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Spirit In The Night, Bruce Springsteen

Aggiornato il 18 Set, 2022 | Words and Music |
Spirit In The Night

Spirit In The Night è l’ottava traccia di Greetings From Asbury Park, N.J., album d’esordio di Bruce Springsteen (1973). Fu una delle ultime canzoni a essere composta per il disco e vi fu inclusa con due obiettivi. Da un lato avere una canzone di maggiore impatto commerciale da proporre alle radio. Dall’altro favorire, con le sue sonorità soul e blues, l’ingresso di Clarence Clemons nel primo nucleo della E Street Band. Spirit In The Night non riuscì nell’intento di far distribuire un numero maggiore di copie dell’album, i cui risultati di vendita furono deludenti. Ma fu fondamentale perché, insieme a Blinded By The Light, spostò il sound del disco dal folk-rock di ispirazione dylaniana verso gli albori di quel soul rock che diventerà l’Asbury Sound. Spirit In The Night ebbe anche una notevole resa dal vivo e venne utilizzata da Springsteen in diverse epoche per far ballare il suo pubblico.

BENVENUTI AL GREASY LAKE

Spirit In The Night (leggi la traduzione qui) narra delle scorribande notturne di una compagnia di amici nelle campagne del New Jersey in occasione del compleanno di un componente della compagnia. Potrebbe trattarsi del narratore o dell’unica componente femminile del gruppo, Crazy Janey, la ragazza con cui il narratore stesso instaura un rapporto promiscuo di amicizia e sesso. Tutto avviene lungo le sponde del Greasy Lake, letteralmente lago di brillantina, un luogo di pura fantasia, se si considera che i laghi formati dai tanti fiumi dello Stato Giardino sono per lo più paludosi o acquitrinosi (in Rosalita Springsteen parla di swamps, ossia di paludi). Eppure, nell’immaginario di Springsteen e nelle fantasie dei suoi ammiratori, anche il Greasy Lake è divenuto leggendario anche per un certo alone di mistero. Ad abitarlo, infatti, ci sono angeli zingari che si aggirano come spiriti nella notte e per raggiungerlo bisogna percorrere il lato più oscuro della Route 88.

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SPIRITI E ANGELI

Spirit In The Night trova il suo naturale parallelo in Rosalita (Come Out Tonight), composta nello stesso periodo ma inclusa nel secondo album, The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle. Come in Rosalita anche qui c’è un gruppo di amici dai nomi più fantasiosi. Nella compagnia del lago brillantinato troviamo Crazy Janey (Janey la Pazza), Wild Billy (Billy il Selvaggio), un non meglio precisato G-Man, Killer Joe (Joe il Sicario) e Hazy Davey (Davey il Confuso). Inoltre anche in Rosalita il narratore flirta con una ragazza. La differenza fondamentale tra i due testi è che mentre in Rosalita la storia è finalizzata alla conquista della donna e ai sogni del protagonista in ambito musicale, qui la trama si sostanzia nella notte stessa, tra battaglie a palle di fango, bagni notturni e sesso all’aperto. Intanto gli angeli zingari vegliano sulla compagnia, più come angeli custodi che come spiriti maligni.

LE DONNE DEL GIOVANE SPRINGSTEEN

È interessante un confronto tra alcuni caratteri femminili usciti dalla penna di Springsteen nelle sue prime composizioni. Mentre Kitty, Diamond Jackie e Puertorican Jane sono ragazze dei sobborghi di New York, in cerca di un avvenire tra vita e malavita, Rosalita, Crazy Janey e la ragazza di For You vivono nella provincia da cui proviene lo stesso Bruce. L’ultima di esse fa storia a sé, persa nelle sue debolezze e indecisioni. Rosalita è una ragazza ispanica che fatica a liberarsi dal ferreo controllo dei suoi genitori. Janey, invece, è la più emancipata e trasgressiva. La troviamo nei vicoli a stringere accordi con un misterioso uomo della missione. Poi prende iniziativa con il protagonista: mette le dita nella torta (in metafora: mette le mani sulla sua preda) e poi lo bacia appassionatamente. Infine fa l’amore con lui nel fango. Una figura singolare e affascinante nella fitta comunità di personaggi springsteeniani.

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IL BLUES S FONDE CON IL ROCK E IL SOUL

Spirit In The Night è una canzone rock, nella quale gli accenti rhythm & blues si incontrano con le sonorità soul. Sopra una base ritmica caratterizzata da stacchi e controtempi, condotta da Vini Lopez e dallo stesso Springsteen in un sorprendente ruolo di bassista, la struttura della canzone si basa su una notevole partitura di pianoforte, eseguita dall’ospite Harold Wheeler. Springsteen, infatti, pensando di aver già terminato le registrazioni di Greetings From Asbury Park, N.J., aveva già congedato i suoi musicisti, ma la richiesta della CBS di registrare due brani che potessero rappresentare potenziali hit lo costrinse a programmare nuove sessioni di registrazione, a cui parteciparono solo Lopez, Wheeler e un sassofonista che per la prima volta entrava in una sala di registrazione con Bruce: il suo nome era Clarence Clemons. Il sax entra in gioco prepotentemente nel sound della canzone. Nella totale assenza di chitarre, è Clemons ad accompagnare l’armonia con continui riff durante le strofe e i ritornelli per poi liberare il proprio estro in un assolo, il primissimo di una lunga serie lungo la discografia di Springsteen. Non passano inosservati i cori. Durante i ritornelli eseguono un “botta e risposta” che il rock e il soul avevano mutuato dal gospel, poi Springsteen ideò una sorta di “contro-assolo” al sax, eseguito proprio dai cori dello stesso Bruce, di Clemons e di Lopez. Una finezza che, purtroppo, nel tempo Springsteen ha abbandonato dal vivo, alla ricerca di un sound più potente.

Curiosità

La straordinaria resa di Spirit In The Night dal vivo è testimoniata anche dalle statistiche delle sue esibizioni live. La canzone infatti compare al ventesimo posto tra le canzoni più suonate da Springsteen nei suoi concerti. Una presenza che si è condensata per gran parte nei tour fino al 1978, ma che poi non è mancata, anche se con frequenza meno assidua, in tante altre tournée. Il successo live della canzone non è dovuto solo al suo tiro ritmico, all’eccellente esecuzione strumentale della E Street Band e al testo coinvolgente, ma anche allo sketch che Springsteen ideò nelle prime tournée, scendendo tra il pubblico nel corso dell’ultima strofa, seguito da Clarence Clemons. In quel frangente cantava le follie della compagnia di amici lungo le sponde del Greasy Lake ed enfatizzava in particolare il momento in cui il narratore faceva sesso con Crazy Janey nel fango.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Spirit In The Night e Greetings From Asbury Park, N.J., il primo album di Bruce Springsteen?
  • Spirit In The Night è uno dei massimi emblemi dell’esibizione live di Bruce Springsteen e della E Street Band. L’hai mai vista e sentita dal vivo? In caso contrario, cerca qualche video d’epoca. Ti divertirai.
  • Le uscite goliardiche giovanili in compagnia e quei momenti in cui si compie qualche innocente follia. Ti è capitato? Magari ne senti l’esigenza anche in età più adulta?
  • Il New Jersey è denominato lo Stato Giardino proprio per il suo verde e i suoi tanti corsi d’acqua. Ci sei mai stata o stato?

 

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Dario Migliorini

 

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

2 Commenti

  1. ANNA MARIA

    ciao dario, eccomi qua a darti qualche spiegazione.
    ho dovuto metabolizzare un pò questa recensione perchè mi aveva creato una specie di sommovimento nel mio cervello e nelle mie certezze finora granitiche.
    dunque, non so se succede anche a te, ma ci sono canzoni che mi provocano un senso di rigetto istintivo. non so da cosa deriva, ma appena le sento cambio musica, spengo la radio e se non posso mi tappo le orecchie.
    una è volare, o nel blu dipinto di blu, come mi sembra sia il titolo giusto. lo so, è la canzone italiana più conosciuta e amata in tutto il mondo, ma a me stride proprio nelle orecchie. un’altra è marina. non so se te la ricordi, ma è stato un tormentone per parecchio tempo, quel “il cuore mi batteva a mille (mille o cento? non ricordo bene) all’ora” mi dava il voltastomaco, una vera e propria sofferenza fisica.
    ce ne sono altre, ma queste sono le più insopportabili.
    saprai che sono appena 3 anni che conosco bruce. la sua produzione è immensa e chissà quante canzoni non ho ancora mai sentito. non conoscevo i suoi album, andavo a tentoni su youtube per cercare i suoi video.
    ho dovuto per forza fare una cernita e fermarmi a quelle che mi affascinavano da subito, fare una corsa contro il tempo per capire i testi e poi cercare di impararli a memoria.
    insomma, ho trovato un modo affascinante per affrontare le lunghe giornate della pandemia e del lockdown, ma è stata anche una gran fatica!
    ecco, questa spirit in the night alle prime note mi provocava quel certo malessere, tanto che non sono mai riuscita a sentirla fino alla fine, e non mi sono quindi mai interessata a sapere di cosa parlasse.
    poi tu hai pubblicato questa recensione e sono venuta a leggerla. mi hanno incuriosito molto i tuoi suggerimenti finali in cui dai degli spunti di riflessione. alle parole “uscite goliardiche” mi si è accesa una lampadina.
    devi sapere che sì, l’impegno civile, la poetica, i capolavori musicali, tutte le cose importanti che ci sono da apprezzare di bruce sono un patrimonio direi quasi dell’umanità, ma poi alla fine la cosa che più mi piace di lui è proprio la sua ironia, le sue gag sul palco, i suoi siparietti comici. anche perchè anche in questo lo sento simile a me. ridere e scherzare anche quando sei dentro ai tanti problemi della vita mi viene naturale e mi serve per scacciare tristezze e malinconie.
    quindi mi sono fatta forza e sono arrivata finalmente fino alla fine della canzone.
    beh, che dire, sono rimasta piacevolmente sorpresa e mi sono molto divertita quando l’ho visto mimare il rapporto sessuale nel fango! anche se questo adesso mette in discussione la mia visione di un giovane bruce puritano e quasi sessuofobico!
    dovrò rivedere le mie convinzioni, a questo punto e mi dispiace un pò perchè ci ero affezionata.

    comunque si parla sempre di goliardia giovanile, come fosse solo appannaggio dei giovani, ma a volte ti ci ritrovi anche a una certa età, ed è davvero una botta di vita.
    ricordo con grande nostalgia il periodo in cui sono andata ad abitare nella mia prima casa. era in un complesso residenziale appena costruito con giardini e piscina condominiali. ci siamo ritrovati tutte coppie giovani della stessa età e con tutti quegli spazi comuni abbiamo fatto presto a fare amicizia. d’estate ci incontravamo sulle panchine a ridere e scherzare, e spesso facevamo i giochi da bambini, rubabandiera, nascondino, o giochi da villaggio turistico.
    ecco, ci sembrava di vivere perennemente in vacanza! a settembre poi facevamo una festa che chiamavamo di addio all’estate, con barbecue, canti e balli in giardino.
    in un’estate particolarmente calda ci era presa la fissa dei gavettoni. ce li facevamo a vicenda dai balconi. il più epico si è risolto in una accanita battaglia anche per le scale, chi schizzava acqua dai lavatoi in terrazza e chi con i tubi per innaffiare dal giardino.
    bei tempi!

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    • Dario Migliorini

      Grande Annamaria, sempre più ammirato dai tuoi commenti e dal tuo modo di scrivere.
      Sono contento di averti aperto gli occhi su Spirit. A parte il fatto che da musicista ti posso assicurare che è una canzone tutt’altro che banale, ma anche questa goliardata giovanile è raccontata con fantasia e dettagli che solo un giovane di grande avvenire poteva scrivere. Eh sì, sono d’accordo che la voglia di scherzare e di ridere deve rimanere a qualsiasi età. Non si è mai adulti o vecchi per queste cose.
      Mi dici che hai canzoni che non sopporti? Beh io ti seguo a ruota. io non posso sentire la voce di Gigi D’Alessio e di Eros Ramazzotti. E non posso proprio vedere Jovanotti. Di Bruce detesto Real Man da Human Touch (non è Bruce, è un sosia… (-:). Non ascolto quasi mai Crush On You, Ain’t Got You…). Ma Real Man vorrei davvero non l’avesse mai scritta. Ci stà del resto. Alla prossima.

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