The Big Payback è la sesta traccia delle Nebraska Outtakes, incluse nella pubblicazione Nebraska ’82 Expanded Edition di Bruce Springsteen. È una delle canzoni registrate nella celebre camera da letto della casa che Springsteen affittò a Colts Neck, N.J. alla fine del 1981. L’uomo voleva affrontare in solitudine i problemi personali che stava vivendo, tra pressioni verso il successo e buchi rimasti aperti col passato. L’artista sentiva l’esigenza di scrivere nuova musica, incidendo demotape che sarebbero serviti per le successive registrazioni con la E Street Band. Insieme a My Father’s House, The Big Payback fu una delle ultime canzoni scritte nella primavera del 1982. Non finì nella tracklist definitiva dell’album Nebraska, ma fu inserita come b-side del singolo Open All Night che Springsteen pubblicò nel 1982 soltanto in Europa. The Big Payback fu poi inclusa nella raccolta The Essential Bruce Springsteen del 2003. Quella versione sembra essere la stessa, benché rimasterizzata, ora inclusa in Nebraska ’82.
The Big Payback: una b-side soltanto “europea”
The Big Payback è una canzone dalla ritmica rockabilly che, pur nella sua breve durata di soli due minuti, ha un testo molto stretto e fluente. Versi che trasportano una storia di profondo malessere legata alla condizione lavorativa del protagonista. Per questo motivo, ma anche per gli aspetti musicali, il brano è in tutto e per tutto legato proprio a Open All Night, la canzone con cui ha condiviso da b-side l’unico lancio ufficiale di materiale riveniente da Nebraska, che in America era uscito per volontà di Springsteen con la logica “no single, no tour, no press” (“nessun singolo, nessun tour, nessuna promozione*). Con Open All Night il brano condivide la ritmica rockabilly e un’intro molto simile di chitarra elettrica. Il sound della chitarra è gonfio di effetti e riporta al rock’n’roll della seconda metà degli anni ’50. The Big Payback si perde tra le tante canzoni scritte da Bruce in quel fatidico biennio, anche perché tra l’altro non è mai stata suonata dal vivo. Ma la sua interpretazione vocale, insieme ai suoi intermezzi di armonica a bocca e al suo testo, la rendono degna di interesse.
The Big Payback: vendetta e ironia
Come detto The Big Payback ha familiarità con Open All Night anche sul lato lirico. La seconda racconta la storia di un lavoratore costretto a viaggiare di notte per tornare a casa. Nel tragitto attraversa gli ambienti spettrali del New Jersey, sperando di arrivare quanto prima a casa dalla sua donna. The Big Payback è invece la storia di un lavoratore che con il lavoro duro spera di avere un ritorno in termini di benessere, la grande ricompensa appunto. E così l’uomo lavora e lavora, si dà da fare ma questa sua disponibilità viene sfruttata dal suo superiore per fargli fare qualsiasi tipo di lavoro senza sosta, mentre lui perde tempo in chiacchiere. È un testo che vede Springsteen in un mood certamente amaro ma con uno spunto sarcastico, non tipico della crudezza di Nebraska. Quando l’uomo, ormai disperato e rabbioso, medita di vendicarsi sul capo con un coltello, Bruce decide di cantare quella strofa a bassa voce, come se non volesse farsi sentire. Alla fine ritroviamo l’uomo sul treno in fuga dopo che si è licenziato ed evidentemente ha dato seguito al suo istinto di vendetta. Una cosa che Bruce non ci dice ma ci fa vedere soltanto nelle intenzioni.
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