Composta da Norman Whitfield e Barrett Strong nel 1969, War è una delle più classiche “anti-war songs” del periodo della contestazione giovanile e dei movimenti pacifisti contro la guerra in Vietnam. Pubblicata nello stesso anno dai Temptations, War raggiunse la testa delle classifiche l’anno successivo nella versione di Edwin Starr ma, nonostante questo, non divenne una canzone-simbolo di quell’era di protesta e di forte rivoluzione culturale. Resta però uno dei pochi esempi di impegno civile di un genere, il soul, che raramente aveva toccato temi di tale rilevanza socio-politica. War ha però avuto una seconda vita. Infatti, nella prima metà degli anni ’80, proprio mentre l’America stava riuscendo a lasciarsi alle spalle il peso della cocente sconfitta in Vietnam, due nuove versioni della canzone hanno ridato linfa a quel forte messaggio di rifiuto di ogni guerra. Una è il sinth-pop dei Frankie Goes To Hollywood, l’altra è il potente rock (live) di Bruce Springsteen & The E Street Band.

La tragica inutilità della guerra

Nel 1969 la guerra in Vietnam era al suo apice ed era ormai chiaro che gli Stati Uniti d’America stavano pagando un tributo troppo alto in termini di giovani vite, a fronte di un esito sempre più incerto. Non a caso l’allora neo-presidente Richard Nixon aveva iniziato una graduale passaggio dalla guerra di terra, combattuta dai giovani soldati al massacro, a una guerra d’aria, rafforzando le forze aeree. Il movimento pacifista di quegli anni indusse molti artisti a scrivere contro la guerra. Anche chi, come Edwin Starr e altri grandi nomi del soul, si era storicamente mantenuto su temi meno impegnati, in quell’epoca si sentì di denunciare quella escalation di morte e distruzione.

“La guerra è nemica di tutto il genere umano”

War venne pubblicata in quel periodo. Il suo testo denunciava senza mezzi termini l’inutilità e ancor più il dramma umano della guerra. Lo status di canzone-manifesto è confermato da parole di pura denuncia. Ogni singolo verso è così diretto da non richiedere alcuna interpretazione (leggi qui la traduzione). Anche la parola “War“, nell’ambito di un ritornello così ripetuto e urlato, implica la volontà di veicolare un messaggio forte e diretto, che doveva rimanere nelle orecchie e nel cervello di chi ascoltava. “Guerra, a cosa serve? Assolutamente a niente. Guerra, non fa altro che spezzare i cuori. Guerra, amica solo di chi la intraprende” (undertaker significa anche “seppellitore, becchino” ma la traduzione “chi intraprende” mi sembra più adatta). Messaggi inequivocabili, come altri passaggi forti del testo, specie quello che in chiusura si chiede se, per combattere per la propria libertà, non ci siano vie alternative alla guerra.

War rivive negli anni ’80

Il brano, come detto, allora ebbe un discreto successo ma non entrò nella storia della musica giovanile e della controcultura di allora, ingabbiato da tantissime altre canzoni che hanno affrontato lo stesso argomento. Basti pensare al successo senza tempo di inni pacifisti come la precedente Blowin’ In The Wind di Bob Dylan e la successiva Happy Xmas (War Is Over) di John Lennon. Eppure, evidentemente la canzone rimase nelle orecchie di chi allora l’aveva apprezzata. Uno di questi era il giovanissimo Bruce Springsteen, allora solo ventenne, che decise di riprenderla negli anni ’80, quando tornò ad affrontare argomenti sociali e politici, primo fra tutti quello della guerra. Un momento apparentemente anacronistico, se si considera che la guerra in Vietnam era finita da tempo e l’America stava lentamente abbracciando una fase di pace e di crescita economica. Ma proprio allora Springsteen, che è spesso andato in controtendenza nelle sue scelte tematiche e musicali, la volle proporre dal vivo (la eseguì ben 90 volte tra il 1985 e il 1988).

Il monologo di Springsteen

Una celebre versione registrata nel 1985 nel corso del Born In The U.S.A. Tour entrò nella tracklist del monumentale cofanetto Live 1975/85, accompagnata da una videoclip davvero efficace, che iniziava con la sequenza di un padre e un figlio seduti davanti al televisore durante un notiziario che aggiornava lo stato della guerra in Vietnam. Il video poi si chiudeva con la stessa sequenza, ma davanti al televisore era rimasto solo il padre, lasciando desumere che il figlio era nel frattempo stato arruolato nell’esercito e (forse) morto in battaglia. In quella versione live Springsteen presentò la canzone al pubblico con un monologo molto forte, soprattutto in merito all’attenzione che bisogna avere nel riporre troppa fiducia nei propri leader politici. Bruce disse: “Se siete cresciuti negli anni ’60, siete cresciuti con la guerra in TV ogni sera. Una guerra in cui i vostri amici erano coinvolti… e… voglio fare questa canzone stasera per tutti i giovani là fuori. Se siete nella vostra adolescenza… perché mi ricordo un sacco di miei amici… quando avevamo 17 o 18 anni, non avevamo molte opportunità di pensare a come ci sentivamo in merito a un sacco di cose. E… la prossima volta cercheranno voi, e vi serviranno molte informazioni per capire cosa vorrete fare. Perché nel 1985 la fiducia cieca nei vostri leader o in qualsiasi altra cosa vi ucciderà. Perché quello di cui sto parlando qui è GUERRA!

Le versioni originali di War

War ha fondamentalmente due versioni originali. La prima in assoluto è quella dei Temptations, ma anche quella di Edwin Starr fu di poco successiva. In comune le due versioni hanno molto, anche perché entrambe furono prodotto da Norman Whitfield, co-autore della canzone. Entrambe le versioni hanno nel ritornello una ritmica molto marcata a tempo di marcia, mentre le strofe sono al ritmo più ordinario cassa-rullante. Inoltre entambe hanno sonorità tipiche del soul, con una sezione fiati che marca ulteriormente gli stacchi delle percussioni nei ritornelli. Infine entrambe hanno un molto caratterizzante riff di chitarra elettrica nel ritornello. Ci sono però alcune differenze: mentre la versione di The Temptations inserisce una vorticosa chitarra funky nelle strofe e punta più marcatamente sull’ensemble vocale della band, la versione di Starr ha suoni più potenti, tendenti al rock più ruvido. Inoltre Starr gioca molto sulla sua vocalità e sull’istrionismo della sua personale interpretazione.

La nuova vita di War

Negli anni ’80 War ricevette nuova linfa da due quasi inattese versioni, peraltro praticamente coeve. Il celebre gruppo pop Frankie Goes To Hollywood inserì una rivisitazione del brano nel suo album d’esordio Welcome To The Pleasuredome del 1984. Una versione che si discosta molto dalle altre, intanto per la durata (oltre 6 minuti contro i 3 dell’originale), ma soprattutto per le sonorità. I FGTH rilessero la canzone in sonorità sinth-pop, privilegiando la ricerca di suoni e ritmiche (per gran parte riprodotte in campionatura) e riducendo il testo a richiami sporadici e diliuti, tra lunghe parti solo strumentali. Bruce Springsteen, invece, rispettò molto la struttura originaria della canzone, sia nel lato musicale sia in quello lirico. Gli stacchi dei ritornelli, le armonie e le melodie sono fondamentalmente le stesse della versione di Starr, ma Springsteen la eseguì dal vivo con un sound di potente rock, fatto di organi e di chitarre elettriche, oltre che ovviamente dell’energica spinta di un Max Weinberg sopra le righe. Rispetto alle vecchie versioni di The Temptations e di Edwin Starr, Springsteen inoltre volle un finale secco, al quale si arrivava con un notevole assolo di chitarra di Nils Lofgren ad accompagnare l’ultimo ritornello. Da notare anche che, se nelle versioni live del 1985 (quella ufficiale finì nel cofanetto Live 1975.85) la sezione fiati era sostiuita da un organo sintetizzato, nelle tante performance del 1988 la parte dei fiati fu eseguita da una vera sezione fiati, quella dei Miami Horns, in tour con la E Street Band.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci War di Withfield e Strong?
  • Delle quattro versioni che ho citato, quale ti piace di più?
  • Le canzoni-manifesto contro la guerra. Quali sono le tue preferite?
  • La fiducia cieca nei vostri leader o in qualsasi altra cosa vi ucciderà“. Una frase forte. Consa ne pensi?

 

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Dario Migliorini

 

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