This Land Is Your Land è una delle più celebri canzoni di Woody Guthrie, il grande pioniere del folk americano nel periodo che ha preceduto e seguito la Seconda Guerra Mondiale. La canzone è anche una delle più famose canzoni entrate nella tradizione del folk a stelle e strisce, al punto da essere considerata una sorta di inno americano delle classi più umili. Scritta e composta da Guthrie nel 1940, ma pubblicata solo nel 1945 al termine del conflitto mondiale, This Land Is Your Land è la canzone simbolo dell’America vista dagli occhi di chi, per indole o per necessità, si mette in viaggio nei grandi spazi americani. This Land Is Your Land è diventata inevitabilmente anche una delle cover più reinterpretate della musica americana, in versioni che variano dal folk all’hard rock. Una di queste è stata pubblicata da Bruce Springsteen nel suo cofanetto Live 1975/85 (1986), una versione folk-rock rilevante anche per ciò che lo stesso Springsteen ha spesso dichiarato prima di eseguire il brano.

Woody, il vagabondo

Il protagonista di This Land Is Your Land (leggi qui la traduzione), dietro il quale si cela lo stesso Woody Guthrie, menestrello e viandante, è un vagabondo che percorre in lungo e in largo i grandi spazi americani. Da ovest ad est vengono citati la California e l’isola di New York, così come le foreste del Redwood National Park e le atlantiche Correnti del Golfo. Nel bel mezzo i grandi deserti, scintillanti come diamanti, e le rigogliose valli, definite dorate non solo per il prezioso metallo che nascondono sotto terra, ma anche per la ricchezza naturale che producono con il loro verde e le loro acque. Nel frattempo il vento fa ondeggiare i campi di grano, solleva nuvole di polvere e porta via la nebbia.

Terra per tutti

Nella logica di Woody Guthrie quella terra splendida deve essere di tutti. La voce che ripetutamente canta il desiderio di condivisione (“questa terra è stata creata per te e per me“) lascia intendere qualcosa di molto più ampio di un semplice messaggio d’amore tra due persone. È in realtà l’amore per l’umanità intera. Non solo per quella americana, ma anche per tutti quei popoli e quelle etnie che hanno cercato in America un sogno di vita e hanno contribuito a costruirla. Quel “per te e per me” della canzone è l’unione di un’intera comunità, fatta di differenze di etnia, di ceto e di cultura ma anche di intenti comuni.

Il socialista Woody

In due strofe, in particolare, Woody Guthrie si spinse verso un ideale socialista per il quale, pur da americano, non nascondeva di simpatizzare. Quelle due strofe furono scritte nella versione originaria del 1940, ma sparirono nella versione ufficiale del 1945 (poi comparvero di nuovo in una versione del 1972). È probabile che, nell’ottimismo della fine del conflitto mondiale, Guthrie decise di abbandonare la parte del testo più antagonista e privilegiò quella della speranza in una ricostruzione post-bellica aperta a tutti. In quelle due strofe, che la traduzione su Words & Music riporta per intero, Guthrie insisteva perché tutti avessero un lavoro (il riferimento è alle file fuori dagli uffici di collocamento). Inoltre criticava la forte privatizzazione in corso in America, intesa come limitazione del godimento di tanta bellezza a favore di pochi. Guthrie, infatti, faceva riferimento a un cartello appeso sopra un muro, sul quale era scritto “proprietà privata” sul fronte ma niente sul retro. Un vuoto da intendersi come disparità tra i limiti all’ingresso della proprietà e il nulla che invece viene elargito alla comunità da chi la possiede. Un messaggio universale per l’America dei poveri, dei derelitti, dei disoccupati, di tutti coloro che non hanno le stesse opportunità degli altri.

La versione di Springsteen

This Land Is Your Land è stata suonata in studio o dal vivo da una pletora di artisti di ogni epoca. Tra questi è significativo citare nomi che, più di tutti, hanno rappresentato gli eredi più diretti del grande “menestrello d’America”: Bob Dylan, Johnny Cash, Neil Young e Bruce Springsteen. Quest’ultimo, che ha anche partecipato ad alcune iniziative discografiche a tributo di Guthrie cantando altre canzoni, ha proposto This Land Is Your Land in concerto ben 113 volte, gran parte delle quali tra il 1980 e il 1985, quando ha elaborato pienamente la sua coscienza politica e sociale. Bruce ha eseguito la canzone solamente con chitarra acustica e armonica o, più spesso, in presenza della E Street Band (comunque in versione folk-rock).

La presentazione di Springsteen

Springsteen ha spesso anticipato la canzone con una breve presentazione. In quella che si può sentire sul cofanetto Live 1975/85 Bruce disse: “C’è un libro che ho appena preso, si intitola Woody Guthrie: A Life. È di un tizio che si chiama Joe Klein. È davvero un gran bel libro. E questa è… questa canzone fu originariamente scritta come una canzone arrabbiata, era una risposta a Irving Berlin che aveva appena pubblicato God Bless America. E… questa canzone fu scritta come risposta a quella canzone. E… in ogni caso questa è forse una delle più belle canzoni mai scritte…” In un’altra occasione Bruce disse: “Questa è una delle più grandi canzoni scritte sull’America… Ed era così grande perché va dritta al cuore della promessa sulla quale la nostra nazione si presume sia nata…

La risposta a Irving Berlin

A proposito della citazione di Springsteen, è confermato che This Land Is Your Land fu scritta da Woody Guthrie in risposta alla celebre God Bless America, scritta da Irving Berlin, peraltro nativo della Bielorussia, nel 1918 ma pubblicata solo nel 1938, agli albori della Seconda Guerra Mondiale. La canzone di Berlin, che condivideva con quella di Guthrie l’esaltazione della bellezza delle terre americane, era però molto più patriottica e, come si evince dal titolo, attribuiva all’America una grandezza che le veniva addirittura dalla benedizione di Dio. Guthrie, soprattutto nel suo testo originario del 1940, evitò la solennità quasi religiosa al sogno americano della canzone di Berlin e inserì i riferimenti alla protesta per un’America più giusta e solidale. Ancora oggi, mentre God Bless America rappresenta una sorta di “inno americano in pectore”, che spesso sostituisce l’ufficiale “The Star-Spangled Banner”, This Land Is Your Land rappresenta invece l’inno antagonista, quello del sostegno ai diritti dei meno fortunati.

Centinaia di versioni

This Land Is Your Land è stata suonata da tanti artisti e band che è forse impossibile enumerarne le versioni. Dal folk al country, dal gospel al rock, in tantissimi hanno voluto tributare a questo inno una propria interpretazione. Qui ricordo solo quelle di quattro dei principali eredi di Woody Guthrie. La sua versione madre è un classico folk suonato solo con la chitarra acustica ad accompagnare la voce arrabbiata dello storico menestrello. Mentre Guthrie la suonava con un tempo piuttosto sostenuto, Bob Dylan ne ripropose una versione simile ma molto più lenta. Inoltre Dylan aggiunse parti di armonica a bocca e una parte aggiuntiva e inedita del testo. Johnny Cash l’ha eseguita con l’ausilio di un ensemble di strumenti ad arco, variando spesso la tonalità e aggiungendo cori dal sapore country. Neil Young la eseguì insieme ai Crazy Horse e la pubblicò nell’album Americana. Partendo da una ritmica folk, Young aggiunse, oltre ai cori nel ritornello, una forte componente elettrica, tra riff country-rock e assoli distorti. Springsteen l’ha eseguita più volte con la E Street Band, ma l’intervento della sua storica band si limitava per lo più all’ultimo ritornello. Nella sua versione aveva anche introdotto un passaggio in accordo minore non presente nell’originale. Springsteen l’ha eseguita anche in un momento storico, che rimarrà negli annali della musica, ma anche della storia. Infatti, insieme al leggendario Pete Seeger e ad un monumentale coro gospel, il rocker del New Jersey l’ha intonata nel gennaio 2009, durante la cerimonia di insediamento dell’allora neo-Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama a Capitol Hill, Washington.

 

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Dario Migliorini

 

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