Streets Of Philadelphia compie 30 anni. La celebre canzone di Bruce Springsteen, che gli è valsa la conquista del primo e ad oggi unico Premio Oscar in carriera, oltre a un Golden Globe e quattro Grammy Awards, è stata pubblicata contestualmente all’uscita del film a cui è collegata, Philadelphia di Jonathan Demme, il 14/12/1993. Quel giorno il film, vincitore anche di un altro Premio Oscar e di un altro Golden Globe per la migliore interpretazione maschile di Tom Hanks, venne lanciato nelle sale americane (in Europa arriverà nel 1994). Gli ambiti premi, che vennero ufficializzati nel 1994, videro il trionfo di Springsteen nella categoria “miglior canzone originale per film”. Dunque oltre a Streets Of Philadelphia compie 30 anni anche l’apprezzatissimo film del compianto Jonathan Demme, che vide le grandi interpretazioni di Tom Hanks e Denzel Washington e il sostegno di una colonna sonora, firmata da Howard Shore e impreziosita anche dalla presenza di canzoni di Peter Gabriel, Sade, Spin Doctors, Indigo Girls e, soprattutto, di Neil Young, su cui torno più avanti.

La genesi di Streets Of Philadelphia

Springsteen compose il brano per il film, ispirandosi alla perdita di un amico. Inizialmente Demme aveva pensato di aprire il film con Philadelphia, la splendida canzone che Neil Young aveva già scritto e che verrà anch’essa candidata al Premio Oscar per la stessa categoria di Streets Of Philadelphia. Poi però il regista decise di riservare al brano del grande cantautore canadese la toccante scena finale del ritrovo di familiari e amici a casa del defunto protagonista. Mancava così il brano di apertura a sostenere la scena iniziale che prevedeva una carrellata di sequenze di vita ordinaria e di degrado lungo le strade di Philadelphia. Demme decise di interpellare Bruce Springsteen, che non aveva mai lavorato a una canzone per il cinema e che non lavorava ormai da un quinquennio con la E Street Band (gli ultimi due album del 1992, Human Touch e Lucky Town, erano stati registrati con prestigiosi session-men e, in parte, da Springsteen in autonomia in veste di polistrumentista). Springsteen accettò l’invito dell’amico regista, ma pose una serie di dubbi sulla sua capacità di scrivere qualcosa di davvero importante per un film di quella rilevanza.

La lavorazione

Springsteen si chiuse nello studio di registrazione Thrill Hill Recording di Beverly Hills in California e scrisse di getto il meraviglioso testo (leggi qui la traduzione), ispirandosi alla perdita di un carissimo amico. Poi, senza coinvolgere altri musicisti, incise Streets Of Philadelphia, accompagnandosi solo con una drum-machine elettronica, un sintetizzatore e un basso ed eseguendo sia la linea di canto principale, sia il controcanto. La canzone, ben lontana dagli standard rock e pop springsteeniani, risulta struggente nel suo significato e quasi techno-pop nel suo genere musicale, pur strutturandosi su una classica ballata e su una linea di canto melodica. Uno shock, musicalmente parlando. Quando Springsteen mandò a Jonathan Demme la registrazione si affrettò a specificare che si trattava solo di una demo, ma il regista decise che il brano era perfetto così e lo inserì nel film senza modifiche. Demme dichiarerà in seguito: “Quando mia moglie ed io ci sedemmo per ascoltarlo la prima volta, verso la fine stavamo letteralmente piangendo.” Tom Hanks, grande fan e amico di Bruce, dichiarerà a sua volta: “Se vuoi avere una scena grandiosa in un film, assicurati che ci sia una canzone di Bruce Springsteen“.

La notte degli Oscar

Durante la notte degli Oscar, avvenuta per l’Italia nella notte tra il 21 e il 22 marzo 1994, Bruce si ritrovava candidato al premio insieme a Neil Young per lo stesso film, oltre a tre canzoni per i film Poetic Justice, Beethoven 2 e Insonnia d’Amore. Lo metteva a disagio in particolare la competizione con Neil Young, mostro sacro del folk e del rock d’oltreoceano, oltre che suo grande amico già da un decennio. Bruce vinse e quando ritirò il premio davanti ad una platea di star di Hollywood, era visibilmente emozionato e persino piuttosto impacciato. Al di là dei canonici ringraziamenti, Bruce disse: “A volte fai il tuo lavoro al meglio e speri che tiri fuori il meglio anche dal tuo pubblico. Speri che riesca ad avere un effetto sulla vita delle persone nel mondo reale per eliminare la paura e riconoscere gli altri come uguali a noi, attraverso il velo delle nostre differenze.” Poi Springsteen dichiarò di voler condividere l’Oscar con Neil Young, affermando che avrebbero dovuto vincere entrambi.

La videoclip di Streets Of Philadelphia

Springsteen completò la canzone con il supporto di Tommy Sims“Little” Jimmy Scott ai cori e di Ornette Coleman al sax, ma i loro contributi vennero alla fine tagliati, privilegiando la versione originale di Bruce, che tuttavia fu nuovamente registrata con un effetto più live, quindi ancora più forte emotivamente. Della versione rielaborata rimasero solo alcuni stralci che si possono sentire lungo alcune sequenze del film, mentre in seguito Bruce eseguirà la canzone dal vivo una volta riunita la E Street Band, con il sax di Clarence Clemons a chiudere il brano. Una volta montato il film, Demme lavorò anche alla videoclip di Streets Of Philadelphia insieme al nipote Ted. Il video riprende quasi fedelmente il background della sigla iniziale del film, ma al posto dei titoli di testa compare proprio Springsteen che, cantando il brano, cammina per le strade di Philadelphia tra immagini solari e positive (i bambini in un momento di ricreazione, il tran tran ordinario della città) e immagine più amare (il degrado di certi quartieri, le code all’esterno di una mensa per poveri, una sequenza con lo stesso Tom Hanks nei panni dello sfortunato protagonista Andrew Beckett). Bruce è vestito con capi invernali (il video fu girato nel dicembre 1993, subito dopo l’uscita del film in America) e cammina lungo i marciapiedi della città da mattina (con il sole che illumina i campi da gioco delle scuole) a sera (con il cielo oscuro dopo il tramonto). Un video che, del resto, dà visibilità agli ultimi, agli invisibili, vale a dire ai personaggi che Bruce da sempre canta nelle sue canzoni.

Il ricordo di Jonathan Demme

Il regista del celebre film, divenuto all’epoca grande amico di Springsteen, è morto prematuramente nel 2017 a 73 anni, a causa di una terribile malattia che non gli ha lasciato scampo. Demme, regista di primissimo piano che aveva già vinto l’Oscar e l’Orso d’Argento per la miglior regia con il celebre Il Silenzio degli Innocenti, filmò molti video e documentari per la musica. Oltre a Streets Of Philadelphia si ricordano anche le videoclip di Murder Incorporated e If I Should Fall Behind (sempre di Springsteen), di alcuni lavori di Suzanne Vega, New Order e Ub40, del celebre video di Sun City (canzone scritta e intepretata da Little Steven) e di alcuni documentari, tra cui due dell’altro grande amico Neil Young. Alla morte di Demme, Springsteen scrisse: “Qui, sulla E Street, siamo davvero tristi di sentire che Jonathan se ne sia andato. È sempre stato fonte di grande ispirazione per me, un ottimo regista con un’anima buona. Sempre sorridente, attento e positivo. Ci mancherà profondamente.”

 

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Dario Migliorini

 

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