We Fell Down è la sesta traccia dell’album Streets Of Philadelphia Sessions, il secondo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Nonostante Springsteen sia accreditato anche alla chitarra, la sensazione sonora è di una totale presenza di sintetizzatori. Questo rende molto particolare We Fell Down. Insieme all’elaborata batteria elettronica di Zachary Alford e al basso di Tommy Simms, Springsteen basa l’intero arrangiamento su due parti di sintetizzatori. Il primo, più solenne, fa da tappeto e detta l’armonia principale. Il secondo, più etereo, interviene nei ritornelli e in alcuni momenti solo strumentali, simulando cori celestiali. La sostanziale assenza di chitarre rende questo brano uno dei più elettronici e sintetizzati dell’intera carriera di Springsteen. Come tale We Fell Down è certamente invisa agli amanti del classic rock springsteeniano. Personalmente, pur apprezzando la canzone nel suo complesso, trovo fuori luogo la ritmica impostata dalla batteria. Una ritmica frenetica che poco si addice ai suoni eterei e ai significati della canzone. Una ritmica che ricorda quella dell’introduzione di Tunnel Of Love, title-track dell’omonimo album del 1987, nel cui contesto musicale e lirico sembrava decisamente più appropriata.
We Fell Down: incubi di caduta
Il suono celestiale della canzone, che potrebbe suggerire situazioni o almeno aspirazioni positive, in realtà viene associato da Springsteen alla lenta agonia di un amore. La canzone, in realtà, ha a che fare con qualcosa di onirico: c’è un sogno, ma è un sogno nefasto che si trasforma in dura realtà. In We Fell Down la voce narrante del protagonista racconta che ha sognato di sorprendere la propria donna rientrare in piena notte, vestita in modo non ordinario. Interrogata su dove era stata, la donna mente. In un’altra scena l’uomo guarda un album di fotografie nel quale, tra le tante belle foto, manca quella che raffigura loro due in coppia. Una coppia che si sta disgregando nel modo più lento e doloroso. La caduta, prima ancora che la definitiva separazione, rappresenta il passaggio dai cattivi presentimenti alla durezza della realtà. L’uomo, così, si sveglia e capisce che il sogno che lo aveva svegliato di notte era reale. Nell’ultima strofa lo ritroviamo ormai solo. Tutte le mattine va a lavorare e torna a casa la sera in una situazione di apatia. Un’alienazione non soltanto lavorativa, ma anche esistenziale. È tutto ciò che gli succede nell’assenza di lei.
We Fell Down: cielo e terra
Già dal titolo, We Fell Down richiama l’immagine della caduta dal cielo, simbolo del volo di un sogno, alla terra, che rappresenta l’impatto con la realtà più cruda. La canzone va letta in parallelo, ma in senso opposto, a un’altra canzone appartenente alle Streets Of Philadelphia Sessions: Between Heaven And Earth. Anche in quest’ultima abbiamo suoni eterei che accompagnano le vicende di una coppia. Anche qui c’è un contrasto tra cielo e terra, tra sogno e realtà. Ma mentre We Fell Down esprime il senso di caduta come la fine di una coppia, Between Heaven And Earth ci mostra una coppia che, pur nei problemi, riesce a trovare nell’amore la molla per continuare la relazione. Ci sono cuori e braccia che si uniscono, ali che volano. Un parallelo interessante: si parte da un elemento comune, coppie con problemi. In entrambe le canzoni c’è il verbo fall, cadere. Ma l’epilogo è diametralmente opposto. Distaccati da terra in un sogno reale e positivo quelli di Between Heaven And Earth, caduti rovinosamente a terra dal cielo quelli di We Fell Down.
Ascolta We Fell Down
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