Where You Goin’, Where You From è la seconda traccia dell’album Faithless, il terzo disco di Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Un album che in realtà è la colonna sonora di un film mai uscito nelle sale. Uno “spiritual western” di cui non si sa niente di più, se non che avrebbe dovuto essere girato intorno al 2004, che avrebbe dovuto intitolarsi proprio Faithless e che la produzione aveva commissionato la colonna sonora a Bruce Springsteen. Where You Goin’, Where You From sembra essere il perfetto seguito di The Desert, la prima traccia strumentale. Questo non soltanto perché la canzone inizia con un’intro le cui sonorità richiamano quelle della precedente, ma soprattutto perché nell’ambiente che in The Desert Springsteen ci va “vedere”, ora finalmente troviamo una figura umana. Un uomo che iniziamo a conoscere, soprattutto nelle sue intenzioni. Inoltre, Bruce ci chiarisce subito, nella musica come nel testo di Where You Goin’, Where You From, l’ambito su cui si sarebbe fondata la trama del film: un viandante in cerca della fede.
Where You Goin’, Where You From: un uomo in movimento
Il protagonista di Where You Goin’, Where You From (e del film fantasma) è dunque in viaggio. È un viaggio fisico, perché l’uomo vuole attraversare la tempesta per raggiungere il posto dove costruire la sua casa. In realta, è soprattutto un viaggio spirituale, perché la casa che intende costruire è il simbolo della sua fede. L’attraversamento della tempesta è, invece, il percorso per raggiungerla, tra tentazioni e difficoltà. Lo scopriamo dalle risposte che l’uomo dà a chi gli chiede – un altro viandante, Dio stesso? – da dove venga e dove stia andando. Nel titolo c’è l’essenza stessa del viaggio, un percorso che l’uomo sta compiendo da un punto di partenza a un punto di arrivo. Il punto di partenza è la vita senza fede. I riferimenti sono chiari: l’uomo è un bevitore di whisky, un pistolero dalle dita nere di polvere da sparo, una persona che ride senza sorridere. Soprattutto, è un uomo che vive nella costante compagnia del Demonio.
La resurrezione dal male
L’obiettivo, la casa oltre la tempesta, è la fede in Dio. È davvero essenziale la dicotomia morte-vita, ancora in metafora da intendersi non in senso fisico, ma in senso spirituale. È soltanto morendo che l’anima dell’uomo riuscirà a trovare la fede. Il fattore della morte spirituale emerge in modo distinto in due punti del testo. In primis c’è la sconfitta del male. Il Diavolo rimarrà nella testa dell’uomo fino a che resterà vivo in lui. Ma perché il Diavolo se ne vada, la sua stessa vecchia anima deve morire. Sembra di risentire Bruce che, in veste più laica, canta in Long Time Comin’: “Stanotte tornerò nudo come un neonato e seppellirò la mia vecchia anima.” Il tema torna alla fine del testo: quando l’uomo svela che lo aspetta un percorso tempestoso, ribadisce: “Passerò le mie giornate impegnato a morire e a rinascere“.
Where You Goin’, Where You From: Gesù e San Paolo
Sebbene nella canzone manchi il riferimento esplicito al deserto, che invece compare nella prima traccia dell’album, è evidente un riferimento evangelico al viaggio spirituale di Gesù Cristo nel deserto. Nel Vangelo, dopo essere stato battezzato da Giovanni Battista, Gesù si isolò e digiunò per quaranta giorni e quaranta notti nel deserto. Questa forte prova di fede era il modo per dimostrare a se stesso e al Padre di essere più forte delle tentazioni del Diavolo, che cercava di farlo cedere alla fame, alla vanagloria e all’adorazione di altri dei. Soltanto in quel modo Gesù poteva liberarsi della sua natura umana, mortale, peccaminosa per essere pienamente il figlio di Dio. È esattamente il messaggio che Bruce affida alla figura del suo protagonista: la tempesta delle tentazioni, la sconfitta del male, le virtù che portano alla fede. Il tutto nell’attraversamento del deserto, luogo simbolo del nulla apparente, dei pericoli invisibili, del silenzio spettrale. C’è un altro celebre viaggio religioso che portò alla fede: quello di San Paolo, che sulla via per Damasco ebbe la folgorazione verso il cristianesimo e la conseguente conversione dopo che, con il nome di Saulo, era stato un persecutore dei cristiani.
Anche in musica uno “spiritual western”
Il tema del pistolero, peccatore e alcolizzato, che vuole risorgere nella fede in Dio è perfettamente accompagnato da un brano musicale che fonde i suoni western, in particolare la steel guitar, con lo spiritual di origine afro-americana, rappresentato dai bellissimi cori. Sopra una base ritmica semplicissima, strutturata su un tamburello e un contrabbasso (quest’ultimo suonato da Ron Aniello), Springsteen lavora di cesello sulla steel guitar, che è lo strumento caratterizzante. L’altro elemento essenziale è la sezione cori. Una sezione molto particolare per due motivi. Intanto perché Bruce disegna le parti dei cori in modo molto originale. I cori, infatti, non sono perfettamente sovrapposti alla voce solista, né si alternano ad essa nel “botta e risposta” tipico del gospel. I cori qui si inseguono: entrano ed escono senza uno schema simmetrico e fanno diventare la canzone una preghiera spontanea, irrituale. L’altra particolarità di questa sezione vocale è data dalla sua line-up. Infatti, insieme alle immancabili Patti Scialfa, Lisa Lowell e Soozie Tyrell, sono accreditati Evan James e Sam Ryan Springsteen. I due figli della coppia Springsteen-Scialfa, che allora avevano circa 13 e 9 anni, prestano le loro voci bianche, nettamente distinguibili dalle voci adulte femminili.
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