Recensione With Every Wish, Bruce Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Human Touch | Recensioni

With Every Wish è la sesta traccia dell’album Human Touch di Bruce Springsteen, pubblicato nel 1992. In un album in cui prevale il pop-rock melodico, tra chitarre elettriche e sintetizzatori, With Every Wish è una delle rare occasioni acustiche. Infatti, pur in presenza di sintetizzatori, dominano un arpeggio di chitarra acustica, la tromba e le percussioni. Un sound di matrice folk con richiami jazz nel quale non trovano spazio nemmeno i cori, eppure così presenti nell’album. Sul lato musicale With Every Wish avrebbe potuto avere una migliore collocazione nel coevo Lucky Town. Ma è il tema della canzone ad aver convinto Springsteen a inserirla nella tracklist di Human Touch. Infatti, anche questo brano conferma il tema dominante dell’album, le sofferenze d’amore. Lo fa, però, con un perimetro che non si limita alla coppia, ma sconfina anche nelle problematiche esistenziali del protagonista/narratore. È, a mio parere, uno dei momenti più alti dell’album.

With Every Wish: sogni troppo grandi

Nonostante ci siano riferimenti alla situazione di coppia, With Every Wish (leggi qui la traduzione) parte da più lontano. Springsteen sembra voler toccare il tema dell’inseguimento di una realizzazione individuale. In particolare, subentra il rischio di fallimento dei desideri che un uomo culla. La canzone si struttura di tre parti, due delle quali rappresentano altrettanti sogni infranti. Nella prima Bruce racconta una piccola storia adolescenziale: un ragazzino sogna di pescare un grosso pesce, ma viene scaraventato in acqua dalla forza del pesce stesso. Una potenza evidentemente insostenibile per un ragazzino minuto e inesperto. L’aver desiderato qualcosa oltre le proprie possibilità lo ha visto sconfitto. Nella seconda strofa troviamo una coppia. Lei era bellissima e lui l’aveva orgogliosamente conquistata. Poi, però, la sua irrefrenabile gelosia nei confronti della donna aveva successivamente provocato la rottura tra i due.

I desideri e le maledizioni

In entrambi i casi la morale viene da una sorta di stornello: ogni desiderio porta con sé una maledizione. Un verso che diventa un aforisma dal significato universale. Le persone cullano grandi desideri: a volte sono alla portata, altre volte sono sogni irrealizzabili. Più questi desideri assomigliano a chimere, più il fallimento è dietro l’angolo. E quanto più forte è l’intensità di quel desiderio, tanto maggiore è il rischio di trovare un senso di maledizione nella sofferenza per quella sconfitta. Un primo immediato parallelo sorge spontaneo verso la bellissima The River. In effetti, oltre alla matrice acustica, With Every Wish condivide con la bellissima ballata del 1980 anche il senso di alcuni versi. “Ora quei ricordi ritornano per ossessionarmi, mi ossessionano come una maledizione. Un sogno che non si avvera è una bugia o è qualcosa di peggio?” Questo si chiedeva Springsteen in The River, dando voce alla disperazione del protagonista. Il verso che si ripete e che dà il titolo a With Every Wish torna su quella domanda. Si sogna, si desidera tanto qualcosa che, se non si avvera, è difficile da sopportare e da accettare.

I fiumi da attraversare

La terza e ultima strofa, nella sua straordinaria bellezza lirica, sembra cercare, se non addirittura trovare, una risposta. Springsteen torna sull’immagine di un fiume. Un fiume che diventa metafora della vita. Il protagonista ricorda tutti i fiumi che ha attraversato, ossia tutti i momenti della vita che ha vissuto. Ricorda anche quante volte sia passato da una riva all’altra, da quella che rappresenta il sogno a quella che simboleggia la sua realizzazione. Il problema è che oltre quest’ultima ci sono spesso foreste fitte e buie. Foreste che rappresentano metaforicamente i fallimenti, le maledizioni. Pur nella consapevolezza di questo, però, il protagonista decide di attraversare ancora quel fiume, perché il suo cuore ha ancora bisogno di bere dalle sue acque. Ha, cioè, ancora bisogno di nutrirsi d’amore, un amore che è rappresentato dall’uccello azzurro. È significativo che, in corrispondenza di questo nuovo tentativo, Springsteen lasci l’ultimo with every wish sospeso, senza chiudere il verso con il buio della maledizione.

With Every Wish: tra il folk e il jazz

With Every Wish è un brano di matrice folk con sonorità tendenti al jazz. Lo stampo folk è legato alla classica struttura di ballata, alle sequenze di accordi tradizionali e alla presenza di un costante arpeggio di chitarra acustica. I richiami jazz si legano prevalentemente alla ritmica sincopata e asimmetrica, alla costante presenza di una tromba muta e all’utilizzo del basso fretless (senza tasti) come strumento dedicato ai riff di ricamo, oltre che al puro ruolo ritmico. Per coprire questi ruoli, Springsteen ha portato in studio musicisti dedicati. Infatti, la batteria e le percussioni dumbeck, non sono suonate da Jeff Porcaro, presente nel resto dell’album, ma da Kurt Wortman, percussionista di provenienza jazz. Parimenti, il basso fretless non è suonato da Randy Jackson, ma dal compianto Doug Lunn, polistrumentista e compositore americano. Entrambi furono avvicinati a Springsteen da Mark Isham, trombettista jazz e compositore di musica da film, che nella canzone esegue riff alternati al canto e assoli dalla sublime bellezza.

Anche Bruce e Roy sublimano i suoni jazz

With Every Wish ha un sound davvero delicato, più elaborato rispetto ai più tradizionali arrangiamenti del folk springsteeniano. Lo stesso Bruce e il suo fedelissimo tastierista Roy Bittan, in effetti, adeguano la loro performance alla finezza dell’insieme strumentale. L’arpeggio chitarristico di Springsteen è di pura tecnica fingerpicking, mentre Roy Bittan disegna melodie eteree ai sintetizzatori. Così la canzone mostra un inedito jazz quintet che porta molto in alto il livello tecnico musicale e fa di With Every Wish, anche musicalmente, un brano tra i migliori dello Springsteen della seconda fase di carriera, quella che si è aperta con Tunnel Of Love e con il successivo addio alla E Street Band.

Trombe, fiumi e… presunti plagi

Benché le analogie si limitino ad alcuni aspetti, With Every Wish si accosta anche alla springsteeniana Meeting Across TheRiver. Sul lato lirico, anche in Meeting Across The River c’è l’attraversamento di un fiume come metaforica realizzazione di qualcosa. Nella bellissima canzone del 1975 erano due piccoli spacciatori che sognavano di fare la consegna della vita per diventare ricchi. Sul lato musicale le analogie sono evidenti. Il sound è molto simile, specie se si considerano le parti di tromba e di basso/contrabbasso. Meeting Across The River prevede una stupenda parte di pianoforte al posto dell’arpeggio di chitarra acustica. A proposito di questo arpeggio, With Every Wish, pur non essendo tra le canzoni più note di Springsteen, ha avuto un picco di notorietà. Infatti, in tanti tra web e social hanno fatto notare, urlando anche al plagio, che la canzone Un Guanto di Francesco De Gregori del 1996 ha un attacco musicale del tutto simile a With Every Wish. L’ipotesi di plagio si completa per il fatto che il finale strumentale di Un Guanto richiami molto quello di Thunder Road, gioiello di Springsteen.

Tira tu le conclusioni:

  • Conosci With Every Wish di Bruce Springsteen?
  • I paralleli con The River e Meeting Across The River, cosa ne pensi?
  • “Un sogno che non salverà è una bugia, una maledizione.” Qual è la tua opinione su questo?
  • Hai ascoltato Un Guanto di Francesco De Gregori? Cosa pensi dell’ipotesi di plagio?

 

ASCOLTA WITH EVERY WISH

 

Leggi anche: recensione Gloria’s Eyes, Bruce Springsteen

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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