Under A Big Sky è la quinta traccia di Somewhere North Of Nashville, il quarto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. Al pari di Poor Side Of Town e di You’re Gonna Miss Me When I’m Gone, Under A Big Sky è una dolce e malinconica ballata country a tempo moderato, sorretta da una base ritmica standard e caratterizzata da un fine lavoro di arrangiamento e da una buona dinamica in crescendo. La voce profonda di Bruce canta di un uomo che sembra vivere nell’insoddisfazione e nel movimento, quasi una controfigura di se stesso. Under A Big Sky ha un’evidente legame con una canzone che conosceremo soltanto oltre un ventennio dopo: Chasin’ Wild Horses. Questo legame, insieme alla presenza di Somewhere North Of Nashville, può valere come doppia conferma sulla connessione tra il quarto lost album di Tracks II e l’album Western Stars del 2019.
Under A Big Sky: una piccola storia sotto un grande cielo
Il testo di Under A Big Sky parla di un uomo, il narratore, che anni addietro aveva lasciato la sua casa, gli amici e la donna a cui ora si rivolge nel testo. L’uomo si è rifugiato in zone solitarie, dove svolge un lavoro legato all’allevamento, nell’ambito di boschi e parchi naturali. Nel tran tran quotidiano di un lavoro che lo aliena e di pesanti bevute al bar, la sera il giovane uomo rimpiange la sua ragazza e desidera di averla ancora al suo fianco. Nello stesso tempo, però, consapevole della sua incostanza, immancabilmente fugge non soltanto da lei, ma da chiunque. Qualcosa che fa ancora al termine di questa storia, quando si isola nei canyon a inseguire animali randagi.
Under A Big Sky: un salto in avanti di vent’anni
Under A Big Sky si lega tantissimo a una canzone che Springsteen ha incluso, oltre vent’anni più tardi, nel suo album Western Stars. Chasin’ Wild Horses ha, infatti, notevoli punti in comune, quasi che Under A Big Sky sia stata ispirazione dell’altra. Un primo elemento di contatto è un verso che i due brani hanno in comune: entrambi i protagonisti lasciano la loro casa e i loro amici. Anche Chasin’ Wild Horses ha come protagonista un uomo che se n’è andato da tutto e tutti e che svolge un lavoro in una zona campagnola o forestale. Una zona che agevola la solitudine e un lavoro che lo mette a contatto di pochi colleghi. L’uomo di Chasin’ Wild Horses, come quello di Under A Big Sky, aveva una donna che ha lasciato per lo stesso motivo: la sua incapacità di trovare pace in una relazione duratura. Ancora… entrambi i protagonisti, pur avendo scelto di vivere in relativa solitudine, tuttavia rimpiangono fortemente la vita precedente e, in particolare, il rapporto con una donna che avevano amato. Ma sono ancora tante le analogie: il richiamo del trascorrere delle stagioni, la frequentazione dei bar come unico elemento di sfogo e, infine, l’eco che l’uomo sente quando urla nell’immensità della natura.
Under A Big Sky: suoni da Western Stars
Under A Big Sky è una ballata molto ordinaria ma ha una buona dinamica e, soprattutto, ottimi arrangiamenti in un ensemble di strumenti che si incrociano ed equilibrano con saggezza musicale. Mentre la base ritmica è sorretta da batteria, basso e chitarra acustica, a fornire il tema armonico pensano il pianoforte, l’organo Hammond e suoni di violini. Anche in questo caso è la pedal steel guitar che, nel momento in cui entra, sposta questo brano folk-rock verso il country. Suoni che ricordano decisamente alcuni episodi di Western Stars, come la title-track di quell’album, Drive Fast (The Stuntman) e la citata Chasin’ Wild Horses. Come per buona parte dell’album, anche in questo caso Springsteen non si serve di cori ma canta con il suo timbro più pieno e profondo, con toni dimessi e con quella voce tendenzialmente nasale che lo ha contraddistinto in quegli anni ’90.
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