Stolen Car è la sedicesima traccia del doppio album The River di Bruce Springsteen (1980). Scritta in anni di grande prolificità di Bruce nella composizione e nella scrittura e registrata in almeno due versioni (quella alternativa comparirà in Tracks nel 1998), Stolen Car è uno degli episodi più cupi di un album che indaga a 360 gradi sull’amore e sulle difficoltà nella convivenza di coppia, soprattutto quando questa è immersa in un contesto sociale difficile, tra precarietà lavorativa e ristrettezze economiche. Sostenuta da una ritmica di chitarra e impreziosita dai tocchi sublimi di Roy Bittan al pianoforte, Stolen Car è, a mio parere, uno dei momenti musicalmente più alti dell’intero album e lo stesso Springsteen l’ha inclusa nel gruppo delle quattro canzoni che rappresentano “il cuore e l’anima” dell’album (insieme a Independence Day, Point Blank e la title track).

LA NASCITA E LA FINE DI UN AMORE

Narrata in prima persona dal protagonista, come succede spesso nella scrittura di Springsteen, Stolen Car (leggi qui la traduzione) racconta in un testo conciso ed essenziale la nascita e la successiva crisi di un rapporto di coppia. Ci troviamo nella periferia della città e in una situazione di difficoltà economiche. I due si innamorano, si sposano e si giurano amore eterno, ma non passa molto tempo e le cose iniziano a deteriorarsi. Come purtroppo succede spesso nell’evoluzione di una coppia, i due si adeguano a una situazione di trascinamento, nella vana convinzione che il loro rapporto si raddrizzi spontaneamente. Fino a quando ci si rende conto che, invece, tutto è irrimediabilmente finito.

Il rifugio della malavita

Nel primo ritornello Springsteen decide di trasferire il tempo di narrazione dal passato al presente. L’uomo,  già evidentemente precario nel lavoro e nella condizione economica, sbanda anche a causa della delusione amorosa e si ritrova a guidare un’auto rubata. È ora un piccolo malavitoso. Un’esistenza che quindi si fa ancora più incerta, nella quale lui non può far altro che sperare di non essere arrestato dalla polizia. O forse, con quel “ogni notte aspetto di essere acciuffato”, intende che spera di esserlo. Ma l’arresto non avviene, lasciando così quel senso di sospeso, di irrisolto.

I rimpianti

La terza strofa è di una bellezza disarmante, perché esprime la malinconia e i rimpianti di un passato che restituiva qualcosa di positivo, in contrasto con la durezza del presente. I due ex coniugi si risentono a distanza di tempo e lei gli svela di aver riletto le lettere che lui le scriveva. Parole che, riconsiderate oggi, non fanno altro che marcare il passaggio del tempo e la trasformazione delle cose, anche la mutazione dei sentimenti. Alla donna gli anni trascorsi dal romanticismo di quelle lettere sembrano lunghe un secolo, tanto grande è il divario con la freddezza del presente.

Meglio dentro o fuori?

Un altro elemento interessante è il confronto tra il primo e il secondo ritornello. Nel primo, come detto, l’uomo si aspetta di essere arrestato dalla polizia. La cosa potrebbe succedere da un giorno all’altro, ma non avviene. Nel secondo l’uomo viaggia in solitudine della notte sull’auto rubata e prova paura. Potrebbe essere la paura di essere fermato, ma in realtà è qualcosa di molto peggio: il terrore di essere inghiottito dal nulla. Un vuoto che assume il colore della “notte nera come la pece“. Una storia e un epilogo sospeso che riportano in primo piano il dilemma se sia meglio una libertà così condizionata, temporanea e priva di obiettivi o piuttosto l’arresto e la prigione, che rappresentano certamente la limitazione della libertà ma potenzialmente anche un punto di svolta per una ripartenza.

 

IL TOCCO DI UN GRANDE ARRANGIATORE

Nella sua apparente semplicità Stolen Car è una riprova della sensibilità di Bruce Springsteen nell’arrangiamento musicale. Nata come classica ballata di stampo folk-rock, la canzone avrebbe potuto adagiarsi su una classica ritmica a tempo moderato, che infatti è rimasta nella versione alternativa che compare nel cofanetto Tracks. Bruce, invece, nell’intento di infondere alla canzone quel senso di muta disperazione, decide di assegnare a una sommessa chitarra, battuta sulle corde alte e medie, il compito della ritmica, per poi riservare a uno splendido pianoforte la parte melodica. Peraltro, mentre la chitarra ha un suono diretto e in primo piano, il pianoforte sembra provenire più da lontano, a dare un ulteriore effetto di incertezza e di precarietà. Dalla seconda strofa entrano basso e cimbali, mentre dal primo ritornello entrano i cori, mesti e spettrali. Poi, per rendere un senso di maggiore gravità della situazione, dalla seconda strofa fanno il loro ingresso percussioni oscure (prevalentemente il timpano), che restituiscono il senso di cattivo presagio. Infine l’outro musicale è assegnato a un bellissimo organo, che sfuma insieme ai tocchi acuti di pianoforte.

La versione alternativa

La versione alternativa che compare in Tracks presenta una ritmica molto più ordinaria, tipica della ballata folk-rock, ma si distingue per una durata più lunga e una struttura più articolata, con la presenza di un inciso dalla sequenza di accordi molto originale. Inoltre, in una logica decisamente irish-folk, Bruce ha affiancato al pianoforte una travolgente e malinconica fisarmonica (oh, come la suonava Danny Federici!). Infine il testo è molto più lungo della versione che finirà su The River, comprendendo anche una coda nella quale il protagonista sogna illusoriamente di essersi ricongiunto con la ex moglie.

Stolen Car e Coupe DeVille

Anche Stolen Car è tra le tante canzoni che mi hanno ispirato per la trama del mio romanzo springsteeniano, Coupe DeVille (Frank è tornato a casa). Un capitolo si intitola proprio Auto Rubata e in esso il protagonista, Frank Joyce, si ritrova suo malgrado nelle stesse condizioni del personaggio maschile di queste canzoni: alla guida di un auto rubata nella notte. Solo il duro lavoro e i sentimenti ritrovati lo aiuteranno a smarcarsi da quella situazione negativa. Il regista James Mangold ha inoltre voluto Stolen Car, insieme a Drive All Night, nella colonna sonora del bellissimo film Cop Land, con Sylvester Stallone, Robert De Niro, Harvey Keitel e Annabella Sciorra.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Stolen Car e l’album The River?
  • Una storia completa in poche righe di testo. Cosa pensi della capacità descrittiva di Bruce Springsteen?
  • Hai letto il mio romanzo, Coupe DeVille (Frank è tornato a casa)?
  • Hai visto il film Cop Land? Te lo consiglio, una storia molto reale e colma di significati.

LEGGI ANCHE: HUNGRY HEART

 

Dario Migliorini

 

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

 

Condividi questo articolo