The Little Things è la quinta traccia dell’album Streets Of Philadelphia Sessions, il secondo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. The Little Things è, insieme a Farewell Party, la canzone delle Streets of Philadelphia Sessions che riconduce più alla ballata lenta e melodica dello Springsteen più classico. Di base, canzoni di questo tipo sono presenti anche nei suoi lavori precedenti, comprese le L.A. Garage Sessions ’83. La grossa differenza sta negli arrangiamenti. Mentre negli anni precedenti Springsteen lasciava in canzoni come queste una ritmica acustica o in arpeggio e lavorava sui sintetizzatori in misura molto più cauta, in The Little Things sentiamo suoni molto più aperti. Una chitarra elettrica (si noti: non acustica) arpeggia in sottofondo, mentre le tastiere disegnano molteplici armonie che ornano la canzone. È Springsteen a occuparsi di tutta la componente armonica, visto che i crediti, oltre a lui, citano soltanto Zachary Alford alla batteria e Tommy Simms al basso.
The Little Things, traccia “fantasma” di Devils & Dust?
I siti specialistici riferiscono che The Little Things, oltre a essere già stata eseguita dal vivo nella seconda metà degli anni ’90, avrebbe potuto entrare nella tracklist dell’album Devils & Dust (2005). Ne avrebbe avuto lo stile per certi versi, ma si sarebbe sovrapposta tematicamente a Reno, già presente nell’album. Con la terza traccia di Devils & Dust, infatti, The Little Things condivide non soltanto il tema della sessualità, visto che entrambe descrivono momenti più o meno espliciti di seduzione e di atti sessuali. In più c’è anche la comunanza di ruolo della figura maschile, che in entrambi i casi appare come qualcuno che subisce la situazione. Il protagonista narrante non soltanto non è parte proattiva, ma addirittura non apprezza né la seduzione in The Little Things, né l’atto sessuale in Reno. In quest’ultima lui è con una prostituta. Di base ha voluto quell’atto sessuale, avendo scelto di recarsi da lei, ma poi lo subisce passivamente, mentre pensa alla donna che ama. L’atto sessuale viene così degradato a qualcosa che non lascerà alcuna traccia in lui, nemmeno per un attimo. In The Little Things il protagonista non è con una prostituta, ma con una donna ordinaria che prova a sedurlo. Lei non ha l’obiettivo di conquistare l’uomo sentimentalmente, ma sembra cercare soltanto l’esperienza sessuale come rimedio al suo momento di solitudine e di disordine sentimentale.
The Little Things: piccole cose che contano
La donna vive così l’approccio sessuale e quel momento di seduzione come una piccola cosa che la può aiutare a sentirsi meglio. Cose piccole, senza seguito (ecco the little things), che però in quel momento contano perché aiutano a sentirsi vivi. Lui non è convinto di quella situazione, temendo che da essa possano scaturire conseguenze non volute, come strascichi o sofferenza. Ma l’astuzia della donna e la sua “aggressione” fisica finale la portano a ottenere “il bottino”, forzando in lui qualcosa che razionalmente non vorrebbe. Sono lontani i tempi in cui un giovane Springsteen cantava che “from small things big things one day come” (“dalle piccole cose un giorno ne arriveranno delle grandi“). Ora quelle piccole cose sono superficiali, senza senso, di poca importanza. Il loro effetto si esaurirà nel benessere di pochi istanti, forse ore. Ma a volte anche quelle piccole cose, viste in un significato più universale, possono servire a sentirsi meglio, a superare, almeno per un po’ di tempo, i momenti di difficoltà.
Ascolta The Little Things
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