Recensione The Western Sea, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

The Western Sea è l’ottava traccia dell’album Faithless, il terzo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Un album che in realtà è la colonna sonora di un film mai uscito nelle sale, uno spiritual western dal titolo Faithless, di cui si sa poco di più. È noto solamente che avrebbe dovuto essere girato intorno al 2004 e che la produzione aveva commissionato la colonna sonora proprio a Springsteen. The Western Sea sembra essere tematicamente il seguito soltanto strumentale della precedente Goin’ To California. Infatti, pur non conoscendo la trama del film, fin dal titolo che Springsteen gli ha attribuito si può ipotizzare che il protagonista, giunto in California, si trovi di fronte alla vastità dell’Oceano Pacifico, ossia il mare dell’ovest citato nel titolo stesso del brano. The Western Sea è molto più semplice, in termini di struttura musicale, dei due brani strumentali (The Desert e A Prayer By The River) che lo precedono sull’album, essendo arrangiato soltanto su un tema di organo. Questo tema, però, pur con qualche differenza di melodia, sembra richiamare proprio quello di A Prayer By The River.

The Western Sea: un’ipotesi interpretativa

Anche in questo caso, come nei precedenti, è difficile entrare nella logica creativa di Springsteen, laddove manca il riferimento lirico. Tutto ciò che si può fare è inserire il brano nella sequenza degli altri brani e tentare di capire perché Bruce l’ha arrangiato in un determinato modo. È comunque intuitivo che la profondità sonora dell’organo che riempie questo brevissimo brano musicale (meno di un minuto e mezzo) voglia rappresentare la vastità dell’oceano. Un suono cupo che ricorda il rumore di fondo che caratterizza l’oceano e le coste pacifiche: un forte vento e onde altissime che si infrangono sulle rocce. Il fatto che non siano presenti altri suoni, come percussioni, chitarre o altri rumori campionati, lascia intendere che l’uomo stia fronteggiando la vista dell’oceano in totale solitudine e in altrettanto totale immobilismo. Come questa scena si inserisca nella trama del film è, almeno al momento, del tutto impossibile da delineare. Il fatto che il brano stia tra Goin’ To California e My Master’s Hand mi incoraggia ad avventurarmi in un’interpretazione. Dopo essere arrivato in California, la terra dei frutti dolci, delle belle donne danzanti e dei fiumi di whisky e gin, il protagonista si trova là dove quella terra finisce e regna la grandezza del Creato. È lì che sconfigge le self-temptations dei brani precedenti (le auto-tentazioni) e torna a essere operaio/soldato di Dio in The Master’s Hand.

 

Ascolta The Western Sea

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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