The Desert è la prima traccia dell’album Faithless, il terzo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Un album che in realtà è la colonna sonora di un film mai uscito nelle sale. Uno “spiritual western” di cui non si sa niente di più se non che avrebbe dovuto essere girato intorno al 2004, che doveva intitolarsi proprio Faithless e che la produzione aveva commissionato la colonna sonora a Bruce Springsteen. Dunque, come tutte le colonne sonore, anche quella che Springsteen stava preparando aveva delle parti solo musicali. Per Bruce era tutto nuovo. Se lo analizziamo sotto il profilo della musica non cantata, l’unico brano totalmente strumentale che aveva scritto fino ad allora era il blues-rock Paradise By The “C”, nulla che avesse a che fare col cinema e con quel genere. Anni dopo erano arrivate le esperienze di Streets Of Philadelphia e Missing, ma si trattava pur sempre di singole canzoni, per di più cantate e non solo strumentali. Ora con Faithless e con questa The Desert, Springsteen non doveva soltanto misurarsi con un’intera colonna sonora ma, sfida nella sfida, doveva anche, da cantautore, comporre brani solo musicali. The Desert è dunque il primo brano musicale da film della lunghissima carriera di Springsteen. Per quanto ne sappiamo, il primo di una brevissima serie che si limita a Faithless, ma ormai il dubbio con Springsteen è d’obbligo.
The Desert: l’immensità del deserto
The Desert è un motivo musicale di poco più di un minuto e mezzo che – si presume – avrebbe dovuto accompagnare le prime scene del film. Possiamo immaginare dal titolo, ma anche dalla consequenzialità con Where You Goin’, Where You From, che il protagonista, un uomo del Far West americano, stia attraversando il deserto. Infatti, proprio dalla canzone successiva si intuisce che l’uomo abbia di fronte a sé il deserto e deve attraversarlo per arrivare a casa. Scopriremo anche che si tratta di un viaggio spirituale e non solo fisico. Springsteen doveva quindi farci vedere, insieme alle prime scene di un film che non vedremo mai, l’immensità del deserto di fronte al protagonista. Un’immensità quasi sacra, divina, considerando che, come vedremo nelle recensioni di Faithless e delle sue canzoni, la traversata del deserto ha fortissime implicazioni spirituali e religiose.
The Desert: la vita invisibile
La rappresentazione di immagini tramite la musica è un compito difficile. Ma è un compito che, a mio parere, il neo-compositore per il cinema Bruce Springsteen ha svolto a pieni voti con The Desert. Un suono cupo di sintetizzatori che però viene modulato in modo da variare le frequenze e quindi i suoni prodotti, rende pienamente l’idea della vastità del deserto e del vento che soffia, emettendo suoni spettrali. Anche se non esiste traccia conosciuta della trama, si può presumere che il protagonista stia affrontando il deserto in piena notte. Sopra il suono di fondo, Springsteen inserisce alcuni rumori della vita invisibile che si nasconde nel deserto, tra le sue sabbie e la scarsissima vegetazione. In particolare, oltre al verso sinistro degli uccelli del deserto americano (il più noto è il cosiddetto roadrunner), si sentono suoni più sottili che sembrano rappresentare i sonagli dei crotali e la stridulazione degli scorpioni. Entrambe queste forme viventi sono tipiche dei deserti del Sud-Ovest americano e hanno una vita quasi esclusivamente notturna. Insieme a questo, Bruce inserisce rumori più secchi e metallici che potrebbero rappresentare lo spostamento stesso del protagonista, carico del suo fardello. Uno spostamento che, non sentendosi rumori degli zoccoli dei cavalli, si presume stia avvenendo a piedi, a richiamare il viaggio evangelico di Gesù nel deserto per quaranta giorni e quaranta notti (ne parlerò più diffusamente nella recensione di Where You Goin’, Where You From.
Ascolta The Desert
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