The Great Depression è la quarta traccia dell’album Perfect World, l’ultimo dei sette lost albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Non è nota l’origine di questo brano, sia come composizione, sia come registrazione. Il titolo The Great Depression potrebbe fare pensare a un collegamento con la canzone This Depression, che Springsteen pubblicò in Wrecking Ball, suo album del 2012. In realtà, come vedremo, i due pezzi non hanno alcun punto in comune, se non la parola depression nel testo e nel titolo. Infatti, mentre la canzone del 2012 è un brano rock ruvido sullo stato depressivo del protagonista (lo stesso Bruce?), The Great Depression è un brano country-rock dai suoni molto più melodici e inerente un amore finito. Un brano interessante sul lato musicale, considerati gli ottimi arrangiamenti e l’utilizzo di strumenti particolari. Forse è un po’ più ordinario sul lato lirico: in effetti Springsteen, anche quando ha trattato il tema delle sofferenze d’amore, ha mostrato episodi molto più significativi, anche proprio nel lost album Perfect World.
The Great Depression: delle pene d’amore
Il testo di The Great Depression, pur avendo un significato sottostante intenso come la solitudine e gli errori che si compiono, è espresso con un testo relativamente ordinario. In questo caso Bruce utilizza un lessico e rime che personalmente trovo un po’ banali. Altri testi, che sempre in Tracks II, avevano trattato il tema delle crisi sentimentali, avevano raggiunto ben altra profondità. Ne sono esempi le successive Blind Man e If Only I Could Be Your Lover. In The Great Depression un uomo viene accusato dalla sua ormai ex-partner di aver buttato all’aria tutto, giocandosi la sua fiducia. Lui sembra ammettere i suoi errori, ma tutto sembra perduto. L’ulteriore spunto critico che mi sento di fare su un testo relativamente ordinario è l’utilizzo un po’ forzato del termine depressione per una seppur triste pena d’amore. Un utilizzo peraltro ricorrente nella canzone e incluso persino nel titolo. È vero che nel gergo comune si utilizza spesso il termine anche per descrivere un generico malessere. Ma una parola così rilevante per Springsteen, specie in considerazione di come l’ha utilizzata molto più drammaticamente in This Depression, e di come ahimè ha dovuto affrontare pesantemente il disturbo mentale per gran parte della sua vita, in questo brano si sgonfia della sua più problematica profondità.
The Great Depression: un bel country rock con una novità
Eppure, come detto, sul lato musicale la canzone si fa apprezzare. Il brano, un ordinario country rock dalle melodie vagamente già sentite, è ben arrangiato musicalmente, con notevoli elementi di dinamica che fanno crescere l’intensità sonora. Springsteen e Aniello, nel produrre la canzone occupandosi di gran parte delle partiture sugli strumenti, trovano un buon equilibrio nei suoni. La ritmica brillante, con la batteria battuta con le spazzole e la grancassa da fanfara, e la leggerezza sonora la rendono un brano molto piacevole all’ascolto. Forse anche questo tende a far perdere il senso più drammatico della storia e toglie peso a quel vocabolo, depressione, così insistito nel testo. In termini musicali c’è l’utilizzo congiunto di strumenti più tipici del country-folk, come il banjo e la chitarra acustica, e altri più tipici del rock, come l’organo Hammond e la chitarra elettrica. Mentre il pianoforte detta il tema musicale dominante nel ritornello, è interessante l’utilizzo di uno strumento molto raro, l’hammerchord. Uno strumento così raro e di recente diffusione (inventato soltanto nel 2002 dall’americano Robert Cunningham), che non ha nemmeno una traduzione in italiano.
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