Dai Beatles ai Rolling Stones – l’Europa del Rock

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Dario Migliorini

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Il rock ha compiuto uno strano viaggio nella storia e nel tempo. Da tante culture sparse nel mondo la musica delle diverse tradizioni popolari è prima confluita in America per formare nuovi generi, nuovi suoni, nuovi significati. Del resto non potevano che essere gli Stati Uniti D’America a rappresentare la culla della nuova musica popolare. Era in quel nuovo mondo che nel frattempo erano arrivati immigrati e schiavi da ogni dove, portando la loro cultura e le loro tradizioni. Poi, grazie al costante dialogo tra i new comers e le loro terre d’origine e ai nuovi mezzi di comunicazione, il rock ha nuovamente attraversato l’Oceano Atlantico e ha riconquistato quel vecchio mondo dalle cui radici era nato. L’Europa del rock ha così preso forma.

LA BRITISH INVASION

Gli anni Sessanta hanno rappresentato il punto di svolta. Il rock entrò nelle case britanniche e arrivò a liberare il corpo e la mente della vecchia Europa. Così il Regno Unito ha sfornato alcuni tra i più grandi interpreti nella storia del rock, dai Beatles ai Rolling Stones, da Van Morrison agli U2, dai Deep Purple ai Led Zeppelin, dai Pink Floyd ai Queen, da David Bowie a Elton John, solo per citare alcuni dei più grandi. Non solo ma questo movimento generò un pesantissimo flusso di ritorno che prese un nome peculiare: la British Invasion. L’America scoprì che anche in Europa si sapeva suonare il rock e lo si faceva in forme per certi versi più innovative, anche perché meno radicate alle proprie origini. In questo senso forse l’Europa del Rock, forse ancora di più dell’America, seppe rinnovare il rock, trasformandolo in nuovi generi e nuove tendenze.

Qualcosa si muove anche in Italia

Anche l’Italia, che pur aveva dato tanto in quel viaggio di andata (donando non solo la grande tradizione classica, ma anche il mito della canzone melodica italiana), ricevette molto in ritorno dalle nuove influenze rock e folk, a cominciare dai primi anni Sessanta per arrivare ai tempi più recenti. Dapprima l’Italia importò il rock’n’roll americano degli anni Cinquanta con un decennio di ritardo, poi arrivò anche l’ondata pop inglese. L’Italia prima conobbe il caso peculiare di Lucio Battisti, che innovò profondamente la musica italiana, coniugando la canzone melodica con il rock e il blues d’oltreoceano. Poi arrivarono Vasco Rossi, Ligabue e Zucchero che sono solo i più grandi di una folta lista di rocker italiani. Ad essi si affiancarono i grandi cantautori (De Gregori, De André e Dalla, solo per citarne alcuni) che hanno unito la tradizione della canzone italiana, le influenze delle sonorità mediterranee e l’ondata di ritorno del folk americano per costruire nuovi generi e nuovi messaggi.

A VOI L’EUROPA DEL ROCK

Ecco facilmente spiegato il motivo di una sezione L’Europa del Rock, condita anche di folk e di blues. Anche se con una frequenza minore (ammetto la mia particolare passione per la musica americana e per i suoi temi più classici – il viaggio, la scoperta, gli spazi, le migrazioni, il melting pot di culture), ma non per minore importanza, le Perle del mio blog abbracceranno anche alcuni dei più bei brani dell’Europa del Rock, canzoni entrate nella storia e nel costume delle generazioni tra gli anni Sessanta e la fine del Novecento.

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Dai Beatles ai Rolling Stones – l’Europa del Rock

Scritto da Dario Migliorini

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome
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Gen 12, 2021

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