Tracks II, The Lost Albums è la raccolta di inediti di Bruce Springsteen, pubblicata a giugno 2025. Corredata da un monumentale cofanetto comprensivo di un dettagliato booklet, l’opera è composta da 7 album che includono 83 canzoni per lo più inedite. I lost albums raccolgono canzoni scritte e registrate dal 1983 al 2018. La raccolta è più corposa e più variegata della precedente Tracks (1998), formata da 4 album e 66 canzoni. Comprendendo canzoni registrate dal 1973 al 1995, Tracks è incentrato prevalentemente sulla produzione discografica di Springsteen con la E Street Band. Raccoglie brani pop-rock elettrici e acustici con pochissime deviazioni su altri generi. Inoltre, Tracks è una pura raccolta di outtakes escluse da album ufficiali. In Tracks II, The Lost Albums, invece, Springsteen ha coinvolto in misura più marginale i suoi storici musicisti, spaziando su molteplici generi musicali, spesso novità assolute per lui. Inoltre, Tracks II, The Lost Albums è, con l’eccezione delle L.A. Garage Sessions ’83 e di Perfect World, l’insieme di veri e propri album, concepiti già all’origine come tali, ma mai pubblicati.
Tracks II: l’annuncio del 3 aprile 2025
È stato Bruce stesso, con un video promozionale, a presentare l’opera. Dice Springsteen nel video: “Leggo spesso di me stesso come di uno che negli anni ’90 stava vivendo un periodo perso o roba del genere. E io stavo davvero, davvero lavorando tutto il tempo. Durante la pandemia quello che ho fatto in quel periodo è stato di completare tutto quello che avevo in cantiere. Perciò, questo è Tracks II. The Lost Albums sono dischi che erano dischi completi, alcuni di essi al punto di essere già mixati, ma non pubblicati. Per una ragione o per l’altra, sentivo che ad alcuni di essi mancasse qualcosa o che in quel momento non fossero del tutto completi“.
The Lost Albums: Bruce sperimenta
Bruce Springsteen è considerato uno dei massimi esponenti del classic rock, dell’heartland rock e del folk. Tuttavia, già nei suoi album ufficiali, specie con il nuovo millennio, ha notevolmente modificato il suo sound, cercando nuove sonorità. In realtà questo è già avvenuto dagli anni ’80, paradossalmente proprio quando ha pubblicato il suo album più tradizionale: Nebraska. La possibilità di registrare musica “domestica” portò l’artista a sperimentare qualcosa di diverso dai classici demo che servivano da base per lavorare in studio con la band. Drum machine, sovraincisioni, sintetizzatori, suoni campionati, loop digitali: alcuni di questi elementi ebbero come primo esito le L.A. Garage Sessions ’83, ma qualche anno dopo sfociarono anche in Tunnel Of Love, il primo album rock ufficiale di Springsteen inciso a ranghi ridotti, con lo stesso Bruce a fare da polistrumentista. La strada era tracciata.
Tracks II: un campionario di musica americana
La sperimentazione di Springsteen ha portato tante novità nel sound. Partendo dal folk “nebraskiano” si arriva al folk-western, con sconfinamenti nel mariachi messicano. Già nelle sessioni losangeline del 1983 Bruce sperimentò suoni psichedelici, new wave e post-punk, mai sentiti prima da lui. Le sessioni californiane del 1993, invece, portarono esperimenti di techno-pop con inserti di elettronica, loop e campionamenti digitali. Tornando a generi più tradizionali, se il rockabilly era già stato inciso in precedenza da Springsteen, il country puro, quello di banjo, fiddle e pedal steel guitar, è un’assoluta novità per lui. Anche l’approccio easy listening degli anni più recenti, con il pop orchestrale cantato nello stile dei crooners anni ’60, sorprende. Qualcosa di molto insolito, nonostante lo conoscessimo già da alcune canzoni di Western Stars. Infine, c’è persino una colonna sonora. Springsteen scrisse, intorno al 2004/2005, l’intera colonna sonora di un film che non uscì mai nelle sale. Faithless, è il risultato di questa ulteriore sperimentazione.
The Lost Albums: il Bruce cantautore
Delle 83 canzoni che formano il cofanetto Tracks II la stragrande maggioranza sono scritte e composte, musica e testi, da Bruce Springsteen. L’artista, che compare come musicista e cantante in tutte le canzoni, si conferma fine arrangiatore musicale ma soprattutto – e qui sta a mio parere il valore più grande della raccolta – grandissimo autore di testi. Il livello lirico è mediamente molto elevato e alcuni dei testi sono di una bellezza disarmante, davvero degni del miglior Springsteen, anche quando la musica che li accompagna sembra più leggera. Storia, vita di strada, rapporti di coppia, problemi sociali e ingiustizie civili: c’è davvero tanto nelle liriche di Bruce in Tracks II.
Una cover, due ispirazioni e tre brani scritti a quattro mani
Sono pochissimi i casi in cui composizione e/o liriche non provengono, in tutto o in parte, dalla penna di Bruce. L’unica cover di tutto il cofanetto è Poor Side Of Town, canzone scritta negli anni ’60 dal cantautore Johnny Rivers. Le tre canzoni che introducono l’album Perfect World sono state scritte da Springsteen con Joe Grushecky. I’m Not Sleeping e Idiot’s Delight vedono Springsteen autore della musica e Grushecky dei testi. Di Another Thin Line, invece, non si conosce con certezza l’apporto personale dei due autori. Ci sono poi due ispirazioni: Follow That Dream. e Johnny Bye Bye. Per la prima Springsteen ha preso la canzone resa celebre da Elvis Presley del 1962 e l’ha completamente riarrangiata, modificando anche gran parte del testo. Per la seconda Bruce ha preso in prestito (modificandolo) il titolo, oltre a un paio di versi, dalla canzone Bye Bye Johnny di Chuck Berry.
Tracks II: meno E Street Band
In mezzo a tanta sperimentazione e rivisitazione di generi musicali, il più classico E Street sound si limita a pochi momenti. Un paio di canzoni delle sessions dell’83 e i brani rockabilly inclusi in Somewhere North of Nashville ne sono esempi. Altri appartengono a Perfect World, in particolare i brani scritti a quattro mani con Grushecky e gli ultimissimi dell’album, che anticipano il sound prevalente di Letter to you. In realtà tutti i componenti della E Street Band, con l’esclusione di Vini Lopez e Jake Clemons, compaiono nei crediti della raccolta. Alcuni di loro, però, con ruoli davvero marginali. Del resto, la storica band è rimasta nel tempo il grande riferimento live, mentre è stata gradualmente ridimensionata nell’apporto in studio. È un dettaglio che emerge dai numeri inerenti i tanti musicisti coinvolti da Springsteen in Tracks II. Numeri che ho meticolosamente raccolto, album per album, canzone per canzone.
The Lost Albums: un esercito di musicisti
La grande varietà di generi musicali e l’eccezionale ampiezza cronologica hanno portato Springsteen a utilizzare l’apporto di 68 musicisti, se stesso compreso. In 5 canzoni Bruce suona in solitudine. Un numero che sale a 21, se includiamo anche quelle in cui gli unici apporti esterni sono quelli di Mike Batlan e Toby Scott. I due tecnici del suono hanno collaborato alla processazione delle percussioni elettroniche durante le sessions del 1983 e del 1993. D’altra parte, 50 dei 68 musicisti utilizzati da Springsteen non compaiono più di tre volte nei crediti. A volte sono sessionman di passaggio negli studi di Springsteen. Altre volte sono gruppi di musicisti impegnati in alcune particolari sessioni: le sezioni fiati e archi presenti in alcune canzoni orchestrali e i suonatori di mariachi nelle canzoni messicane. La canzone con più musicisti utilizzati è High Sierra (23), una delle due canzoni che utilizza una vera orchestra.
Tracks II: accreditamenti non sempre attendibili?
Tra gli accreditamenti “occasionali” di Tracks II, alcuni sono sorprendenti, soprattutto perché si tratta di componenti della E Street Band. Prima di entrare nel dettaglio, è doverosa una precisazione. Le canzoni County Fair e Unsatisfied Heart, nelle loro versioni incluse in Tracks II, sono ufficialmente accreditare soltanto a Springsteen e a Mike Batlan. In realtà è abbastanza confermato che le versioni delle due canzoni che sentiamo nelle L.A. Garage Sessions ’83 abbiano avuto il supporto di alcuni componenti della E Street Band. Nella scelta se attenermi ai crediti ufficiali o recepire le probabili partecipazioni non indicate, ho preferito questa seconda ipotesi. Perché? Sappiamo che, quando nella primavera del 1983 Springsteen tornò nel New Jersey, dopo la sua turbolenta permanenza a Los Angeles, portò in studio alcune canzoni da provare con la band. In quelle occasioni, probabilmente, vennero sovraincise parti ulteriori a quelle delle demo losangeline. Difficile pensare che, ad esempio, la complessità sonora di Unsatisfied Heart, per come la sentiamo nella raccolta, sia prodotta soltanto da quelle demo casalinghe. Probabile, dando credito ad alcuni siti specialistici, che Max Weinberg e Roy Bittan diedero il successivo loro contributo.
The Lost Albums: le sorprendenti “comparse”
Clarence Clemons e Steven Van Zandt sono accomunati dall’aver partecipato a una sola canzone, peraltro entrambi non al loro strumento principale (Clarence alle percussioni in Country Fair, Steve ai cori in You Lifted Me Up). Una volta sola ha partecipato anche una vecchia conoscenza della E Street Band, David Sancious, all’organo in Follow The Sun. Anche Tom Morello, leader dei Rage Against The Machine e chitarrista della E Street Band per una breve parentesi live, è stato coinvolto con la sua chitarra elettrica in Another Thin Line. Un caso particolare è Roy Bittan. Paradossalmente è il musicista della E Street Band più presente negli album ufficiali, avendo seguito Springsteen anche dopo il licenziamento della E Street Band nel 1989. Invece in Tracks II compare soltanto tre volte (County Fair, Unsatisfied Heart, I’m Not Sleeping). Come vedremo tra poco, è un apporto, quello di The Professor, inferiore a quello di due altri musicisti attivi su pianoforte e tastiere della E Street Band, ossia Danny Federici e Charles Giordano. Alcuni dei coristi che hanno suonato spesso con Bruce dal vivo (Curtis King Jr, Cindy Myzelle, Michelle Moore, Ada Dyer) compaiono occasionalmente in alcune canzoni. Ma altri vocalist, come vedremo, sono molto più presenti.
The Lost Albums: i più presenti
Venendo invece ai musicisti più utilizzati nella raccolta, il più presente in assoluto, non soltanto come co-produttore ma anche come musicista polistrumentista, è Ron Aniello. Che fosse in sala di registrazione al momento delle takes originarie o che intervenisse successivamente per aggiustamenti o sovraincisioni, Aniello partecipa a 41 delle 83 canzoni. Dopo di lui, in questo particolare elenco, entrano alcuni componenti della E Street Band. Max Weinberg è il batterista più presente (18 canzoni), seguito da quel Gary Mallaber (10 canzoni) che aveva già collaborato con Springsteen negli album Lucky Town e The Ghost Of Tom Joad, e Zachary Alford (5 canzoni), che lo aveva seguito nel tour internazionale del 1992/93. Sorprendentemente è terza per partecipazioni (17 canzoni) Soozie Tyrell, in parte con il violino, in parte nel ruolo di corista. Ai cori hanno avuto notevole spazio anche Patti Scialfa (13 canzoni) e Lisa Lowell (10 canzoni). Discretamente utilizzati anche Charlie Giordano (11 canzoni), Garry Tallent (10 canzoni) e Danny Federici (7 canzoni). Chiudono il gruppo di musicisti che avevano già collaborato con Springsteen, il chitarrista Shane Fontayne e il bassista Tommy Sims (4 canzoni), che insieme a Zach Alford erano parte della cosiddetta “other band” che aveva spalleggiato Bruce nel Tour 1992/93.
Tracks II: i musicisti esterni più presenti
Altri musicisti “esterni” al nucleo della E Street Band emergono con ruoli tutt’altro che marginali. Il primo è in realtà una vecchia conoscenza, facendo parte della sezione fiati che nel tempo ha preso il nome di Miami Horns e di E Street Horns. Curt Ramm è accreditato in 8 canzoni di Tracks II, suonando la tromba e il flicorno. Una seconda figura rilevante è quella di Marty Rifkin, che Bruce ha scelto come specialista sulla pedal steel guitar in ben 11 brani inclusi nel lost album Somewhere North Of Nashville. Quando però, anni dopo, tornò a essere richiesta la pedal steel guitar in alcune canzoni country incluse in Twilight Hours, Springsteen chiamò un altro eclettico dello strumento: Marc Muller (3 accreditamenti totali). Da notare, infine, che insieme a Garry Tallent e, in diverse occasioni, agli stessi Springsteen e Aniello, il basso è stato suonato 5 volte dal noto bassista americano Kaveh Rastegar.
The Lost Albums: i tecnici/musicisti
Tra chi è stato utilizzato in Tracks II ci sono anche casi piuttosto particolari. Toby Scott, l’ingegnere del suono che ha predisposto la casalinga sala di registrazione a Los Angeles nel 1993, si è occupato dell’elaborazione delle percussioni digitali in tre canzoni di quelle sessioni. Un altro storico tecnico del suono e produttore legato a Springsteen, Chuck Plotkin, suona i sintetizzatori in Janey Don’t You Lose Heart, nella versione country inclusa in Somewhere North Of Nashville. Un terzo tecnico, il citato Mike Batlan, è ormai divenuto celebre, essendo il fonico che ha aiutato Springsteen a registrare in modalità artigianale sia Nebraska (come si vede anche nel film Springsteen: Deliver Me From Nowhere), sia ben 15 brani delle L.A. Garage Sessions ’83. Altri accreditamenti particolari? Tra i vocalist compaiono anche Evan James e Sam Ryan Springsteen, due dei tre figli di Bruce, che partecipano ai cori di Where You Goin’, Where You From (da Faithless), come avevano fatto nella coeva All I’m Thinkin’ About, dall’album Devils & Dust.
Tracks II, The Lost Albums: la tracklist completa
Ecco qui di seguito la tracklist completa di Tracks II, The Lost Albums, suddivisa per album. Per ognuno dei 7 album e per ognuna delle 83 canzoni è possibile cliccare sul nome per leggere la recensione. All’interno della recensione delle canzoni sono presenti i link per leggere la traduzione e ascoltare la canzone. Buona lettura e buon ascolto.
LA Garage Sessions ’83
1) Follow That Dream
2) Don’t Back Down On Our Love
3) Little Girl Like You
4) Johnny Bye Bye
5) Sugarland
6) Seven Tears
7) Fugitive’s Dream
8) Black Mountain Ballad
9) Jim Deer
10) County Fair
11) My Hometown
12) One Love
13) Don’t Back Down
14) Richfield Whistle
15) The Klansman
16) Unsatisfied Heart
17) Shut Out the Light
18) Fugitive’s Dream (Ballad)
Streets Of Philadelphia Sessions
1) Blind Spot
2) Maybe I Don’t Know You
3) Something In The Well
4) Waiting On The End Of The World
5) The Little Things
6) We Fell Down
7) One Beautiful Morning
8) Between Heaven And Earth
9) Secret Garden
10) Farewell Party
Faithless
1) The Desert (Instrumental)
2) Where You Going, Where You From
3) Faithless
4) All God’s Children
5) A Prayer By The River (Instrumental)
6) God Sent You
7) Goin’ to California
8) The Western Sea (Instrumental)
9) My Master’s Hand
10) Let Me Ride
11) My Master’s Hand (Theme)
Somewhere North Of Nashville
1) Repo Man
2) Tiger Rose
3) Poor Side Of Town
4) Delivery Man
5) Under A Big Sky
6) Detail Man
7) Silver Mountain
8) Janey Don’t You Lose Heart
9) You’re Gonna Miss Me When I’m Gone
10) Stand On It
11) Blue Highway
12) Somewhere North of Nashville
Inyo
1) Inyo
2) Indian Town
3) Adelita
4) The Aztec Dance
5) The Lost Charro
6) Our Lady of Monroe
7) El Jardinero (Upon the Death of Ramona)
8) One False Move
9) Ciudad Juarez
10) When I Build My Beautiful House
Twilight Hours
1) Sunday Love
2) Late in the Evening
3) Two of Us
4) Lonely Town
5) September Kisses
6) Twilight Hours
7) I’ll Stand By You
8) High Sierra
9) Sunliner
10) Another You
11) Dinner at Eight
12) Follow The Sun
Perfect World
1) I’m Not Sleeping
2) Idiot’s Delight
3) Another Thin Line
4) The Great Depression
5) Blind Man
6) Rain in the River
7) If I Could Only Be Your Lover
8) Cutting Knife
9) You Lifted Me Up
10) Perfect World
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