Rosalita (Come Out Tonight), Bruce Springsteen

Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

Rosalita (Come Out Tonight) è una canzone-simbolo di Bruce Springsteen. Il motivo? Una delle caratteristiche peculiari del rocker del New Jersey è l’energia sovrumana che ha sempre sprigionato nelle sue performance dal vivo. I suoi concerti sono diventati nel tempo maratone rock di festa e di condivisione collettiva. Dovendo cercare una canzone che più di ogni altra simboleggi la capacità di Springsteen di mettere anima e corpo, musica e sudore sul palco al servizio dei suoi fans, bene… quella canzone non può che essere Rosalita (Come Out Tonight), la penultima traccia del secondo album, The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle. Rosalita, pezzo già lungo e coinvolgente nella sua versione in studio, è diventata una vera e propria esplosione di rock in concerto, con durate che potevano superare i dieci minuti, mentre il pubblico nelle arene e negli stadi di tutto il mondo viveva l’apice del rito collettivo.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Il testo di Rosalita (Come Out Tonight) ha certamente un’ispirazione autobiografica, non solo per le scorrazzate notturne che il protagonista e i suoi amici compiono “da qualche parte tra le paludi del New Jersey”, ma soprattutto perché il ragazzo promette alla sua amata Rosalita il rock come futuro di vita. Lo può fare perché suona in una rock band e “perché una casa discografica mi ha appena dato un grosso anticipo”. Proprio quello che è successo a Bruce Springsteen in quel strabordante 1973. In pieno scontro generazionale, Rosalita è tenuta sotto chiave dai suoi genitori e il protagonista le si propone come colui che arriva a liberarla. È una dura battaglia, però: la madre si tiene stretta la ragazza e non vuole cacciarla tra la braccia di un rocker, il padre sa che lui è povero in canna e che non ha nessuna possibilità di dare un futuro a sua figlia. Ma c’è una promessa, e questa promessa si chiama rock’n’roll.

I VINCENTI USANO LA PORTA

I versi dell’intermezzo prima del finale entrano di diritto come pilastro nella discografia di Bruce Springsteen. Troppo inebriante pensare a quella promessa e al fatto che chi la canta ce l’abbia fatta davvero. Ma Rosalita (Come Out Tonight) ha altri momenti importanti dal punto di vista lirico. I versi a chiusura della seconda strofa, ad esempio, esprimono l’importanza di provare a raggiungere qualcosa e diventano una sorta di aforisma che i sostenitori di Bruce Springsteen considerano legge: “Le finestre sono per gli imbroglioni, i comignoli per i poveri, i gabinetti per gli impiccati, ma i vincenti usano le porte.” Una parola, winners, che tornerà prepotente in Thunder Road, altra pietra miliare di Bruce. Sarebbe davvero riduttivo considerare Rosalita solo come una festa rock da palco, ma è giusto riconoscerle anche lo spazio che merita nella mastodontica produzione lirica di Springsteen.

I fantasiosi personaggi di Bruce Springsteen

Rosalita (Come Out Tonight) è anche uno dei brani, insieme a Spirit In The Night, in cui appaiono più numerosi i personaggi generati dalla fervida immaginazione di Bruce Springsteen. Nomi fantasiosi come Little Dynamite (Piccolo Dinamite), Little Gun (Piccola Pistola), Jack The Rabbit (Jack il Coniglio), Weak Knee Willie (Willie dal Ginocchio Debole), Sloppy Sue (Sue la Sciatta) e Big Bones Billy (Billy dalle Ossa Grandi) sono alcuni tra i mitici personaggi usciti dalla penna dell’allora “futuro del rock’n’roll”. Considerando alcuni riferimenti specifici (ad esempio il fatto che salteranno la scuola per stare fuori tutta la notte), Rosalita (Come Out Tonight) rappresenta, insieme ad altri brani come Growin’ Up e Spirit In The Night, una delle canzoni giovanili di Bruce Springsteen più legate alla sua adolescenza nella cittadina di Freehold, New Jersey e alla sua voglia di ribellarsi alla monotona vita di provincia.

LA CANZONE – MUSICA E ARRANGIAMENTI

Rosalita (Come Out Tonight) è un rock intenso, tempo veloce, con richiami di musica ispanica in collegamento all’origine della protagonista. Il New Jersey, del resto, è uno degli Stati americani a maggiore presenza ispanica, in particolare cubani e portoricani. Il ritmo cambia spesso intensità, ha numerosi stacchi e rullate, con Vini Lopez (poi Max Weinberg dal vivo) e Garry Tallent a fare gli straordinari. Il ritmo si mantiene su livelli elevatissimi, se si eccettua il break prima della strofa finale, che poi coincide con il momento essenziale di tutto il brano. Emerge in tutta la sua esuberanza Clarence Clemons con il suo sassofono. Rosalita (Come Out Tonight) è una delle prime canzoni, insieme a Kitty’s Back, in cui il sassofono assume un ruolo dominante. Non è un caso che, nelle esibizioni dal vivo degli anni a venire, Clemons formerà, soprattutto in questo brano, una coppia inossidabile con lo stesso Springsteen. Non c’è dubbio che il celebre Big Man debba una parte non indifferente della sua figura leggendaria a questa canzone.

Curiosità

Nel corso di diverse tournée, fino agli anni ’80, Rosalita ha rappresentato l’occasione per presentare la E Street Band. È anche da quelle sprizzanti presentazioni che abbiamo appreso aneddoti particolari sulla band. Roy Bittan divenne The Professor, Max Weinberg il supereroe Mighty Max, Danny Federici The Phantom (per la sua abitudine di sparire durante i primi concerti nei piccoli club, quando a bordo palco compariva la polizia). Esilaranti divennero le presentazioni di Clarence Clemons che, data la stazza fisica, veniva spesso dipinto come un pugile all’angolo del ring pronto a iniziare un combattimento.

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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