Spare Parts è la quarta traccia dell’album Tunnel Of Love (1987) di Bruce Springsteen. In un album dai temi prevalentemente autobiografici e dalle sonorità semi-acustiche, Spare Parts presenta una serie di caratteristiche che la rendono unica all’interno della tracklist. Intanto dal punto di vista tematico, insieme a Cautious Man, che la segue nell’album, è narrata in terza persona nel modo del cantastorie più classico. Inoltre, a differenza di tantissime altre storie raccontate da Springsteen, in questa canzone abbiamo una donna come protagonista, sola con se stessa. Nella sua vita il genere maschile ha rappresentato solo una parentesi, per quanto determinante per le sue sofferenze. Dal punto di vista musicale, infine, nonostante sia sostenuta da una ritmica di chitarra acustica, Spare Parts è indubbiamente il brano più elettrico dell’album: una canzone nella quale si susseguono riff e assoli di chitarra elettrica distorta. Pur non avendo un’intensa storia statistica dal vivo, tuttavia la canzone ha avuto un ottima resa live ed è stata selezionata da Springsteen per il lancio di un singolo e di un bellissimo video live.

I sogni infranti di una ragazza

Spare Parts (leggi qui la traduzione) racconta la vicenda di una ragazza che, rimasta incinta, viene abbandonata dal suo giovane uomo. Lui, in procinto di sposarla, fugge per la paura delle proprie responsabilità di marito e di padre. I sogni della ragazza e, soprattutto, i ricordi freschi di una vita trascorsa nel divertimento e nella leggerezza, svaniscono di colpo. La ragazza, sostenuta solo dalla madre, inizia a lavorare, ma anche con i lavori saltuari che trova fatica a sbarcare il lunario. Le difficoltà materiali per il sostentamento suo e del piccolo bimbo che nel frattempo dà alla luce si affiancano all’ostacolo più grande: accettare di precorrere i tempi e le gravosità della vita adulta. Janey – questo è il nome della ragazza – vede la sua vita come “un unico grande errore” e sembra cedere di fronte a un destino così avverso.

La tentazione dell’abbandono

Janey a quel punto arriva alla tentazione più negativa ed estrema: l’abbandono del figlio. Se il suo uomo vigliacco, nel frattempo trasferitosi in Texas, ha potuto abbandonare lei, perché lei non può fare la stessa cosa nei confronti del frutto del loro amore spezzato? La ragazza non si rivolge a una struttura di misericordia, ma escogita di lasciare il figlio al suo destino in un modo decisamente di richiamo biblico: abbandonarlo nel fiume, la stessa sorte che nell’Antico Testamento era toccata a Mosè (anche se oggigiorno e discostandosi da una leggenda biblica, quell’abbandono equivarrebbe a un infanticidio). Ma proprio all’ultimo Janey si ravvede e decide di tenere con sé il piccolo, liberandosi invece dei simboli di quell’amore tradito, l’anello di fidanzamento che il suo fidanzato le aveva regalato e l’abito da sposa che lei aveva già acquistato. Oltre a rappresentare un elemento simbolico di rottura con il passato, la vendita dell’anello e dell’abito nuziale al Monte dei Pegni rappresenta anche il sostentamento economico, almeno iniziale, per mantenere il proprio figlio e garantirgli un futuro con la sua mamma naturale.

Solo una donna

Una donna come unica protagonista in una storia raccontata da Bruce Springsteen è a suo modo una rarità. Non certo perché Springsteen non abbia affrontato l’universo femminile, quanto perché nelle sue canzoni, che si trattasse di uno spunto autobiografico o di una delle tante storie narrate in prima o in terza persona, la donna era coprotagonista di un partner maschile. In I Wanna Marry You e in The Price You Pay, per citare altre due canzoni nelle quali compaiono figure di ragazze madri, rimaste sole ad accudire i loro figli, avevamo comunque un narratore/protagonista che in prima persona si rivolgeva ad esse in una posizione centrale nelle storie raccontate. In Spare Parts, invece, Springsteen narra in terza persona la storia di una donna che, pur subendo le scelte e le azioni di una figura maschile, diventa protagonista unica della sua vita e della sua storia, cercando di indirizzare il proprio destino. Una figura femminile estremamente coraggiosa che si distanzia dai valori più romantici e a volte futili di una giovane ragazza e che invece affronta, pur nell’indecisione e nell’insicurezza, la praticità della vita con la sensibilità che solo una madre può avere.

Un ritorno al rock più ruvido

La brillantezza musicale di Spare Parts è intuibile fin dal primi momenti. Alcuni colpi di grancassa e un suono acido di chitarra elettrica introducono un brano che, condotto nella ritmica da una batteria giocata sulla veloce frequenza del charleston e da una chitarra acustica molto intensa, rappresenta un unicum nell’album di appartenenza. Nessun suono morbido, nessuna melodia malinconica o romantica, solo suoni lancinanti di chitarre. Se ne contano due diverse, entrambe elettriche, una dal suono più acuto e stridulo e una dal suono più ruvido e carico di effetti. Nonostante la presenza di un tappeto di organo, suonato da Danny Federici, e di un’armonica suonata dall’ospite James Wood, le chitarre elettriche, che intervengono sia in numerosi riff che spesso controbattono il cantato, sia in un notevole assolo finale, sono indubbiamente le vere protagoniste musicali del brano. Al punto di fare di Spare Parts uno dei brani più elettrici dell’intera discografia springsteeniana. Anche nelle versioni full band dal vivo, il brano ha mantenuto la sua rocciosa potenza, benché nella versione più nota del Tunnel Of Love Express Tour fosse preceduta da una pregevole melodia di pianoforte e tastiere che accompagnavano uno speech di Bruce a inquadrare il tema della canzone. Anche in queste versioni full band le chitarre sono due, quella suonata da Nils Lofgren con lo slide e quella suonata da Springsteen, con la quale esegue l’assolo finale.

Raramente in versione acustica

Spare Parts ha una storia relativamente contenuta perciò che riguarda le esibizioni live. Le 132 performance dal vivo che si contano attualmente appartengono per lo più al tour di lancio di Tunnel Of Love del 1988 in versione elettrica, anche se rimangono negli annali anche diverse esecuzioni in versione acustica durante il The Ghost Of Tom Joad del 1996. La canzone è stata poi suonata in poche occasioni durante il Devils & Dust Tour del 2005, anch’essa suonata solo da Bruce, ma in una versione più blues che prevedeva l’utilizzo dello slide sulla chitarra acustica. Questa ultima versione è anche l’ultima suonata da Springsteen dal vivo.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Spare Parts di Bruce Springsteen?
  • In un album dalle sonorità morbide, una delle canzoni di rock più duro di Bruce. Cosa ne pensi?
  • La storia di una ragazza come protagonista assoluta. Una rarità per Springsteen. Perché, secondo te?
  • Madri naturali, matrigne, madri surrogate. Argomenti ormai di dominio comune. Cosa ne pensi?

 

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Dario Migliorini

 

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