Recensione Twilight Hours, brano di Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Twilight Hours è la sesta traccia dell’omonimo album, a sua volta il sesto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Si tratta anche di una delle canzoni più brevi in un album dalle canzoni mediamente molto lunghe. Sia per la lunghezza, sia per le sonorità, Twilight Hours è accostabile alla canzone che la precede nel disco: September Kisses. È anche, almeno all’inizio, la canzone dell’album che più richiama i suoni dello Springsteen più classico, tra bordo del rullante, pianoforte, chitarra acustica e organo. Poi, in realtà, come le altre canzoni amplia le sonorità verso un ensemble orchestrale. Le analogie con September Kisses, che riguardano anche le potenzialità da singolo di successo, non si allargano anche all’aspetto lirico. Infatti, a differenza della canzone citata, Twilight Hours torna ad avere un approccio più positivo all’amore e alla vita.

Twilight Hours: un amore forte e maturo

In effetti, dopo Two Of Us, Twilight Hours è il secondo brano con una situazione sentimentale positiva. In questa canzone Springsteen ci mostra due innamorati (come spesso, il narratore parla in prima persona alla donna amata) che vivono in questo amore maturo i loro giorni migliori. Siamo lontani dall’amore costruito su valori più profondi. Siamo soprattutto ben lontani dalle unioni che Bruce ha spesso accostato a problemi di lavoro, addirittura di sopravvivenza. È invece un amore molto impostato sulla vita sociale e sul bel vivere. I due, infatti, si danno appuntamento al tramonto e passano le serate insieme, arrivando testualmente a “chiudere i loro caffè preferiti“. Poi si salutano la mattina quando danno il benvenuto a un nuovo giorno. “Questo luogo e questo tempo sono nostri“, canta Bruce nell’esprimere l’importanza e la bellezza del vivere pienamente una relazione amorosa, senza calcoli e senza freni.

Twilight Hours: un contesto benestante

Nonostante nel testo non ci siano riferimenti espliciti, come invece avviene in altre canzoni del lost album, anche in Twilight Hours si percepisce che i protagonisti appartengano a un mondo relativamente benestante, quasi ovattato. Non si parla di necessità di lavorare, men che meno di difficoltà economiche. La coppia protagonista della canzone sembra vivere un amore certamente intenso, ma anche spensierato. Una leggerezza che si traduce nella libertà di fare le ore piccole, di non preoccuparsi del lavoro del giorno dopo, di stare svegli fino all’alba, magari anche facendo il carico di bevande alcoliche. Una parentesi singolare nella quale Springsteen si affranca dal marchio di working class hero, cantando di un ceto sociale per lui nuovo. Una sorpresa, se si considera che contestualmente Bruce stava scrivendo storie – quelle che entreranno in Western Stars –  ambientate in luoghi meno raffinati, con protagonisti più sfortunati e in situazioni più critiche.

Twilight Hours: un cenno di E Street sound

Twilight Hours è una ballata a ritmo moderato che, almeno in principio, ricorda alcune caratteristiche dell’E Street sound più acustico. La batteria di Max Weinberg parte battendo il rullante sul bordo e, insieme alla chitarra acustica che accompagna la ritmica, c’è un bel pianoforte. Soprattutto nelle prime battute si distingue anche il suono di un bellissimo organo Hammond (o almeno una tastiera che ne richiama i suoni). Poi nel crescendo sonoro della canzone torna l’approccio più orchestrale, con l’ingresso di violini e di altri strumenti da orchestra, sempre riprodotti con i sintetizzatori. Fa eccezione la tromba di Kurt Ramm che, insieme a una chitarra elettrica suonata sulle corde più basse in pieno stile Western Stars, svolge la parte solista. Molto interessante la parte di batteria: nel crescendo complessivo, Max Weinberg passa a battere sul rullante pieno, eseguendo una ritmica asimmetrica che dà carattere e intensità all’intera canzone.

Leggi la traduzione

 

Ascolta Twilight Hours

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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