Pubblicato nel 2023, Tempo Doppio è il secondo album di inediti di Lara Giancarli. Cantautrice, attrice, traduttrice, adattatrice e ricercatrice musicale, la poliedrica artista marchigiana aveva già esordito nel 2020 con la sua prima fatica cantautorale, l’album Resto Ferma, e con un altro album di inediti in duo con il musicista Dario Aspesani (sotto il nome di Gunter Hotel). Tempo Doppio è la tappa cruciale di un lunghissimo percorso che ha visto l’artista impegnata da oltre vent’anni nell’attività artistica: musica, recitazione e partecipazione a numerosi festival musicali e teatrali. È soprattutto dal 2014 che l’artista si avvicina alla musica popolare italiana e del mondo, grazie all’incontro con la compositrice Francesca Ferri. In Tempo Doppio Lara Giancarli è accompagnata da diversi musicisti, tra cui lo stesso Dario Aspesani, polistrumentista ma anche coautore della canzone Dubbio e curatore del missaggio. La produzione è di Gabriele Palazzi per l’etichetta Funny Records.

DENTRO E FUORI

Tempo Doppio è un album prevalentemente acustico e di natura squisitamente cantautorale, nel quale i significati si fondono con gli arrangiamenti strumentali in una ricerca di radici umane e musicali. Una ricerca che trascende l’apparente semplicità del folk e viaggia nelle profondità di suoni misteriosi, come profondi sono i meandri dell’animo umano che va a scrutare. Fortemente ispirato da motivi autobiografici, e quindi molto personale e intimo, l’album si strugge nella ricerca della verità. La direzione è duplice: verso l’interiore della natura umana e verso l’esteriore, la vita al di fuori di se stessi, l’io nel sociale. Da qui il titolo: c’è il tempo personale della cantautrice e il tempo del mondo esterno che continua a scorrere, nonostante l’essere umano.

SERVI E PADRONI

L’album si apre con Come Va Il Mondo. Su un tema di chitarra acustica si sovrappongono il canto e un violino che disegnano melodie di dolce tristezza. Il testo rappresenta le meste vicende dell’umanità. In ogni epoca i servi, “in cambio di un pezzo di pane”, si sottomettono ai loro padroni, che gestiscono il loro potere con ipocrisia e disumanità. La società si nasconde dietro lo spettro dell’indifferenza, accettando silenziosamente questa violenza sulla libertà. C’è però chi non si adegua, pur sapendo che esiste un prezzo da pagare. Il cammino dell’autrice a piedi nudi su conchiglie taglienti, in quella che dovrebbe essere una serena passeggiata in riva al mare, diventa sofferenza. È il dolore per le ingiustizie del mondo, che ancora dorme su braci ardenti senza nemmeno accorgersene. Una sofferenza, quella dell’autrice, che sembra essere esorcizzata dal dolce e triste “la-la-la” in cui si perde il canto.

L’AMORE PER IL TEATRO OLTRE I SILENZI

Siedo al buio, lascio la realtà fuori della piccola porta”. Con questi versi inizia L’Incontro, nella quale ancora il canto e una melodia di violino disegnano melodie sovrapposte. La canzone è il personale omaggio di Lara Giancarli al teatro, la forma d’arte che più l’ha illuminata nel suo percorso artistico e di vita. Luogo di esplorazione e scoperta, il teatro rappresenta da un lato la solidità fisica di un palcoscenico, dall’altro un’inebriante sfida. C’è la libertà da conquistare, pur sapendo che in quello spazio di prova è necessario mettere in discussione il proprio equilibrio e le proprie certezze. Una Risposta Qualunque è ballata di chitarra acustica con inserti di armonica a bocca nella piena tradizione folk. La risposta qualunque alle proprie domande è quella che, tra silenzi “di metallo pesante”, attende una persona innamorata, “confusa e paziente”, quando il suo partner vive momenti di difficoltà, tra dolore e depressione.

FALSI LIMITI

Chitarra acustica e violino accompagnano anche La Ballata Della Vita Nova, brano di sonorità celtiche medioevali. L’autrice, dopo tanta salita di sofferenza e ostacoli, sembra impreparata a godere della gioia di momenti sereni e felici. Forzando, mi piace estendere il concetto all’universo femminile, che a volte prova timore nel godere della propria libertà, irretito da secoli di limitazioni sociali. Il rapporto amoroso è l’apice di questa libertà. Ancora mentre fa l’amore, la donna urla la sua follia. Dolore e piacere si fondono. Poi Yuwipi, richiamando le danze indiane, è arrangiata di sole percussioni. Nel linguaggio Lakota Yuwipi è il rituale di guarigione. Lo sciamano canta la propria pregheria per la guarigione di uno straniero che urla di dolore. Nella capanna indiana, tra fumo e sudore, si concretizza la fusione di carne e spirito, ma anche l’auspicato senso di accoglienza. La tribù indiana non uccide, ma guarisce lo straniero.

L’INGANNO E LA PREGHIERA

La ballata folk Guerra A Schermo Piatto ha una ritmica divertente di chitarre e percussioni e un canto/controcanto gioiosi, ma è un brano di esplicita denuncia, pur in tono tragicomico. Lo sguardo di Lara Giancarli è ora totalmente fuori nel mondo e osserva la mistificante manipolazione dell’informazione da parte dei media. La televisione, in particolare, utilizza il sensazionalismo e specula sulla disperazione causata dalla guerra allo scopo di aumentare gli ascolti. Dubbio è una canzone da ascoltare ad occhi chiusi e nel silenzio assoluto. Un brano recitato, abbinato alle sonorità, misteriose ed oniriche, di uno strumento molto particolare: il rebab turco, suonato da Dario Aspesani. Il testo, magnifico, è una sorta di preghiera al contrario, non solo perché toglie potere all’onnipotenza di un Dio superiore, ma perché nel dubbio lacerante sublima la ricerca della vera verità, quella che va oltre i limiti umani, oppressi da sensi che ci autolimitano.

TRA TIMORI E CADUTE

Ore è una canzone dura, perché affronta la resa umana. L’arrangiamento musicale prevede un perfetto abbinamento tra le percussioni e l’arpeggio di chitarra. Su di esso si insinuano, oltre alla voce – ora grave e scura – di Lara Giancarli, un arcano flauto bawu, di origine cinese. Il contrasto tra strofe più cupe e ritornelli più aperti non toglie drammaticità alla rassegnazione per la caduta di “un sogno calpestato”. L’intimità si conferma in Il Verso Della Rondine, il brano finale dell’album. L’autrice si rivede bambina nelle strade del piccolo borgo in cui è cresciuta. Le rondini emettono suoni taglienti e disegnano geometrie impazzite. Questa danza sonora, più che simbolo di libertà, era motivo di strani timori per la bambina, che indugiava nella rassicurante strada di casa e nel protettivo abbraccio del padre. L’accompagnamento di ukulele e un suono soffuso di melodica si accoppiano nel trasportare ricordi lontani ma vivi.

IL GIRO DEL MONDO SULLA ZATTERA DEL FOLK

Tempo Doppio è frutto di un profondo lavoro di arrangiamenti musicali di Lara Giancarli e Dario Aspesani, che suona chitarre, basso, percussioni, armonica, ukulele, melodica, rebab turco e flauto bawu cinese. Scelte di strumentazione che trasformano l’album in un viaggio nelle radici della musica del mondo, senza confini. Non mancano i riferimenti al folk americano, che riporta alla musica celtica nordeuropea, ma si spazia anche verso altre latitudini. Dall’area mediterranea all’estremo oriente, dai suoni hawaiani e indiani a quelli arabeggianti. Nell’album hanno poi collaborato Marco Ferrara, essenziale al pianoforte ne L’Incontro, e Marco Cupelli, sostegno delle ritmiche di Ore e Guerra A Schermo Piatto. Il violinista Carlo Celsi è protagonista di notevoli contro-melodie in Come Va Il Mondo, La Ballata Della Vita Nova e L’Incontro. Infine, la voce di Lara Giancarli è solida e armoniosa, molto interpretativa. A volte sulle orme di Joni Mitchell, a volte un Faber al femminile.

 

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Dario Migliorini

 

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