiro rockabilly. Con essi Springsteen inaugura uno stile sarcastico, grottesco, quasi tragicomico. Ci porta con questa narrativa piuttosto rozza nell’America della provincia più profonda, che si distingue per i valori più conservatori. Un’America in cui tutti hanno una pistola e in tanti, comprese a volte le forze dell’ordine locali, svolgono attività illecite, come vediamo spesso nei film. Si va dal Repo Man, che recupera con qualsiasi mezzo le auto dei clienti che non pagano, ai due trasportatori illegali di galline in Delivery Man, tanto assurdi quanto teneri nel loro essere sfigati. Ci sono poi due personaggi altrettanto grossolani, tipici di quelle latitudini d’America. Da un lato l’uomo che subisce il tradimento della sua donna in Tiger Rose. Una situazione imbarazzante in cui è la componente femminile ad apparire più rozza e insensibile. Arriva poi, in Detail Man, l’uomo che, in modo altrettanto grezzo e sfacciato, sostiene di poter sedurre le donne e dar loro piacere sessuale a qualsiasi ora del giorno e della notte, curando ogni dettaglio. Un insieme di figure dell’America più grossolana e volgare, che vediamo spesso nei film ambientati nella provincia americana. Ne sono un esempio i film grotteschi diretti dai fratelli Joel e Ethan Cohen.
Una storia patriarcale e obiettivi da raggiungere
Anche se probabilmente è ambientata nel passato di un Far West che si è evoluto, la canzone Silver Mountain è un po’ l’apice di quella società retrograda e di marcata struttura patriarcale che dominava (e a volte domina ancora) certe comunità. La storia traghettata da questa canzone, tuttavia, abbandona l’approccio sarcastico, da tragicommedia, di altre canzoni dell’album. Qui ci troviamo invece nella tragedia pura: l’aspirante sposo di una ragazza viene ucciso dal potenziale suocero che non vuole concedergliela in sposa. Stand On It, infine, ripresa da un brano rockabilly degli anni ’80 già pubblicato in Tracks (1988), si stacca nel significato dai filoni tematici generali di Somewhere North Of Nashville. Il testo, in modo fin troppo banale e perfino con un errore storico, manda comunque un bel messaggio di stimolo a tener duro, quando si ci si prefigge degli obiettivi.
Somewhere North Of Nashville: un mix di musicisti
Nella dinamica dei sette lost album, Somewhere North of Nashville è anche il primo che impiega un discreto numero di musicisti. Sappiamo infatti che le L.A. Garage Sessions ’83 sono state affrontate in totale solitudine. Così erano iniziate anche le Streets Of Philadelphia Sessions del ’93, ma in coda Springsteen aveva chiamato per alcune canzoni un manipolo piuttosto ristretto di musicisti a completare il lavoro. Faithless, il terzo lost album, si è basato sulla presenza in studio del tandem Bruce Springsteen/Ron Aniello con poche ulteriori presenze, concentrate sulla sezione corale. Somewhere North of Nashville, invece, conta un buon numero di musicisti coinvolti, per la precisione 11, Springsteen compreso. Bruce non reclutò una formazione ben definita, ma chiamò in studio alcuni musicisti che in quel periodo gravitavano intorno agli studi di registrazione per le varie sessioni. Si passa da alcuni componenti della E Street Band (Danny Federici, Garry Tallent e gli allora non ancora E Streeters Charlie Giordano e Soozie Tyrell) a musicisti che fecero soltanto una comparsa (i bassisti Kaveh Rastegar e Jennifer Condos). Alla batteria ha suonato fisso Gary Mallaber, già session man con Springsteen in Lucky Town. Altro musicista onnipresente nell’album, Marty Rifkin, che con la sua pedal steel guitar ha rappresentato lo strumento più caratterizzante di tutto l’album. Due casi particolari da citare. Ron Aniello, che in seguito sarà anche produttore di diversi lavori di Springsteen, qui compare nella doppia veste di produttore e di sporadico musicista. Patti Scialfa, in quell’epoca neo-mamma di tre piccoli bambini, ha comunque trovato il momento per curare ed eseguire la sezione vocale a supporto della canzone You’re Gonna Miss Me When I’m Gone.
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Fantastico, grazie!
Grazie a te, Loris. Li sto commentando tutti, continua a seguirmi