Home » Blog Le Perle » Bruce Springsteen » The River » Sherry Darling, Bruce Springsteen

Sherry Darling, Bruce Springsteen

Aggiornato il 19 Ago, 2022 | Words and Music |
Sherry Darling

La musica di Bruce Springsteen ha tante anime. Richiama il primo rock’n’roll, si rivolge al folk, a volte tocca l’hard rock, schiaccia l’occhiolino al blues, al country e al gospel, abbraccia il pop-rock più melodico. In The River, il monumentale album del 1980, nell’omaggiare il grande fiume della musica popolare americana, Bruce torna perfino a quel rock leggero e ballabile in voga con il doo wap negli anni Cinquanta. Sherry Darling, seconda traccia dal ritmo coinvolgente e la melodia scanzonata, è una delle canzoni più divertenti e ballabili dell’intera discografia di Springsteen. Suonata in studio ma registrata alla presenza di una piccola venue, Sherry Darling diventa, con questo accorgimento, una canzone che invoglia al ballo, al canto e all’incrocio di boccali di birra. Anche il testo di Sherry Darling è divertente, eppure anche in essa non mancano le ambientazioni, le problematiche e le amarezze tipiche della working class.

NEW YORK, SECONDI ANNI ‘70

Nonostante sia stata pubblicata nel 1980, Sherry Darling (leggi la traduzione qui) è stata scritta nel 1977 e più volte incisa, nonché suonata dal vivo, nel corso del Darkness Tour. In quegli anni l’America stava vivendo una recessione economica pesante, tra i riflessi dello scandalo Watergate e le crisi energetiche e petrolifere. New York, non solo nelle periferie, ma anche in molte zone di Manhattan, era l’emblema della città povera e sporca, nella quale il lavoro mancava e la malavita imperava. In questa situazione, nel bel mezzo della calda estate, si trova ad affrontare la vita un giovane uomo che sogna le ragazze in spiaggia, ma è trattenuto nella centralissima 53° Strada, con il sole cocente che batte sul tettuccio nero della sua auto.

LEGGI ANCHE: INCIDENT ON 57TH STREET

 

Il pacchetto completo

Al di là dei miraggi estivi, che prendono la forma di belle ragazze al sole, in realtà il giovane protagonista è fidanzato e dice di essere innamorato sinceramente della sua Sherry, con la quale vuole spassarsela in spiaggia e godere della loro gioventù. Questa sua esuberanza è però tarpata dalla situazione familiare di Sherry, la cui madre è una di quelle donne di mezza età, decisamente sovrappeso, che continuano a parlare dai sedili posteriori dell’auto. Il ragazzo, già accaldato e giù di giri, non sopporta più lo stillicidio di parole e di lamentele della donna e, rivolgendosi a Sherry, le parla chiaro. Lui la ama ma non è più disponibile a prendersi il pacchetto completo. Alla prossima discussione, lui scaricherà la signora e la farà tornare a casa a piedi.

Il ceto proletario

Come in altre canzoni più drammatiche, anche in una canzone apparentemente più leggera come Sherry Darling, Bruce sfrutta appieno la sua capacità descrittiva, al punto che sembra di vedere le scene che descrive, come se fossero estratte da un film. I dettagli riportati da Springsteen ci aiutano a inquadrare la scena. C’è una donna con i piedi enormi, immagine che ci porta a vedere una figura di larga corporatura. Possiamo anche immaginare che la donna sia fradicia di sudore e si lamenti spesso del caldo e della fatica, aggravati dal suo peso. Bruce inoltre ci dà due indizi importanti sul ceto di provenienza dei protagonisti, ossia la classe lavoratrice più umile. Intanto la ragazza e sua madre vivono in un ghetto. Inoltre il fatto stesso che la madre di Sherry debba essere accompagnata ogni lunedì all’ufficio di collocamento ci suggerisce una situazione di disoccupazione o di lavoro precario.

La reazione esuberante

Springsteen, così, con pochi versi riesce a inserire anche in una canzone divertente come Sherry Darling cenni di quelle problematiche sociali che permeano tutto l’album The River. Mentre però in altre canzoni dell’album, come Jackson Cage e The Price You Pay, la situazione è affrontata nella sua gravità e le coppie sembrano imbattersi in destini avversi, in Sherry Darling prevale la voglia di reagire, di riscattarsi. Nell’inciso prima del finale il ragazzo stimola la sua Sherry a prendersi in mano la vita: “Che ci sia il sole, che ci sia la pioggia, che i cuori spezzati tornino ad amare. Sherry, possiamo correre con le braccia aperte prima che arrivi la marea.” Gli ingredienti sono della buona birra, un’automobile su un’autostrada libera e l’amore reciproco. Anche le ragazze chiuse nei collegi religiosi e gli addetti alla manutenzione del Central Park sono chiamati in gioco in questa esuberante reazione di vita.

LEGGI ANCHE: NEW YORK CITY SERENADE

 

MUSICA DA FESTA SCOLASTICA

Insieme a Hungry Heart e a I Wanna Marry You, Sherry Darling è la canzone tratta da The River che più guarda indietro agli Anni ’50, quando un pop melodico, spesso accompagnato da coretti doo wap, si faceva largo nei locali di musica dal vivo, nelle balere e nelle feste scolastiche. Springsteen ha chiesto a Max Weinberg e a Garry Tallent di impostare una ritmica rock a base di rumba veloce e sopra di essa ha voluto parti di pianoforte e chitarra che vanno a rafforzare ulteriormente l’impatto ritmico. La canzone è strutturata con due strofe e due ritornelli che poi lasciano spazio al doppio assolo, prima di sassofono e poi di chitarra. L’inciso che segue porta alla melodia del ritornello che chiude il cantato. In chiusura, poi, Springsteen ha voluto un nuovo lungo assolo di Clarence Clemons che, pensato per le esibizioni live, ha consentito a lui e al pubblico di dare vita a un ballo collettivo. Come già anticipato, Bruce ha anche invitato in studio un gruppo di persone incaricate, insieme ai componenti della band, di fare rumore, cantando, urlando e applaudendo. L’effetto è particolare, perché la canzone è suonata con la precisione della registrazione in studio ma con la presenza di un pubblico arrembante e festoso.

Curiosità

Sherry Darling, come altre canzoni estratte da The River, fu suonata dal vivo spesso nel corso del The River Tour, ma anche in diverse date del precedente Darkness Tour. Una delle più celebri apparizioni risale al 1979 nei celebri concerti No Nukes, tenutisi al Madison Square Garden di New York, contro l’uso dell’energia nucleare. Dopo essere apparsa ancora numerose volte nel Born In The USA Tour, Sherry Darling ebbe solo apparizioni sporadiche nelle successive setlist dei concerti di Springsteen e della E Street Band, salvo poi tornare prepotentemente in occasione del The River Tour 2016. Ne sono state proposte delle cover, tra cui quella dell’italiana Elena D’Andrea, che ha riportato Sherry Darling alle sue radici doo wap. L’attore Robert Downey Jr l’ha inoltre cantata durante una puntata della serie televisiva Ally McBeal.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Sherry Darling e la sua coinvolgente euforia?
  • Sei mai stato/a a New York, tra il traffico di Manhattan e le coste assolate di Coney Island e Brighton Beach?
  • Tra ghetti e uffici di collocamento: quando anche la canzone spassosa contiene aspetti drammatici. Cosa ne pensi?
  • Nel mio romanzo Coupe DeVille ho identificato una alter ego di Sherry in una ragazza di nome Sally. Se l’hai letto, commenta questo parallelo.

 

Esprimere se stessi è segno di vitalità e di distinzione. Fallo anche tu e commenta qui.

Dario Migliorini

 

Condividi questo articolo

Ho selezionato per te questi 2 articoli

Seguimi sui Social

Il mio Romanzo

Commenti

Recensioni recenti

Dario Migliorini

Dario Migliorini

Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *