Two Faces è l’ottava traccia dell’album Tunnel Of Love (1987) di Bruce Springsteen. La canzone fa parte di quel gruppo di brani dell’album con un riferimento autobiografico. Un riferimento in realtà non così esplicito nel testo della canzone, ma che emerge in una lettura più attuale, dopo che Springsteen ha rivelato ai suoi fan e al mondo i problemi che ha vissuto già dalla gioventù, in tema di depressione e di instabilità psichica. Semplice ballata con una struttura ritmica di chitarra acustica, ma arricchita poi di altre sonorità, Two Faces ha un testo molto scarno. La poche parole utilizzate da Springsteen, però, colgono il messaggio essenziale della canzone, come Bruce ha dimostrato di saper fare, passando dai testi fluenti e ricchi dei primi album a testi molto più ermetici. Two Faces è una delle tante canzoni di quell’album che Springsteen ha poi sostanzialmente dimenticato dal vivo.

L’ambiguità di chi perde la bussola

Two Faces è una canzone narrata in prima persona, nella quale il protagonista/narratore ammette il suo comportamento ambiguo, qualcosa che spiazza chi gli sta accanto e che provoca problemi nella coppia. Lui incontra una ragazza e le promette felicità, ma a distanza di tempo le cose vanno male e la ragazza soffre. Molto schiettamente, il protagonista riconosce la causa di tanto malessere nelle sue ambiguità, nel suo avere – appunto – due facce. In realtà non ci si trova in una situazione di crisi irreversibile, come invece in altri episodi di Tunnel Of Love (Brilliant Disguise e When You’re Alone). In Two Faces troviamo una coppia che vive alti e bassi, in base agli umori della componente maschile. Succede a volte che la ragazza mostri un bel sorriso ma, poi, l’umore nero dell’uomo porta nuvole grigie sulla loro relazione.

L’altro uomo

L’inciso concentra l’attenzione proprio su questa ambiguità. Una parte dell’uomo sorride, ma ce n’è un’altra che piange; una accoglie l’amore e rimane, l’altra invece lo rifiuta e dice addio. Lui stesso non capisce fino in fondo questa sua natura, ma ha la sensazione di essere un uomo non completo. “Un uomo a metà“, si definisce. Una controversia interiore che sfocia nelle ultime strofe, quando la parte buona di sé vede il suo alter ego quasi come fosse un’altra persona da sfidare. Quella seconda identità prova a portagli via la donna e il suo amore. Un’altra parte di sé che si insinua nella loro relazione, provando a screditare il buono che c’è nella coppia, dipingendolo come una grande menzogna. Lui prega di notte in ginocchio perché quel terzo soggetto se ne vada, ma quell’alter ego non è così facile da sconfiggere. Nella sua componente più ferma e positiva l’uomo vuole comunque provare a vincere quella battaglia, così alla fine dà alla sua donna un messaggio di buona volontà: “Beh andiamo avanti e lasciamo che lui – cioè l’alter ego – ci provi.”

Le facce di Bruce

La dimensione autobiografica di Two Faces non si evince in modo esplicito dal testo, ma si intuisce contestualizzando la canzone nell’ambito di un album che ha trovato ispirazione nella situazione sentimentale di Springsteen, a cavallo tra il suo primo matrimonio fallito e l’inizio della laision con Patti Scialfa. Le conferme arriveranno successivamente, quando in diverse occasioni Springsteen racconterà che anche nelle sue prime relazioni tra gli anni ’70 e i primi anni ’80 provava spesso la paura del legame troppo forte e duraturo. Di conseguenza era lui che scappava o che faceva scappare la partner. Ma, più in generale, saranno le confessioni di Bruce circa la sua incostanza psicologica, almeno in parte ereditata dal conclamato bipolarismo del padre Douglas, a confermare che alcune canzoni di Tunnel Of Love, tra cui Two Faces, sono ispirate anche da una profonda analisi di se stesso e della propria instabilità mentale.

Tra acustica, elettrica e elettronica

Come gran parte delle canzoni dell’album, anche Two Faces ha una base ritmica sostenuta dalla chitarra acustica, suonata con una pennata stoppata sulle corde basse. Dalla seconda strofa la canzone prende dinamica, con l’ingresso della batteria di Max Weinberg e del basso suonato dallo stesso Bruce. Rafforza la ritmica un ripetuto colpo di bacchette simulate dalla drum machine. Sempre dalla seconda strofa subentrano anche una chitarra elettrica, pizzicata in sottili riff che rafforzano la ritmica, e un tappeto di tastiera sintetizzata. Nell’inciso un ulteriore elemento di dinamica è fornito da un controcanto eseguito dallo stesso Springsteen, il quale poi impreziosisce la canzone con un breve assolo di chitarra, dai suoni colmi di effetti, e di un ulteriore assolo in chiusura, eseguito alla tastiera. Se si esclude la batteria, tutto il resto è suonato da Bruce.

Anche in acustica nel Tour di Devils & Dust

Two Faces è una delle tante canzoni dell’album Tunnel Of Love che Bruce Springsteen ha suonato dal vivo quasi esclusivamente nel corso del tour seguito al lancio del disco (1988). Delle 61 performance live del brano, infatti, 51 risalgono al Tunnel Of Love Express Tour, durante il quale la canzone è stata presentata in una versione full band molto simile a quella in studio. La canzone è rientrata poi per 10 volte nelle setlist del Devils & Dust Tour del 2005, quando Springsteen l’ha eseguita in versione acustica da one man band. Una versione solo chitarra e voce in cui Bruce ha sostituito l’assolo finale con un vocalizzo “ululato” sullo stile di I’m On Fire.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Two Faces di Bruce Springsteen?
  • Il bipolarismo del padre Douglas e i problemi mentali di Bruce. Come hai reagito nel conoscere questi profondi problemi di un uomo apparentemente forte e coerente?
  • La capacità di Bruce di esprimere argomenti così profondi in pochi versi. La tua opinione…
  • L’utilizzo di suoni sintetizzati e campionati. Come ti poni rispetto a queste scelte in Tunnel Of Love, rispetto al più classico sound rock di Bruce?

 

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Dario Migliorini

 

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