When I Build My Beautiful House è la decima e ultima traccia dell’album Inyo, il quinto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. La costruzione di una casa, come elemento simbolico di luogo d’amore e di solidità, così centrale in When I Build My Beautiful House, è un tema che ricorre spesso nelle liriche di Springsteen. Questa ricorrenza è poi rafforzata in questa canzone dal fatto che il suo testo riprende una serie di versi che lo stesso Bruce ha usato (e userà successivamente) in altre canzoni. Si tratta, come vediamo di seguito nell’articolo, sia di brani che entreranno nei suoi album ufficiali, sia di canzoni che Bruce lascerà a lungo inedite, salvo infine inserirle in Tracks II. When I Build My Beautiful House ritorna a suoni folk, in cui alla chitarra acustica si affianca il violino di Soozie Tyrell.
When I Build My Beautiful House: un puzzle di versi
Il testo di When I Build My Beautiful House è effettivamente il puzzle di tanti versi che Springsteen ha usato in altre canzoni. Un processo comprensibile, se si considera la continua produzione di liriche che, in un periodo creativo così fertile, Bruce stava cercando di inserire in canzoni che lo convincessero per la definitiva pubblicazione. Così il verso “questa strada che percorro nell’ombra e nel dubbio” compare anche nella lost song Blue Highway (da Somewhere North Of Nashville) e in Leah (che entrerà in Devils & Dust). Nelle stesse canzoni compaiono anche i versi “quando costruirò la mia bella casa, la costruirò su quella collina rocciosa“. In Blue Highway, come in When I Build My Beautiful House, Bruce utilizza il verso “dove il dolore e i ricordi sono stati calmati“, che peraltro compare anche nella bellissima Across The Border (da The Ghost Of Tom Joad). In Blue Highway, poi, si leggono due ulteriori versi presenti anche in questa canzone: “Quaggiù, tesoro, niente dura, l’amore e le grandi dimore di pietra si trasformano in polvere e cenere“. La già citata Leah, successiva a When I Build My Beautiful House, “ruba” infine a quest’ultima anche i versi “cammino con un martello e una lanterna accesa, con uno costruisco e con l’altra brucio“.
When I Build My Beautiful House: la ricerca di sicurezza
Questa ricorrenza di versi ripetuti in più canzoni simboleggia la ricerca di Springsteen di un significato univoco. L’obiettivo è di costruire, pur con la fatica e tra dubbi e ombre, una casa che faccia da luogo stabile e sicuro per l’amore che vuole dare alla donna che ama. Il tema della costruzione di una casa dell’amore, che sarà così ricorrente in queste canzoni degli anni ’90 e dei primi anni 2000, in realtà risale già agli anni ’80. Una canzone in particolare, la molto significativa in termini autobiografici Cautious Man, esprime in un verso la ferma volontà a costruire una casa: “Nell’estate di S. Martino prese in sposa la sua giovane donna e con le sue stesse mani costruì una bella casa sulla riva del fiume“. Una canzone narrata in terza persona ma, senza ombra di dubbio, riferita dall’autore a se stesso. È lui l’uomo che ha impresse sulle nocche delle mani le parole love e fear (amore e paura). L’amore che sapeva di poter dare e la paura di non farcela, nella sua irrequietezza e nella sua incostanza. Cantava Springsteen: “Da solo in ginocchio nel buio, pregava perché trovasse stabilità. Sapeva che in un cuore irrequieto giacciono i semi del tradimento.” Essendo Cautious Man del 1987, quando Bruce stava iniziando la sua relazione con Patti Scialfa, è singolare ritrovarlo ancora impegnato nel comporre versi di edificazione di quella casa, quando il suo matrimonio con Patti e la costruzione di una bella famiglia sembravano mostrare che quell’obiettivo fosse già ampiamente raggiunto.
When I Build My Beautiful House: un bel finale folk
When I Build My Beautiful House è un ritorno di Springsteen al folk, in un album nel quale aveva imbevuto le canzoni di sonorità diverse, dalle armonie ottenute con sintetizzatori alle complessità dei suoni mariachi. Questa canzone è sorretta da una chitarra acustica, senza ritmiche percussive né ornamenti armonici di tastiere. A impreziosire il sound complessivo soltanto un tradizionale organo a pompa e, soprattutto, il violino di stampo folk-western di Soozie Tyrell. La violinista e corista della E Street Band è davvero convincente in questo contributo, come in The Lost Charro nello stesso album. Ed è proprio la “italiana” Soozie (americana, ma nata a Pisa perché figlia di un militare in servizio in Italia) ad affiancare Bruce nella sezione vocale della canzone con un semplice ma efficace controcanto.
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