Roulette, Bruce Springsteen

Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

Roulette è una canzone scritta da Bruce Springsteen nel 1979, in seguito all’incidente nucleare di Three Miles Island, isola fluviale sul fiume Susquehanna in Pennsylvania. L’incidente, avvenuto nel marzo del 1979, comportò lo sfollamento di tanta gente che viveva nei dintorni dell’area. Fu nel successivo autunno che Roulette vide la luce. In settembre Bruce era stato invitato da Jackson Browne ad aggregarsi al progetto MUSE (Music United for Safe Energy), che diede vita ai celebri concerti No Nukes al Madison Square Garden di New York. Risale a quel periodo di sviluppo della coscienza politica di Bruce una delle canzoni non solo più rabbiose e dure per il suo significato, ma anche più belle e complesse sul lato musicale. Lungi dall’essere un brano minore, Roulette tuttavia non rientrò in The River del 1980, ma dovette aspettare il 1988 per essere pubblicata come B-Side di One Step Up e, successivamente in Tracks, cofanetto di inediti del 1998.

UNA FAMIGLIA IN FUGA

Roulette racconta la fuga repentina di una famiglia in seguito all’incidente nucleare di Three Miles Island. La vicenda è raccontata in prima persona e questo contribuisce a dare alla narrazione toni ancora più forti sopra un testo già potente. A rievocare quei momenti drammatici è il padre di famiglia, un vigile del fuoco onesto e volitivo che si vede costretto a scappare, abbandonando la sua casa, i luoghi dei suoi ricordi e i suoi averi, per salvare se stesso e la sua famiglia dal pericolo di contaminazione radioattiva. Nel caos della fuga, in presenza di una minaccia così silenziosa ma pericolosa, l’uomo viene preso dalla collera perché ritiene che qualcuno stia giocando con la vita della gente.

Il duro attacco alle istituzioni

Nel tiratissimo ritornello il protagonista si rivolge ferocemente alle istituzioni, accusandole di giocare alla roulette russa, caricando le pistole, ma puntandole alla teste della gente. Springsteen canta con voce roca e tagliente, con una potenza e una rabbia che raggiunge i massimi assoluti di carriera. Dunque Bruce non si limita a farci vedere la famiglia che scappa, ma prende, nel tramite del padre/marito a cui dà voce, una posizione fortemente antagonista verso il potere stabilito, che sembra giocare con la vita della popolazione. “Penso di avere l’idea corretta del gioco a cui stai giocando. Roulette, questo è il nome.” Una rabbia che diventa ancora più feroce perché tocca la sua famiglia: “Roulette, stai giocando con la mia vita… con i miei bambini e mia moglie… ogni giorno la posta si fa più grande… un altro dito sul grilletto.”

Un passato senza futuro

Nella seconda strofa l’uomo torna davanti alla sua casa, ma non può ancora accedervi a causa dei divieti. Di conseguenza non può riprendere il possesso delle sue cose. Non gli resta che ricordare la sua vita di lavoro e il poco che gli restituiva quella città. Quel poco, però, era sufficiente per mantenere una famiglia e per sentirsi un minimo realizzato. Ora si sente derubato. Così, in un terzo piano temporale, lo ritroviamo inseguito dalla polizia e perseguito dalla legge. Forse l’uomo ha rotto i sigilli per tornare nella casa oppure ha cercato vendetta. Più probabilmente si è trovato costretto a delinquere per nutrire se stesso e la sua famiglia e ora è braccato da quelle stesse istituzioni da cui si sente imbrogliato. La polizia lo insegue, lo arresta ma lui scappa. Non sa dove andare, non ha nessuno di cui fidarsi. Continua a pensare che anche chi dice di volerlo aiutare in realtà sia complice di quel gioco al massacro.

LA RABBIA IN MUSICA

Springsteen, musicista abilissimo nel costruire su misura arrangiamenti rispetto al messaggio traghettato dalle sue canzoni, riesce a rendere l’angoscia e la rabbia insiti in questa storia con uno dei pezzi rock più tirati della sua discografia, una sorta di proiettile che, al posto della polvere da sparo, è attivato da acidità frammista ad adrenalina. Roulette è anche una canzone tra le più difficili e complesse, di quelle che testimoniano quanto la E Street Band sia un gruppo di meravigliosi musicisti. Tutto, dall’immensa base ritmica alle partiture di tastiere e pianoforte, dal vorticoso lavorio delle chitarre alla splendida performance vocale di Springsteen e Steve Van Zandt, contribuisce a rendere Roulette una delle punte musicali più elevate nella storia della band. Bruce esegue una performance vocale strabiliante. Dalla strofa su toni bassi e apparentemente cauti passa a un inciso rabbioso, nel quale la sua voce ruvida e aggressiva accompagna un testo dalla metrica strettissima, che esprime insieme la frenesia del momento della fuga e il rancore che monta nelle budella del protagonista. Poi arriva il ritornello, nel quale l’accoppiata Springsteen/Van Zandt lancia, dura e acuminata, l’accusa al potere stabilito. Merita una citazione particolare Mighty Max Weinberg. Le sue rullate su tom e timpano in apertura e chiusura di canzone e la potenza unita alla precisione in tutta la canzone sono il simbolo assoluto della sua forza, della sua classe e della sua dedizione alla causa.

Curiosità

Roulette fu uno dei primi brani registrato da Springsteen durante delle sessioni di The River, ma non rientrò nella tracklist definitiva del doppio disco del 1980. Bruce la escluse perché non la ritenne in linea con il tema principale del disco. In realtà la canzone vede come protagonista un uomo con la sua famiglia e in questo si avvicina ad altre canzoni di The River. Tuttavia l’album tratta prevalentemente dei legami che si formano all’interno di una coppia, dal momento in cui si forma ai momenti successivi della formazione di una famiglia e delle frequenti crisi. Non mancano, infatti, episodi in cui questi legami si rompono, anche a causa della pressione esercitata su di essi dalle difficoltà economiche e dagli ostacoli sociali. Roulette invece vira decisamente verso l’aggressività di un uomo verso la società che lo mette all’angolo.

 

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Roulette, Bruce Springsteen

Scritto da Dario Migliorini

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome
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Set 9, 2021

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2 Commenti

  1. Giuseppe

    Altro Brano di cui avevo rimosso l’ esistza 🤔🤔

    Altro Brano di cui avevo rimosso l esistenza 😬😬invece molto bello e riferito ad un episodio che neanche conoscevo. La grande capacità di Dario Migliorini di rendere di godibile la lettura di una Recensione Complessa, Minuziosa e ricca di Dettagli, vedi la nota su
    Max, mi hanno indotto a riscoprire brano ed episodio. Tutto molto interessante, la musicalità del brano mi ricorda molto Restless Nigths.
    Perfette come sempre, mi aspetto la pubblicazione della Raccolta di queste Perle, sarà sicuramente un successo letterario. Grande Dario👏👏👏👏👏👏👏👏

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    • Dario Migliorini

      Caro Giuseppe, ti ringrazio. Chissà se arriverà mai la raccolta delle Perle. Sarebbe un’opera ciclopica data la dimensione della discografia di Bruce.

      Rispondi

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