Recensione Waiting On The End Of The World, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

Waiting On The End Of The World è la quarta traccia dell’album Streets Of Philadelphia Sessions, il secondo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Ballata pop-rock dall’armonia relativamente ordinaria, Waiting On The End Of The World presenta melodie molto orecchiabili. Per questo, non soltanto avrebbe avuto le potenzialità da singolo, ma sembra che sarebbe dovuta essere la title-track dell’ipotetico album, che invece fu archiviato. In ogni caso, che Springsteen la ritenesse degna di nota, lo si capisce dal fatto che la portò insieme a Secret Garden alla Hit Factory di New York per registrarla con la E Street Band quando convocò la sua storica band nel 1995. Di quelle take, che però non entrò nella tracklist delle Greatest Hits, ne esiste una versione disponibile sui canali online. Per la versione che compare in Tracks II, Bruce impostò con il batterista Zachary Alford e il bassista Tommy Simms, una base ritmica da ballata a tempo medio e vi costruì arrangiamenti in crescendo, sfruttando i sintetizzatori e ancora due chitarre. La prima, rotonda e colma di effetti, vede Fontayne arpeggiare ed eseguire eleganti riff. La seconda, suonata da Springsteen, è più distorta e subentra durante la canzone per riempire il sound con suoni lancinanti ed eseguire due assoli. In Waiting On The End Of The World, peraltro, Springsteen è accreditato anche alle percussioni.

La sorella di Blind Spot e di The Farewell Party

Waiting On The End Of The World ha una struttura ordinaria strofa/ritornello con un solo special a variare melodie e armonie. Nella sua durata relativamente breve trasporta un testo dalla metrica lineare. Una canzone che parla di un amore malato. Lo fa fin dal primo verso, come del resto Blind Spot, con cui condivide il senso generale e alcune parti di testo. Anche The Farewell Party, peraltro, prende un verso alle altre due canzoni citate. È un amore che, trascinato avanti forzatamente nella monotonia e nell’assuefazione, sta causando odio e sofferenza. Il primo è rappresentato dal sangue che scorre nelle vene dell’uomo, la seconda dalle lacrime che scendono copiose dagli occhi della donna. Così il bacio che si scambiano diventa mortale e i loro freddi abbracci portano al consumo e al decadimento. Eppure, nonostante questi segnali inequivocabili, i due continuano la loro relazione, come si intuisce dall’ultimo scena. La coppia si incontra in un corridoio e si inoltra in una festa a casa di amici, fingendo unione e benessere.

Waiting On The End Of The World: dalla fuga all’attesa

Il messaggio di questa storia amara ha un suo sunto nei due versi che chiudono la seconda strofa: “Tutto quello che so è che un giorno, tesoro, per amore tutti pagano.” Ancora un testo duro di Springsteen sulla coppia e sulle incertezze che si insinuano nella condivisione di sentimenti e abitudini. Difficile dire se queste liriche, come altre dell’album (compresa la stessa Streets Of Philadelphia), possano avere risvolti autobiografici. Lo stato della coppia è così negativo che sembrerebbe inverosimile un legame con le vicende di Springsteen in quei primi anni ’90. L’ipotesi è che questo testo si riferisca agli anni più delle relazioni di Bruce con altre donne, in particolare con l’ex moglie Julianne Phillips. In senso generale, infatti, una canzone come Brilliant Disguise, ha trattato lo stesso tema. Il verso finale di quest’ultima (“Dio abbia misericordia dell’uomo che dubita di ciò di cui è sicuro“) si adatterebbe benissimo a quelli di Waiting On The End Of The World. Da notare anche che, a proposito del legame della canzone con il testo di Blind Spot, cambia l’epilogo. In quella, il protagonista scappa, bruciando i ponti alle sue spalle. Qui, invece, l’uomo resta passivamente in attesa che qualcosa succeda. La fine del mondo, nella sua totale improbabilità di concretizzarsi ma nella sua eventuale gravità, porterebbe almeno alla fine dell’inutile agonia sentimentale.

Ascolta Waiting On The End Of The World (da Tracks II)

 

Ascolta Waiting On The End Of The World (con la E Street Band – 1995)

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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