Recensione You’re Gonna Miss Me When I’m Gone, B. Springsteen

di Dario Migliorini
Bruce Springsteen | Tracks 2 The Lost Albums

You’re Gonna Miss Me When I’m Gone è la nona traccia di Somewhere North Of Nashville, il quarto dei sette Lost Albums rientranti nella raccolta di inediti Tracks II di Bruce Springsteen. La canzone si affianca a Poor Side Of Town, Under A Big Sky e Somewhere North Of Nashville nel gruppo di ballate country a tempo moderato, in contrapposizione ai ritmi vorticosi e alle sonorità più robuste dei brani rockabilly. You’re Gonna Miss Me When I’m Gone è l’unica insieme alla title-track a essere stata scritta nel 2010, quindi circa quindici anni dopo le altre canzoni dell’album. In essa Springsteen torna a parlare di un amore in crisi, come si intuisce già dal titolo. È una relazione non ancora terminata, lui è ancora lì con lei, ma l’addio pare imminente. Una storia mesta, che Bruce canta con una voce meravigliosamente sofferente, sopra un pezzo country-folk che ricalca il solco tracciato da decenni di musica tradizionale. Un solco che, con You’re Gonna Miss Me When I’m Gone, Springsteen mostra di saper calpestare con una grande sensibilità nei discreti ma dinamici arrangiamenti musicali.

L’ultimo ballo, l’ultimo drink

La crisi nelle relazioni amorose è un tema che davvero ha trovato molto sfogo nella raccolta Tracks II. Già nei primi due lost album, ricavati dalle sessioni californiane dell’83 e del ’93, il tema era molto presente. Ed è un argomento che torna pesante nell’album Somewhere North Of Nashville. Succede nella title-track, ma anche nella scanzonata Tiger Rose e nelle più malinconiche Poor Side Of Town e Under A Big Sky. In You’re Gonna Miss Me When I’m Gone, dopo il titolo già molto indicativo (Ti mancherò quando non ci sarò più), arriva nel testo la conferma che la relazione tra il narratore e la donna che ama non è ancora finita. Lui non se n’è ancora andato, ma sa già che succederà. Così, in un ambiente crepuscolare la coppia balla l’ultima danza sopra una canzone che li aveva legati in passato. Arriva poi il momento dell’ultimo brindisi. Proprio allora l’uomo, nonostante sia consapevole dell’indipendenza della donna, che saprà presto voltare pagina, presagisce che lascerà un vuoto in lei. Succederà soprattutto nella notte, quando lei sarà sola nel letto sotto le coperte. È un estremo, forse vano, tentativo di ricongiunzione. Un testo breve ma intenso, che traghetta un notevole carico di malinconica emozione.

Dal folk al country

You’re Gonna Miss Me When I’m Gone parte con una chitarra acustica che accompagna il canto. È un approccio folk con una linea di canto che ricorda Mansion On The Hill da Nebraska e che pervade la prima strofa. Dalla seconda evolve in una country ballad piacevole all’ascolto, nonostante la sua tristezza. In essa, sopra una ritmica retta da batteria, basso e chitarra acustica, disegnano le armonie la pedal steel guitar di Marty Rifkin e il pianoforte suonato dallo stesso Springsteen. I due musicisti si alternano nei riff, ma questa volta Bruce assegna a se stesso, sopra i tasti bianco e avorio, la parte solista. L’artista torna a cantare con una voce profonda e dimessa. Nella sua interpretazione sembra quasi comparire la roca vibrazione, tipica di chi sta soffrendo e deve forzare la sua stessa voce per parlare. Poi, nel finale la voce solista è accompagnata da un fine controcanto, curato e interpretato della moglie di Bruce, Patti Scialfa.

Leggi la traduzione

 

Ascolta You’re Gonna Miss Me When I’m Gone

Dario Migliorini

 

Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

 

Condividi questo articolo

Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati